Chi ha diritto alla pensione di reversibilità

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Autore: Emanuele Carbonara

10 luglio 2017

Quali sono i diritti del coniuge, dei figli e dei nipoti del lavoratore che viene a mancare? La legge assicura loro una quota della pensione del defunto.

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Se un pensionato (o un lavoratore) muore, i restanti membri della famiglia hanno diritto di percepire una quota della sua pensione (o di quella che gli sarebbe spettata). Nello stabilire chi ha diritto alla pensione di reversibilità, la legge privilegia ovviamente i parenti più stretti del defunto (coniuge e figli a carico). L’importo della pensione varia a seconda dei casi: vediamo tutto nel dettaglio.

Pensione di reversibilità e pensione indiretta

La legge individua le condizioni per acquisire il diritto alla pensione, distinguendo due situazioni:

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Pensione di reversibilità: a chi spetta?

La pensione di reversibilità (o indiretta

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) spetta come visto ai familiari più stretti del defunto (principalmente, quindi, al coniuge e ai figli di quest’ultimo). Va ricordato che, a seguito delle recenti riforme legislative [1], alla posizione del coniuge è equiparata quella del «componente superstite» dell’unioni civile (che quindi ha diritto alla pensione di reversibilità).

Pensione di reversibilità: i diritti del coniuge

La pensione di reversibilità (o indiretta) spetta innanzitutto al coniuge del lavoratore/pensionato deceduto. Lo stesso diritto è riconosciuto al coniuge legalmente separato e a quello divorziato.

I diritti del coniuge divorziato

Il coniuge divorziato può ottenere la pensione di reversibilità se:

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Se il coniuge divorziato «superstite» si risposa, perde il diritto alla pensione di reversibilità. Tuttavia gli spetta un assegno una-tantum d’importo pari a due annualità della quota di pensione in pagamento alla data del nuovo matrimonio (compresa la tredicesima). Se invece è stato il defunto a risposarsi prima di morire, sarà il Tribunale a decidere le quote spettanti rispettivamente al vecchio coniuge (divorziato) e al nuovo (superstite).

Pensione di reversibilità: i diritti dei figli e dei nipoti

Hanno diritto alla

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pensione di reversibilità:

Gli studenti lavoratori hanno diritto alla pensione di reversibilità solo se il reddito annuo da loro percepito è inferiore al «trattamento minimo annuo di pensione» aumentato del 30%

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[2]. Il diritto alla pensione di reversibilità è garantito anche ai figli adottivi e a quelli riconosciuti o dichiarati giudizialmente. La pensione spetta anche ai nipoti del lavoratore/pensionato deceduto, se erano a carico di quest’ultimo al momento della sua morte. La posizione dei nipoti, quindi, è equiparata a quella dei figli del defunto [3].

Che succede se non ci sono coniuge e figli?

Se non ci sono né coniuge né figli (o se questi non hanno diritto alla pensione di reversibilità), la pensione spetta ai genitori del soggetto deceduto, purché:

In assenza dei genitori (o se questi non hanno diritto alla pensione in base alle condizioni sopra elencate), la pensione di reversibilità spetta ai

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fratelli celibi e alle sorelle nubili del defunto, purché:

Pensione di reversibilità: qual è l’importo?

L’importo si calcola applicando un’aliquota percentuale alla pensione già liquidata o che sarebbe spettata al defunto. L’aliquota cambia a seconda di quali e quanti siano i soggetti «superstiti». Ad esempio, se l’unico superstite è il coniuge, egli percepirà il 60% della pensione spettante al defunto; la quota sale all’80% se i superstiti sono il coniuge e un figlio (o nipote) a carico; si arriva poi al 100% per il coniuge con due o più figli/nipoti. In assenza del coniuge, invece, le quote per i figli (o nipoti a carico) sono le seguenti:

La pensione di reversibilità spetta agli aventi diritto a partire dal mese successivo a quello del decesso del lavoratore/pensionato.

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