Come tutelare privacy e diritto d'autore su Facebook

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Autore: Redazione

15 novembre 2017

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Facebook mette a disposizione dei moduli per la segnalazione degli abusi. Ecco dove trovarli.

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Internet non va d’accordo con due tradizionali diritti: la privacy e il copyright. Tra tutte le violazioni che si commettono in rete, quelle contro questi due beni sono sicuramente le più frequenti. Non è vero che non esistono tutele, ma il problema è che gli illeciti sono così massivi che la polizia non riesce a punirli. Tutti, chi più chi meno, hanno calpestato su internet almeno una legge, spesso senza neanche saperlo. Se ad esempio hai condiviso il testo di una poesia, facendolo tuo in un tuo post; se hai usato un’immagine presa da Google per pubblicarla sul tuo profilo a commento di un pensiero; se hai copiato il link a un video di youtube non autorizzato dal titolare hai commesso un illecito. Dall’altro lato, si finisce anche per essere vittime: la nostra riservatezza è infatti costantemente sotto assedio nel momento in cui, navigando su un sito, troviamo subito dopo i banner pubblicitari di quello stesso servizio sul nostro profilo Facebook. Qualcuno ti spiando, e non è certo una novità. Ma come ci si difende? Qualche consiglio utile possiamo già darlo in questa guida. Ecco dunque qualche

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come tutelare privacy e diritto d’autore su Facebook.

Tutelare la privacy su Facebook

È probabile che tu lo sappia già, ma la tua privacy è sotto assedio. Nello stesso momento in cui decidi di navigare su internet i tuoi movimenti vengono tracciati. Si chiamano cookies e sono dei piccoli “codici” che seguono ogni tuo spostamento di mouse. Lo fanno per profilare il traffico e, anche se non esplicitamente, per consentire ai titolari di siti di guadagnare dalla vendita della pubblicità. Certo, il Garante della Privacy ha imposto a tutti i siti di informare l’utente dell’attività di raccolta dei suoi dati, ma il fatto di saperlo ovviamente non ti tutela.

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Sui social network questa attività di raccolta delle informazioni avviene per grandi numeri e in spregio alle basilari regole sulla privacy. Prendi il caso di Facebook: lo sai che, anche se hai impostato sul tuo profilo il livello di massima di segretezza dei dati (sotto la voce “privacy”), tutti possono risalire al tuo numero di cellulare? Un algoritmo interno, infatti, fa sì che se un utente digita, sulla stringa di ricerca, un contatto di telefonia mobile ottiene come riposta il profilo dell’intestatario. Per sapere come si fa, leggi Come sapere a chi è intestato un numero di telefono.

Lo sai che esiste un «Catalogo dei single» in vendita online? È quello che è successo a 1.218 donne di Lecco, alcune anche minorenni, che a loro insaputa sono state inserite in questo «inventario» venduto «al costo di un drink», recitava lo slogan. Il metodo con cui l’ideatore è riuscito a farlo è semplice: è bastato aggregare in un unico file le informazioni dei profili Facebook di chi sul social si era dichiarato donna, di Lecco e single; e, una volta scoppiato il caso, giustificarsi dicendo che, quelle, erano informazioni pubbliche. Il “catalogo” è stato ritirato, sono partite le denunce, il responsabile è ora indagato e anche il Garante per la privacy si è mobilitato.

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Come segnalare gli abusi della privacy su Facebook?

Se la tua privacy è stata violata hai due modi, non necessariamente alternativi, per tutelarti.

Il primo è rivolgerti direttamente a Facebook:

In ogni caso puoi impostare la massima riservatezza sul tuo profilo nel seguente modo:

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Puoi decidere se rendere un post visibile a “Tutti”, solo agli “Amici” o se fare una lista di persone ancora più specifica. Attenzione: l’ultima impostazione è quella che rimane in automatico per i post successivi. Ricordati di modificarla.

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Il secondo modo per tutelare la privacy è fare una segnalazione o un ricorso al Garante della Privacy; lo puoi fare a condizione che tu non abbia già avviato una causa davanti al giudice. La segnalazione al Garante è gratuita.

Puoi infine rivolgerti alla polizia postale in tutti i casi in cui la violazione della privacy costituisce reato.

Come segnalare la violazione del diritto d’autore su Facebook

Se qualcuno ha pubblicato su Facebook una foto, un testo, una canzone o un video da te creato senza chiederti il permesso puoi segnalare la violazione del diritto d’autore al social network. Il fatto che l’opera non sia stata registrata alla Siae non toglie che tu ne sia comunque il detentore dei relativi diritti.

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Puoi inviare la segnalazione a Facebook se la persona interessata non ha rimosso spontaneamente il contenuto violato.

Solamente il detentore del diritto d’autore o un suo rappresentante legale può inviare una segnalazione di violazione del diritto d’autore a Facebook. In tal caso devi inviare una segnalazione.

Ti consiglio di fornire un indirizzo e-mail aziendale o lavorativo generico valido a questo scopo.

Facebook ha bisogno delle seguenti informazioni per poter elaborare la tua segnalazione:

  1. affermi di ritenere, in buona fede, che l’uso dei contenuti protetti dal diritto d’autore descritti sopra, nel modo da te segnalato, non sia autorizzato dal detentore del diritto d’autore, da un agente o per legge;
  2. – certifichi che le informazioni contenute nella tua notifica sono precise;
  3. – dichiari, pena una sanzione per reato di falsa testimonianza, di essere il detentore o di essere autorizzato ad agire per conto del detentore di un diritto d’autore esclusivo oggetto della presunta violazione.

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