Chi ha diritto alla pensione di reversibilità
Quali sono i diritti del coniuge, dei figli e dei nipoti del lavoratore che viene a mancare? La legge assicura loro una quota della pensione del defunto.
Se un pensionato (o un lavoratore) muore, i restanti membri della famiglia hanno diritto di percepire una quota della sua pensione (o di quella che gli sarebbe spettata). Nello stabilire chi ha diritto alla pensione di reversibilità, la legge privilegia ovviamente i parenti più stretti del defunto (coniuge e figli a carico). L’importo della pensione varia a seconda dei casi: vediamo tutto nel dettaglio.
Indice
Pensione di reversibilità e pensione indiretta
La legge individua le condizioni per acquisire il diritto alla pensione, distinguendo due situazioni:
- se al momento del decesso il soggetto era già pensionato (quindi percepiva la pensione o questa era in fase di liquidazione), i familiari «superstiti» hanno diritto alla pensione di reversibilità;
- se invece il defunto non aveva ancora conseguito il diritto alla pensione, i familiari percepiscono la cosiddetta «pensione indiretta»: è tuttavia necessario che il deceduto abbia versato 15 anni di contributi (o 780 contributi settimanali) oppure cinque anni di contributi (o 260 settimanali) di cui almeno tre anni (o 156 contributi settimanali) nel quinquennio precedente la data del decesso.
Pensione di reversibilità: a chi spetta?
La pensione di reversibilità (o indiretta
Pensione di reversibilità: i diritti del coniuge
La pensione di reversibilità (o indiretta) spetta innanzitutto al coniuge del lavoratore/pensionato deceduto. Lo stesso diritto è riconosciuto al coniuge legalmente separato e a quello divorziato.
I diritti del coniuge divorziato
Il coniuge divorziato può ottenere la pensione di reversibilità se:
- è titolare dell’assegno periodico divorzile;
- non si è nuovamente sposato;
- il defunto ha iniziato a versare i contributi prima della sentenza di divorzio.
Se il coniuge divorziato «superstite» si risposa, perde il diritto alla pensione di reversibilità. Tuttavia gli spetta un assegno una-tantum d’importo pari a due annualità della quota di pensione in pagamento alla data del nuovo matrimonio (compresa la tredicesima). Se invece è stato il defunto a risposarsi prima di morire, sarà il Tribunale a decidere le quote spettanti rispettivamente al vecchio coniuge (divorziato) e al nuovo (superstite).
Pensione di reversibilità: i diritti dei figli e dei nipoti
Hanno diritto alla
- i figli che, al momento del decesso del genitore, non hanno ancora raggiunto la maggiore età;
- i figli di qualunque età riconosciuti inabili al lavoro e a carico del genitore deceduto;
- i figli tra 18 e 21 anni che frequentano la scuola, non lavorano e risultano a carico del genitore al momento della sua morte;
- gli studenti universitari che non lavorano e risultano a carico del genitore al momento della sua morte: in questo caso la pensione spetta per tutta la durata del corso di studi, ma non oltre il 26° anno di età.
Gli studenti lavoratori hanno diritto alla pensione di reversibilità solo se il reddito annuo da loro percepito è inferiore al «trattamento minimo annuo di pensione» aumentato del 30%
Che succede se non ci sono coniuge e figli?
Se non ci sono né coniuge né figli (o se questi non hanno diritto alla pensione di reversibilità), la pensione spetta ai genitori del soggetto deceduto, purché:
- abbiano compiuto 65 anni al momento della morte del figlio;
- non percepiscano a loro volta la pensione;
- risultino a carico del defunto al momento della sua morte.
In assenza dei genitori (o se questi non hanno diritto alla pensione in base alle condizioni sopra elencate), la pensione di reversibilità spetta ai
- siano stati dichiarati inabili al lavoro;
- non percepiscano a loro volta la pensione;
- risultino a carico del deceduto al momento della sua morte.
Pensione di reversibilità: qual è l’importo?
L’importo si calcola applicando un’aliquota percentuale alla pensione già liquidata o che sarebbe spettata al defunto. L’aliquota cambia a seconda di quali e quanti siano i soggetti «superstiti». Ad esempio, se l’unico superstite è il coniuge, egli percepirà il 60% della pensione spettante al defunto; la quota sale all’80% se i superstiti sono il coniuge e un figlio (o nipote) a carico; si arriva poi al 100% per il coniuge con due o più figli/nipoti. In assenza del coniuge, invece, le quote per i figli (o nipoti a carico) sono le seguenti:
- 70% della pensione del defunto se c’è un solo figlio/nipote;
- 80% se ci sono due figli/nipoti;
- 100% in caso di tre o più figli/nipoti.
La pensione di reversibilità spetta agli aventi diritto a partire dal mese successivo a quello del decesso del lavoratore/pensionato.