Che fare se eredito una casa?

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Autore: Maura Corrado

28 luglio 2017

Laureata con lode in giurisprudenza presso l’Università del Salento, svolge attualmente la pratica forense in uno studio legale di Lecce, occupandosi prevalentemente di diritto fallimentare, commerciale e societario e di diritto del lavoro. È tirocinante in formazione presso il Tribunale Civile di Lecce, secondo la normativa contenuta nel Decreto del Fare. Giornalista pubblicista iscritta all’albo della Puglia, è redattore per quotidiani a livello locale e riviste giuridiche specializzate.

Se si riceve una casa in eredità, va presentata la dichiarazione di successione e trascritto l’acquisto dell’immobile. Si deve, poi, andare al catasto per fare le volture.

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Se una persona muore e ci lascia in eredità un immobile, colui che lo riceve non può pensare di disporne da subito come vuole. La legge, infatti, prevede che debbano essere effettuati una serie di adempimenti prima di abitarla o venderla o affittarla. Di fronte a un testamento, quindi, la domanda da farsi è: «Che fare se eredito una casa?». In questo articolo ci sono tutte le risposte.

Casa in eredità: che fare?

Quando si acquista la proprietà di una casa per eredità o per

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legato, occorre prima di tutto compiere quattro passaggi fondamentali:

Nella maggior parte dei casi è il

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notaio che ha ricevuto la dichiarazione di accettazione dell’eredità o che ha predisposto la dichiarazione fiscale di successione procedere in tal senso. In ogni caso, per quanto riguarda le trascrizioni presso i registri immobiliari, se ne occupa in automatico l’Agenzia delle Entrate dopo la presentazione della dichiarazione di successione. Diverso il discorso, invece, per le volture catastali per le quali deve essere presentata un’apposita domanda entro massimo 30 giorni dall’apertura della successione.

Casa in eredità: come fare per la trascrizione?

Il chiamato all’eredità non diventa erede solo perché il suo parente è morto ma occorre un passaggio ulteriore: deve

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accettare l’eredità. Tale accettazione può essere:

In tutte queste ipotesi, l’accettazione dell’eredità va trascritta nei pubblici registri immobiliari, indipendentemente dalla forma che essa assume. Ciò in quanto, per legge, si deve sempre conoscere chi è il titolare di un immobile. Cambia solo la modalità della trascrizione:

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Attenzione: la trascrizione non avviene in capo al singolo erede ma alla comunione ereditaria. Ecco perché, dopo la presentazione della dichiarazione di successione e la trascrizione in capo alla comunione ereditaria, si può trascrivere in capo al singolo erede.

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Casa in eredità: come fare per la voltura?

Entro 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione di successione (una per ogni comune dove ricadono gli immobili), si possono richiedere le volture catastali, presentandole all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate utilizzando il Modello 98 per le volture nel catasto edilizio urbano.

Con la voltura catastale non si fa altro che comunicare all’ amministrazione finanziaria che un determinato bene immobile (casa o terreno che sia) è passato dalla proprietà del de cuius alla proprietà dell’erede. In questo modo, cambia l’intestazione del bene (o dei beni): sparisce dagli archivi il nominativo del defunto e prende il suo posto quello dell’erede.

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La voltura può essere presentata o presso il catasto della provincia dove si trova l’ufficio delle Entrate in cui presentiamo la successione o presso il catasto della provincia in cui ricadono gli immobili. Facciamo un esempio: ipotizziamo che in successione cadano due immobili, una casa a Firenze e una a Bari. Bisognerà presentare due volture, una al catasto urbano di Firenze e una al catasto urbano di Bari. Non è necessario recarsi in queste due città: sarà sufficiente andare in un’unica agenzia del territorio. Attenzione, però: se il defunto era residente a Bari e la successione è stata presentata nell’ufficio delle Entrate di Bari, bisognerà recarsi al catasto di Bari, in cui si potranno consegnare entrambe le volture. Bari, poi, trasmetterà i dati a Firenze.

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