Cronotachigrafo: può essere controllato dalla Polizia?

Aggiungi un commento
Annuncio pubblicitario
Autore: Carlos Arija Garcia

19 luglio 2017

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

Gli autisti di camion o autobus hanno il dovere di mostrare il disco che registra ore di guida e velocità. Ma si può contestare la multa?

Annuncio pubblicitario

C’è una specie di disco all’interno dei mezzi pesanti (camion o autobus) che registra il tempo dedicato dal conducente alla guida del veicolo. Si chiama cronotachigrafo. Una parola composta da termini greci che significano, in parole povere, «misura e scrittura del tempo».

Il cronotachigrafo, infatti, misura le ore (quindi il tempo) che l’autista di un mezzo pesante trascorre al volante sulla strada. C’è una normativa che impone non solo il limite giornaliero di ore di guida ma anche la velocità a cui viaggia questo mezzo pesante. Insomma, una sorta di «scatola nera» del camion o del pullman. Questo

Annuncio pubblicitario
cronotachigrafo può essere controllato dalla polizia? Vediamo, intanto, di cosa stiamo parlando.

Come funziona il cronotachigrafo

Il cronotachigrafo viene installato sui veicoli commerciali ed industriali che circolano all’interno della comunità europea. E’, a tutti gli effetti, uno strumento di bordo obbligatorio per i veicoli con un peso complessivo pari a 3,5 tonnellate oppure adibiti al trasporto dei passeggeri con un numero di passeggeri superiore a nove (compreso il conducente).

Annuncio pubblicitario

Questo dispositivo consente di tracciare le ore di guida, di riposo, di lavoro e di disponibilità dei conducenti. Al suo interno, infatti, c’è un orologio che riceve degli impulsi dal sensore «kitas», il quale rileva la distanza percorsa dal veicolo in un certo arco di tempo.

In altre parole, è una sorta di «tutor» incorporato al veicolo: tanti chilometri percorsi in questo tempo a questa velocità, tante ore alla guida.

Il cronotachigrafo, però, rileva anche i guasti del veicolo, in modo da giustificare una sosta prolungata

Il cronotachigrafo digitale immagazzina in una memoria interna tutti i dati per almeno un anno.

Il dispositivo può essere controllato dalla Polizia?

Sì. La

Annuncio pubblicitario
Polizia Stradale (ma anche i vigili urbani) può fare dei controlli a campione sui cronotachigrafi digitali per verificare il loro corretto funzionamento e le effettive ore di guida del conducente del mezzo. Se viene rilevata una contravvenzione, in alcuni casi viene chiamato in causa direttamente il conducente, in altri casi l’impresa.

Quando è responsabile il conducente e che cosa rischia

Se il cronotachigrafo digitale viene controllato dalla Polizia e si riscontra un’anomalia, il conducente viene direttamente chiamato in causa quando:

Quando è responsabile l’impresa e che cosa rischia

Non è solo il conducente a dover rispondere del

Annuncio pubblicitario
cronotachigrafo controllato dalla Polizia ma non in regola. L’impresa di trasporti viene chiamata in causa quando:

Quando contestare una multa per il cronotachigrafo

Appurato che il cronotachigrafo può essere controllato dalla Polizia, c’è da scoprire se ogni contestazione va

Annuncio pubblicitario
pagata oppure no.

In questo ci dà una mano la Corte di Cassazione che, con una recente sentenza [1], ha messo alcuni paletti in proposito.

La Suprema Corte ci ricorda, innanzitutto, quello che viene riportato dalla legge in materia [2]. E cioè: che il verbale di contestazione «deve contenere l’indicazione del giorno, dell’ora e della località nei quali la violazione è avvenuta, delle generalità e della residenza del trasgressore e, ove del caso, l’indicazione del proprietario del veicolo, o del soggetto solidale, degli estremi della patente di guida, del tipo del veicolo e della targa di riconoscimento, la sommaria esposizione del fatto, nonché la citazione della norma violata e le eventuali dichiarazioni delle quali il trasgressore chiede l’inserzione». Se, quindi, il verbale non contenesse una di queste informazioni, lo stesso non sarebbe valido e, quindi, la multa non andrebbe pagata.

Tuttavia, nella sentenza in commento, la Cassazione conferma che il cronotachigrafo può essere controllato dalla Polizia, anche da quella municipale, poiché «risulta superata l’ulteriore censura relativa alla competenza della Polizia Municipale ad emanare i provvedimenti sanzionatori».

Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo. Diventa sostenitore clicca qui