Chi paga le spese della casa se i coniugi si separano?

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Autore: Redazione

25 maggio 2017

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Le spese di ristrutturazione restano a carico di chi le ha sostenute, mentre quelle condominiali sono a carico della moglie a cui il giudice ha assegnato la casa dopo la separazione.

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Se, dopo la separazione e il divorzio dei coniugi, il giudice assegna la casa alla moglie, come si ripartiscono le spese inerenti all’immobile? Secondo il tribunale di Napoli [1] – in linea con l’interpretazione dominante – tutte le spese di ristrutturazione sostenute dal titolare dell’immobile quando ancora la coppia era unita restano a carico di quest’ultimo; invece il coniuge che va a vivere (insieme ai figli) nell’appartamento di proprietà dell’altro (per via dell’assegnazione disposta dal giudice) deve sostenere tutte le spese di condominio e le bollette delle utenze. Stando così le cose, non dovrebbero esserci più dubbi su

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chi paga le spese della casa se i coniugi si separano. Ma procediamo con ordine e ricorriamo al consueto esempio.

Immaginiamo che una coppia si separi. Prima di questo momento, l’uomo, che aveva intestato a sé la casa coniugale, ha provveduto a ristrutturare interamente l’immobile, investendovi una consistente somma di denaro. Senonché, al momento del divorzio, il giudice assegna detta casa alla moglie affinché vi vada a vivere insieme ai due figli avuti dalla coppia e che ancora non sono autosufficienti economicamente. Avendo così perso la disponibilità materiale dell’immobile e per aver, di fatto, consegnato all’ex un appartamento completamente “rimesso a nuovo”, il marito chiede alla moglie di restituirgli una parte delle spese di ristrutturazione, di cui lui non si avvantaggerà mai, essendo la casa abitata dalla donna coi figli (e lo sarà ancora per molto). Insieme a tali spese chiede anche che la donna paghi le bollette della luce, dell’acqua e tutti gli oneri condominiali che mensilmente esige l’amministratore. Lei, invece, non ne vuole sapere e sostiene che si tratti, in entrambi i casi, di spese connesse alla proprietà del bene che, in quanti tali, ricadono sull’ex marito. Chi ha ragione dei due?

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Chi paga le spese della casa se i coniugi si separano? La sentenza in commento dà ragione al marito solo per quanto riguarda le utenze e i soldi da dare al condominio; invece i costi della ristrutturazione restano a carico del proprietario dell’immobile.

Tra gli obblighi del matrimonio vi è quello di contribuire al buon funzionamento della famiglia in proporzione alle proprie capacità economiche, di assistere e mantenere il coniuge e di prestargli tutti i mezzi per poter vivere. Tra questi vi sono anche le spese di ristrutturazione della casa. Pertanto, una volta che la coppia si separa, tali esborsi non vanno restituiti, perché posti in essere in adempimento di un obbligo di legge e non già per generosità o quant’altro. Anche la Cassazione è di questo avviso

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[2]: per la Suprema Corte non si rimborsano le spese di un coniuge se in adempimento dell’obbligo di contribuzione derivante dal matrimonio.

Viceversa, vanno restituite – se anticipate dal marito – le spese per servizi, utenze e condominio della casa assegnata alla moglie dal giudice. Tali oneri infatti ricadono su chi usa materialmente l’immobile e non su chi ne è proprietario. È vero, per l’assegnazione della casa, la donna non deve pagare alcun canone al marito, ma tale gratuità va riferita solo all’uso dell’abitazione, non anche alle spese correlate (comprese quelle condominiali) che, in mancanza di diverso espresso provvedimento, restano a carico del coniuge assegnatario [3].

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