Permesso quando nasce un figlio

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Autore: Sabina Coppola

30 dicembre 2017

Laureata, con vecchio corso quadriennale, presso l'Università di Napoli Federico II (con 110/110 e lode) ha conseguito diploma specialistico in professioni legali al Suor Orsola Benincasa e si è iscritta al COA di Napoli nel 2008. Specializzata in diritto penale, si impegna nella tutela dei diritti dei detenuti con il Carcere Possibile O.N.L.U.S.. E' iscritta nell'Albo speciale dei difensori di ufficio presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, avendo conseguito una particolare specializzazione in diritto civile minorile.

Chi nasce in Italia da cittadini stranieri non acquista automaticamente la cittadinanza italiana, ma può essere aggiunto al permesso di soggiorno dei genitori.

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Poiché in Italia non c’è lo ius soli (cioè il diritto ad ottenere la cittadinanza del paese nel quale si nasce), quando nasce un figlio nel territorio italiano da cittadini stranieri regolarmente soggiornanti e titolari di permesso di soggiorno, avrà la cittadinanza di uno dei genitori e per essere regolare nel nostro paese dovrà essere aggiunto nel permesso di soggiorno della madre o del padre. Si tratta di un semplice aggiornamento del titolo di soggiorno che si può ottenere compilando un apposito modulo (presente nel kit che viene consegnato in alcuni uffici postali abilitati) da inoltrare successivamente alla questura competente.

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La denuncia o dichiarazione di nascita

Quando un bambino nasce in Italia, bisogna fare la denuncia o dichiarazione di nascita all’ufficiale dello stato civile del comune, cioè una comunicazione ufficiale che attesta la nascita del bambino e riporta le generalità del neonato (nome, cognome, sesso) ed il luogo e il giorno della nascita. Indipendentemente dal fatto che i genitori del neonato siano cittadini regolari in possesso di un permesso di soggiorno, il minore ha comunque diritto ad un nome, cognome e ad una cittadinanza. Quindi, anche se i genitori di un bimbo nato in Italia non hanno un permesso di soggiorno, devono fare la denuncia o dichiarazione di nascita del neonato.

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La denuncia o dichiarazione, in caso di genitori regolarmente sposati che riconoscono entrambi il bambino, può essere fatta da uno dei due; se invece i genitori non sono sposati, ma entrambi vogliono riconoscere il figlio, al momento della denuncia devono essere tutti e due presenti. Il padre naturale non può riconoscere da solo il bambino mentre la madre si. Se, poi, la madre di un figlio nato in Italia non vuole riconoscerlo, a lei sarà garantito l’anonimato per cui sarà il direttore sanitario dell’ospedale a dichiarare la nascita del bambino.

Nell’atto di nascita verranno registrati tutti i dati forniti dal dichiarante: nome e cognome del minore, cittadinanza attribuita, chi sono i genitori e se questi ultimi sono coniugati fra loro o meno.

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Subito dopo la denuncia della nascita bisogna fare la richiesta del codice fiscale per il neonato presso l’ufficio delle entrate presente nel comune di dimora. Una volta che sarà stato emesso, sarà necessario recarsi all’ufficio Asl (sempre del comune di dimora) per iscrivere il bambino al servizio sanitario e scegliere il pediatra.

Minore nato in Italia

I minori nati sul territorio italiano da genitori stranieri seguono la cittadinanza di almeno uno dei genitori [1]; in Italia, infatti, non vige il cosiddetto ius soli (ovvero l’acquisizione della cittadinanza di un dato paese come conseguenza del solo fatto giuridico di essere nati sul suo territorio indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori).

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Dunque, se il figlio nato in Italia da genitori stranieri regolarmente soggiornanti nel territorio, titolari di permesso di soggiorno, essi dovranno richiedere di aggiungere il neonato al proprio permesso. Il figlio minore dello straniero, con questi convivente e regolarmente soggiornante, sarà iscritto sul permesso di soggiorno o nella carta di soggiorno di uno o di entrambi i genitori fino al compimento del 14° anno di età e seguirà le condizioni giuridiche del genitore con il quale convive [2]. Solo successivamente potrà richiedere un proprio permesso di soggiorno. Compiuti i diciotto anni di età, il figlio nato in Italia da genitori stranieri avrà il diritto di richiedere (ed ottenere) la cittadinanza italiana, purché dimostri di avere vissuto in Italia continuativamente.

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Per aggiungere il neonato al proprio permesso di soggiorno bisogna recarsi sempre presso lo sportello amico dell’ufficio postale, compilare il kit (nello specifico un modulo in cui inserire i dati del neonato) che sarà inviato alla questura competente; alla domanda è necessario allegare (ovviamente) una copia dell’atto di nascita.

Sarà necessario versare una marca da bollo di 16,00 euro, effettuare il pagamento di trenta euro per l’invio del kit e (siccome si tratta di un semplice aggiornamento del permesso di soggiorno) di 27,50 euro per il titolo di soggiorno modificato. Ti sarà comunicata la data in cui dovrai recarti in questura per l’appuntamento ed istruire la pratica consegnando gli originali.

Nel kit postale ricorda di mettere sempre le fotocopie e di conservare gli originali!

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