Tari 2018: come si calcola e chi paga l'imposta sulla casa

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Autore: Daniele Di Leo

19 novembre 2017

Praticante avvocato abilitato al patrocinio legale. Esperto in infortunistica, condominio, diritti del consumatore, diritto scolastico, contratti e obbligazioni, recupero crediti, successioni. Già tirocinante notarile, svolge la sua attività in un prestigioso studio legale.

Le quote che costituiscono la tassa sullo smaltimento dei rifiuti e i soggetti tenuti a pagarla.

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Sei un inquilino e non sai se il pagamento della Tari di quest’anno spetti a te o al proprietario? Sei proprietario di un appartamento e vuoi sapere come verrà calcolato il tributo? Vediamo allora anzitutto cos’è la Tari 2018 come si calcola e chi paga la tassa relativa alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti?

Tari 2018: cos’è

La

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Tari è una componente della Iuc, imposta unica comunale, insieme all’Imu, imposta municipale unica e alla Tasi, tassa sui costi indivisibili del Comune ed è la nuova tassa sui rifiuti introdotta dalla legge di stabilità del 2014, che ha accorpato in unico tributo, uguale in tutta Italia, le precedenti tasse sui rifiuti e l’ambiente:

Tari 2018: come si calcola

Dopo aver visto in cosa consiste questo tributo, passiamo ora a vedere come si calcola la tassa sui rifiuti per l’anno 2018. Il calcolo della Tari 2018, si effettua sulla base di tariffe fisse e variabili e a seconda del tipo di utenza (domestica o non domestica). Sono previste esenzioni e riduzioni di tariffa per i nuclei a basso reddito che presentino il nuovo

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modello Isee 2018.

Il pagamento della Tari, può avere cadenza bimestrale, trimestrale, quadrimestrale, semestrale, ogni Comune infatti può scegliere un numero e una scadenza diversa.

Come detto la Tari 2018 sarà data dalla somma di una quota fissa e di una quota variabile.

Per il calcolo della Tari, occorre poi tenere presente la distinzione tra utenze domestiche, come i locali ad uso abitativo comprese le pertinenze (garage, box auto, cantina), e

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utenze non domestiche come le attività produttive, commerciali e di servizi.

Tari 2018 sulle utenze domestiche

Nel calcolo della Tari 2018 sulle utenze domestiche:

Il calcolo Tari 2018 corretto sulle utenze domestiche: abitazione e pertinenze

Il decreto del Presidente della Repubblica [1] che disciplina le procedure di calcolo della Tari stabilisce che la quota variabile per le abitazioni va calcolata in riferimento alla singola utenza. Il chiarimento è arrivato dal sottosegretario del Ministero dell’economia e delle finanze, durante il

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question-time alla Camera del 18 ottobre 2017.

I Comuni, quindi devono applicare la parte variabile una sola volta alla utenza costituita insieme da abitazione e pertinenze. Molti Comuni invece hanno applicato la quota variabile oltre che all’abitazione, anche alle pertinenze tante volte per quante sono, con il risultato che l’importo finale del tributo era molto più alto del dovuto. Sono dunque illegittimi i conteggi di molti comuni che hanno replicato la quota variabile per le singole pertinenze.

Per la Tari 2018 non dovrebbero esserci altri errori considerato che i Comuni, pare, si stiano attivando per correggere i prossimi regolamenti Tari 2018.

Per i precedenti cinque anni di tributi versati, invece, se la quota variabile è stata applicata sia sull’abitazione che sulle pertinenze, il contribuente potrà richiedere al Comune o, in caso in cui il servizio sia stato gestito da un soggetto terzo a quest’ultimo, il rimborso della parte eccedente rispetto a quanto dovuto.

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Tari 2018 sulle utenze non domestiche

Nel calcolo della Tari 2018 sulle utenze non domestiche:

L’avviso di pagamento Tari inviato dal Comune comunque contiene sia le informazioni di calcolo in base al regolamento comunale adottato, che i bollettini precompilati per il pagamento: Mav o postali o bancari o F24.

Tari 2018: riduzioni ed esenzioni

Le riduzioni della Tari sono obbligatorie, in caso di:

Le riduzioni della Tari sono facoltative, possono quindi variare da

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un Comune all’altro, in caso di:

I titolari di un’utenza domestica possono richiedere la riduzione o l’esenzione della Tari 2018 in caso di basso reddito previa presentazione del nuovo modello Isee 2018.

Tari 2018: chi paga

Come per la vecchie Tia, Tarsu, e Tares, il pagamento della tassa sui rifiuti 2018, spetta ai soggetti indicati nel regolamento comunale Tari 2018. Ovvero chiunque possiede, occupa o detiene a qualsiasi titolo, locali o aree scoperte, in grado di produrre rifiuti urbani ed assimilati, a prescindere dal loro utilizzo. Il

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pagamento Tari 2018 spetta quindi al proprietario residente nell’immobile, in caso di affitto all’inquilino che occupa l’immobile, nell’ipotesi di comodato a colui che lo usa.

Tari 2018: su cosa non si paga

Non sono soggetti al pagamento del tributo, i proprietari, possessori o detentori dell’immobile a qualsiasi titolo di, sulle:

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