Cosa studiare per concorso Agenzia delle Entrate

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Autore: Mariano Acquaviva

20 agosto 2017

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

In attesa del bando di assunzione per l’anno 2017, ecco le materie da studiare per il concorso all’Agenzia delle Entrate.

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La fame di lavoro dilaga in Italia, soprattutto tra giovani e precari. Un’ottima opportunità è quella offerta dal prossimo bando di assunzione dell’Agenzia delle Entrate. L’ultimo concorso risale a due anni fa, quando furono messi a disposizione 892 posti: non pochi, visti i tempi. Per il futuro sono previste ulteriori assunzioni. Vediamo più nel dettaglio cosa studiare per il concorso all’Agenzia delle Entrate.

Il precedente concorso del 2015

Con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri

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[1] sono state autorizzate assunzioni a tempo indeterminato presso il Consiglio di Stato, la Corte dei Conti, il Ministero dell’Interno e l’Agenzia delle Entrate. In tutto si tratta di 800 posti, di cui ben 740 (tra funzionari e dirigenti) destinati all’Agenzia delle Entrate. Da questa cifra, però, ne vanno sottratti oltre 200 assegnati mediante scorrimento nella graduatoria degli idonei del 2015 e 29 destinati ai dirigenti. In totale, i posti che verranno messi a disposizione con nuovo concorso pubblico per funzionari saranno 467.

Non essendoci ancora un bando ufficiale, il punto di partenza deve necessariamente essere l’ultimo concorso del 2015, il quale metteva a disposizione 892 posti per funzionari amministrativi

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[2]. Il titolo di studio richiesto era la laurea in giurisprudenza, scienze politiche ed economia e commercio o lauree equipollenti (laurea triennale o specialistica). Le prove scritte consistevano in una di tipo oggettivo–attitudinale e un’altra tecnico–professionale. All’esito favorevole di queste hanno fatto seguito un tirocinio e una prova orale finale.

La prova oggettiva attitudinale è consistita in un quiz a risposta multipla valutata in trentesimi; per il superamento era necessario: aver riportato un punteggio di almeno 24/30; rientrare in graduatoria nel limite massimo di cinque volte il numero dei posti messi a concorso. Il quiz aveva ad oggetto quesiti di logica verbale (sinonimi, contrari, ecc.); ragionamento critico (sillogismi e deduzioni logiche); ragionamento numerico e astratto (esercizi sulle figure). I candidati che si sono collocati a parità di punteggio all’ultimo posto utile in graduatoria sono stati comunque ammessi alla

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prova oggettiva tecnico-professionale. Quest’ultima ha assunto anch’essa la forma dei quesiti a risposta multipla vertenti su: diritto tributario; diritto civile e commerciale; diritto amministrativo; diritto penale; contabilità aziendale; organizzazione e gestione aziendale; scienza delle finanze; elementi di statistica. Anche questa seconda prova è stata valutata in trentesimi, con punteggio minimo di 24/30 e obbligo di rientrare in graduatoria nel limite massimo dei posti messi a concorso, aumentati fino al 30%. I pari merito all’ultimo posto utile hanno ugualmente avuto accesso allo step successivo: il tirocinio.

Il tirocinio teorico-pratico si è svolto presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate. Scopo del tirocinio è quello di verificare concretamente le capacità e le conoscenze del candidato, nonché la sua capacità organizzativa e di cooperazione in ambito lavorativo. Il tirocinio ha avuto durata di sei mesi, 36 ore settimanali spalmati su cinque giorni lavorativi, con annessa retribuzione. L’esito del periodo di tirocinio viene valutato dal direttore dell’ufficio cui il candidato è stato assegnato.

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La commissione di esame, tenendo conto della valutazione espressa sul tirocinio dal direttore dell’ufficio, ha sottoposto i candidati alla prova finale orale su argomenti di: diritto tributario; diritto civile e commerciale; contabilità aziendale; informatica; lingua straniera.

Il concorso del 2017

Sulla scorta delle informazioni appena fornite, è possibile farsi un’idea di quelle che saranno le materie del prossimo concorso all’Agenzia delle Entrate. Tutto lascia pensare che il bando non sarà differente, perciò vale la pena cominciare subito a studiare sulle materie sopra elencate.

Come studiare?

Per quanto riguarda la prova oggettivo-attitudinale, esistono in commercio tanti libri, non necessariamente dedicati al concorso all’Agenzia delle Entrate, che offrono esercizi di logica, intuito e capacità di risolvere quiz rompicapo. Vengono in soccorso anche numerosi siti internet che mettono a disposizione banche dati praticamente illimitate ove rinvenire domande di logica, ragionamento verbale e relazioni insiemistiche. Per la prova tecnico professionale, invece, bisognerà studiare sui manuali dedicati alle specifiche discipline. Esistono tanti compendi che si focalizzano sugli istituti principali, consentendo un apprendimento più veloce. Per chi prova avversione verso un sapere nozionistico ed esclusivamente mnemonico, il consiglio è quello di cominciare fin da subito coi manuali accademici sui quali ci si è preparati, in passato, per gli esami universitari.

Restare aggiornati

Allo stato, il bando per la nuova assunzione nelle Agenzie delle Entrate non è stato ancora pubblicato. Per rimanere aggiornati, è sufficiente visitare il sito ufficiale dell’Agenzia, alla voce Amministrazione trasparente, oppure seguire il nostro portale che segnalerà tempestivamente l’indizione del concorso.

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