Dove spedire certificato malattia Inps?

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Autore: Maura Corrado

09 luglio 2017

Laureata con lode in giurisprudenza presso l’Università del Salento, svolge attualmente la pratica forense in uno studio legale di Lecce, occupandosi prevalentemente di diritto fallimentare, commerciale e societario e di diritto del lavoro. È tirocinante in formazione presso il Tribunale Civile di Lecce, secondo la normativa contenuta nel Decreto del Fare. Giornalista pubblicista iscritta all’albo della Puglia, è redattore per quotidiani a livello locale e riviste giuridiche specializzate.

Quando il lavoratore si ammala deve comunicarlo all’azienda tramite il certificato medico. Ma come averlo? Chi si occupa della procedura?

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È risaputo che quando un lavoratore si assenta dal lavoro per problemi di salute ha diritto ad alla cosiddetta indennità di malattia, una somma di denaro che gli viene riconosciuta tutte le volte in cui, a causa di un infortunio o di una malattia, non può svolgere il suo lavoro. Per ottenere questo contributo, però, bisogna inviare che il certificato medico pervenga all’Inps. Ma dove spedire il certificato di malattia Inps? Cosa bisogna fare? In buona sostanza, bisogna contattare il proprio medico curante che si occuperà di tutto. Ecco come fare.

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Il medico curante si occupa di tutto

Certificato di malattia Inps: chi lo spedisce e come?

Per legge [1], in caso di assenza al lavoro per problemi di salute, il lavoratore è obbligato a comunicare all’Inps il proprio stato di indisposizione. A tal fine, non occorre più inviare una raccomandata: la procedura è tutta online, sia per i dipendenti privati che per quelli pubblici.

La prima cosa che il lavoratore deve fare è avvertire il datore di lavoro nei tempi stabiliti dai singoli contratti collettivi: di solito non oltre le 4 ore dall’inizio del turno. A questo punto, si deve rivolgere – entro 2 giorni da quando si ammala – al proprio

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medico curante (o, se non c’è, alla guardia medica o a una qualunque struttura convenzionata col Servizio Sanitario Nazionale) che, verificata la sussistenza della malattia, ha l’obbligo di trasmettere telematicamente – entro 48 ore – il certificato di malattia all’Inps, collegandosi al relativo sito tramite le apposite credenziali di cui è in possesso. In questo modo, i tempi diventano sicuramente più brevi:

Il certificato, timbrato e firmato dal medico, oltre alle generalità del lavoratore, contiene la

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diagnosi, la prognosi – di che patologia si tratta e quanti giorni dovrà assentarsi – e l’indicazione dell’indirizzo per una visita fiscale.

Se, tuttavia, per problemi tecnici (ad esempio, un guasto del computer) il medico non può o non riesce a inviare il certificato tramite internet sarà il dipendente a dover provvedere, entro due giorni, consegnandolo sia al datore che all’Inps. Ma come? Ci sono più possibilità:

Occhio ai tempi: eventuali ritardi possono compromettere il pagamento dell’indennità

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Certificato di malattia Inps: che succede in caso di ritardo?

Spedire il certificato medico tempestivamente è molto impartante: l’Inps, infatti, paga le indennità di malattia soltanto se è stato redatto il giorno preciso durante il quale si è manifestata la patologia o al massimo il giorno successivo. In sostanza, se il certificato presenta una data successiva rispetto a quella in cui il lavoratore si è ammalato l’Istituto non versa alcun corrispettivo per le prime 72 ore.

Certificato di malattia Inps: anche in caso di ricovero?

Se il paziente è ricoverato in ospedale e, quindi, non può mettersi in contatto con il proprio medico curante, sarà l’ospedale stesso a inviare all’Inps i certificati di inizio ricovero e dimissioni e i certificati di malattia. Tuttavia, se la struttura non è ancora abilitata alla trasmissione telematica, il lavoratore deve farsi rilasciare il certificato cartaceo e trasmetterlo all’Inps con le modalità previste, inviando anche una copia priva di diagnosi al proprio datore di lavoro.

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Certificato di malattia Inps: e se mi ammalo all’estero?

Se il dipendente si ammala durante un soggiorno in un Paese dell’Unione Europea o convenzionato con l’Italia, deve presentare il certificato medico all’istituzione estera competente in materia, entro 3 giorni dal verificarsi della patologia, munito della Tessera Europea Assicurazione Malattia (Team, che ha rimpiazzato il vecchio modello E111). L’Istituzione trasmette la certificazione all’Inps, comprensiva degli eventuali esiti degli accertamenti sanitari [2].

Se, invece, il dipendente si ammala durante un temporaneo soggiorno in un Paese non comunitario non convenzionato, deve obbligatoriamente presentare il certificato alla rappresentanza diplomatica o consolare italiana presente sul luogo, che si occuperà dell’invio all’istituto.

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