Dopo quanto tempo bisogna seppellire una persona morta?

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Si può rifiutare un funerale?
Autore: Serenella Zanfini

09 giugno 2017

Avvocato presso il foro di Cosenza. Esperta in diritto civile, diritto commerciale, successioni e diritto di famiglia. Laureata in Giurisprudenza presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma.

Una persona morta non può essere seppellita prima di ventiquattro ore dal decesso. Per procedervi è necessaria l’autorizzazione dell’ufficiale di stato civile.

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Si può procedere a seppellire una persona persona morta per inumazione (seppellimento sotto terra), o per tumulazione (seppellimento in loculi costruiti in muratura), dopo un tempo che va dalle ventiquattro alle quarantotto ore dal decesso, a seconda della gravità dei casi. È anche possibile procedere alla cremazione, che consiste nell’eliminazione del cadavere del defunto mediante il fuoco.

Per prima cosa, occorre chiamare l’ufficiale di stato civile del comune ove è avvenuto il decesso, il quale deve redigere l’atto di morte (che verrà poi iscritto nel relativo Registro), raccogliendo la dichiarazione di uno dei congiunti o di una persona convivente con il defunto, oppure di un loro delegato (e, tra questi, rientrano le imprese delle pompe funebri) o infine, in mancanza di tutti questi soggetti, di una persona informata della morte

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[1]. Qualora il decesso avvenga in un ospedale, in una casa di cura o di riposo, in un collegio, istituto o in qualsiasi altro stabilimento, il direttore (o chi ne è stato delegato dall’amministrazione) deve trasmettere avviso della morte entro ventiquattro ore.

L’atto di morte, che può essere formato anche immediatamente dopo il decesso (e comunque sempre entro le ventiquattro ore dal decesso stesso), deve enunciare il luogo, il giorno e l’ora della morte (certificata dal medico necroscopo, la cui figura sarà esaminata tra poco), il nome e il cognome, il luogo e la data di nascita, la residenza e la cittadinanza del defunto, il nome e il cognome del coniuge, se il defunto era coniugato, vedovo o divorziato; il nome e il cognome, il luogo e la data di nascita e la residenza del dichiarante

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[2]. Tuttavia, non è necessario che i congiunti (o chi per loro) conoscano tutte queste informazioni, poiché è comunque sufficiente che il cadavere venga riconosciuto.

Quando viene rilasciata l’autorizzazione al seppellimento?

L’autorizzazione a seppellire una persona morta è rilasciata dall’ufficiale di stato civile, in carta libera e senza alcuna spesa, dopo ventiquattro ore di tempo dal decesso [3], e dopo aver acquisito il certificato del medico necroscopo (che è un medico incaricato dalla competente unità sanitaria, o il direttore sanitario di un ospedale, il quale, qualora il decesso avvenga in casa in assenza totale di assistenza medica, dovrà anche compilare la scheda Istat prevista dalla legge

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[4], denunciando la presunta causa di morte). Il certificato del medico necroscopo è assolutamente necessario, perché se manca l’autorizzazione alla sepoltura non viene rilasciata. È bene ricordare che il medico necroscopo deve essere convocato dai congiunti dopo quindici ore dal decesso, e non oltre le trenta ore da quando questo è avvenuto [5].

In alcune ipotesi l’autorizzazione a seppellire una persona morta può essere emessa anche prima delle ventiquattro ore di rito, sempre previa acquisizione del certificato medico (si pensi ad un cadavere maciullato, o a una persona morta decapitata a seguito di un brutto incidente). È anche possibile che la stessa autorizzazione venga rilasciata molto tempo dopo, come nei casi di morte improvvisa, o nei casi in cui si abbiano dubbi di morte apparente, per cui è necessaria un’osservazione protratta fino a quarantotto ore, sempre su indicazione del medico [6].

Nei casi di morte violenta, o comunque in tutti i casi in cui sia dovuta intervenire l’autorità giudiziaria, l’ufficiale di stato civile potrà autorizzare il seppellimento solo con il nulla osta rilasciato dal giudice stesso.

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