Condanna per estorsione

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Autore: Sabina Coppola

13 luglio 2017

Laureata, con vecchio corso quadriennale, presso l'Università di Napoli Federico II (con 110/110 e lode) ha conseguito diploma specialistico in professioni legali al Suor Orsola Benincasa e si è iscritta al COA di Napoli nel 2008. Specializzata in diritto penale, si impegna nella tutela dei diritti dei detenuti con il Carcere Possibile O.N.L.U.S.. E' iscritta nell'Albo speciale dei difensori di ufficio presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, avendo conseguito una particolare specializzazione in diritto civile minorile.

La condanna per estorsione va da cinque a dieci anni di reclusione (se l’estorsione è semplice) o da sette a venti anni (se l’estorsione è aggravata).

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In caso di estorsione, il colpevole può subire una condanna che varia a seconda delle modalità con le quali è stato commesso il reato. Se, infatti, l’estorsione è semplice, la pena applicabile va da cinque a dieci anni di reclusione; se, invece, è aggravata la condanna può essere molto più severa, perché la pena prevista dalla legge va da un minimo di sette ad un massimo di venti anni di reclusione.

Cos’è l’estorsione?

L’estorsione è un delitto (disciplinato dal nostro codice penale) che commette chiunque:

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La minaccia è uno dei requisiti necessari affinché si possa parlare di estorsione e può essere esplicita o implicita, orale o scritta, specifica o indeterminata, purché sia idonea ad incutere timore nella vittima tanto da forzarne la sua volontà e costringerla a fare (o non fare) qualcosa.

La condotta di chi commette l’estorsione può consistere in una minaccia o in un atto di violenza tale da mettere la vittima in condizione di dovere cedere alle richieste estorsive per non subire il male maggiore del quale è stata minacciata. E’ violenza qualsiasi utilizzo di energia fisica verso qualcosa o qualcuno.

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Chi commette il reato realizza (per sé o per altri) un profitto (non dovuto e, quindi, ingiusto) che può consistere in qualsiasi utilità, vantaggio, guadagno anche di natura non economica; il danno, invece, subito dalla vittima deve essere di natura patrimoniale (nella sfera patrimoniale rientrano non solo l’insieme di beni mobili o immobili ma anche l’insieme dei diritti di qualsiasi natura, per esempio il mantenimento del posto di lavoro).

La vittima, dunque, deve essere costretta a fare o a non fare qualcosa, a pagare una somma di denaro, ad esempio, o a non pretendere un proprio credito.

L’estorsione può essere anche aggravata, ovvero più grave, quando [2]:

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La condanna e la procedibilità dell’estorsione

Le pene previste per il reato di

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estorsione, con l’ultima riforma del processo penale [3], sono rimaste invariate per il reato di estorsione semplice, mentre sono aumentate per l’estorsione aggravata.

La condanna per l’estorsione semplice può oscillare da cinque a dieci anni di reclusione (e con la multa da 1.000 a 4.000 euro, mentre quella prevista in caso di estorsione aggravata (da una o più delle circostanze sopra richiamate) va da sette a venti anni (e la multa da 5.000 a 15.000 euro). Prima della riforma la pena prevista per il reato di estorsione aggravata variava da sei a venti anni.

L’estorsione è un reato procedibile sempre d’ufficio; ciò significa che basterà una semplice denuncia, anche da parte di un soggetto che non sia la vittima diretta del reato, per far iniziare un procedimento penale a carico del colpevole.

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Tale denuncia potrà essere fatta in qualsiasi momento, anche molto tempo dopo il momento in cui è stato commesso il fatto – reato.

Se hai subito un’estorsione ed in quel momento, per paura, non sei riuscito a denunciare il colpevole, non preoccuparti perché potrai esporre l’accaduto alle autorità anche dopo molto tempo e, se sarai credibile e sincero, nascerà un procedimento penale.

Il reato di estorsione semplice si prescrive in dieci anni (o dodici anni e mezzo se vi sono atti interruttivi), quello aggravato in venti anni (o venticinque se vi sono atti interruttivi). Ciò significa che, in caso di estorsione semplice, se dal momento in cui è stato commesso il fatto trascorrono massimo dodici anni e mezzo (più i periodi di sospensione) senza che il processo si sia concluso, il colpevole sarà assolto per intervenuta prescrizione e non gli verrà irrogata alcuna pena; in caso di estorsione aggravata, gli anni necessari saranno al massimo venticinque (oltre le sospensioni).

Bisogna ricordare che con l’ultima riforma la prescrizione resterà sospesa da un grado all’altro del giudizio per un massimo di diciotto mesi; quindi ai dodici e venticinque anni andranno aggiunti altri diciotto mesi.

Come ben si può dedurre è molto difficile che il reato di estorsione si prescriva, a meno che la denuncia non arrivi dopo numerosi anni; in quel caso, però, sarà anche molto più difficile provare la colpevolezza dell’imputato.

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