I diritti di chi ha polipi intestinali
Assenze dal lavoro per visite ed esami, permessi per colonscopia, giorni di malattia. Ma quali agevolazioni ci sono se i polipi diventano un tumore al colon?
Benigni o maligni? È la prima, comprensibile domanda che si fa chi scopre di avere dei polipi intestinali. Queste protuberanze che nascono, perlopiù, nel colon o nel retto, possono, infatti, trasformarsi in un tumore o in un adenocarcinoma. Per questo è importante la diagnosi precoce, in modo da intervenire prima che sia troppo tardi. Anche perché, di solito, un polipo intestinale è asintomatico, cioè non provoca dei disturbi. Quindi, il soggetto interessato non può sapere se e da quando ce li ha e a quale stadio sono.
Quali sono, però, i diritti di chi ha polipi intestinali? Di quali permessi può usufruire al lavoro per le visite diagnostiche? E, nel malaugurato caso si trasformassero in tumori veri e propri, ha diritto ad un’invalidità? Vediamo.
Indice
Cosa sono i polipi intestinali?
Cominciamo a capire di che cosa stiamo parlando. I
Nella maggior parte dei casi, come dicevamo, non provocano sintomi o sanguinamenti particolari. Ed è qui il rischio: se una persona non sa di averli, non interviene. Il problema è che nel corso degli anni i polipi intestinali possono trasformarsi in tumori maligni o adenocarcinomi (sempre di cancro si parla) al
Buona parte dei polipi intestinali può essere rimossa durante una colonscopia.
Come vengono diagnosticati i polipi intestinali?
Per arrivare alla diagnosi dei polipi intestinali è necessaria una colonscopia. Consente di fare un prelievo del polipo, che servirà per un esame istologico, un’analisi al microscopio, cioè, della natura del polipo.
Come detto, i polipi intestinali non provocano un sanguinamento significativo. Tuttavia possono lasciare qualche traccia di sangue nelle feci. Ed è lì che bisogna andare a cercare con una coprocoltura. Se questa risulta positiva, si interviene con la colonscopia e, quando possibile, con la rimozione degli eventuali polipi, così da prevenire la loro trasformazione in
I soggetti in cui vengono trovati e rimossi dei polipi devono ripetere la colonscopia fino ad una certa età ogni 5 anni. Questo perché il paziente ha una maggiore probabilità di recidiva, cioè di ritrovarsi di nuovo dei polipi nell’intestino.
Posso assentarmi dal lavoro per una colonscopia?
Le assenze per visite mediche, analisi o terapie dovute ai polipi intestinali possono essere indennizzate o meno, secondo quanto disposto dal contratto collettivo. Le soluzioni sono diverse:
- permessi retribuiti tramite la presentazione, da parte del dipendente, di un’attestazione medica che certifichi le prestazioni sanitarie effettuate e l’orario in cui sono state eseguite;
- scomputo delle assenze, su base oraria, dal monte di ore di permessi retribuiti spettanti, come rol (riduzione dell’orario di lavoro) o ex festività;
- concessione di permessi non retribuiti.
Se, come detto, i
Tuttavia, il dipendente deve rispettare certe regole che riguardano la possibilità di assentarsi dal lavoro per fare visite ed esami.
Come per qualsiasi altra patologia, la prima cosa che serve è un’impegnativa del medico che dimostra la necessità di fare una visita o degli esami specialistici. Al termine della visita, il lavoratore dovrà presentare all’azienda il relativo
Se si parla di colonscopia e non di una semplice visita specialistica, il lavoratore viene considerato temporaneamente incapace di svolgere attività lavorativa in presenza di determinati requisiti:
- la permanenza nel luogo di cura si protrae per tutta la giornata lavorativa;
- i tempi per rientrare dal luogo di cura impediscono al lavoratore di essere presente in azienda;
- la terapia a cui il dipendente si sottopone è considerata dal medico incompatibile con l’attività svolta.
Polipi intestinali: ho diritto ai giorni malattia?
Il medico può ritenere opportuno, dopo la
Polipi intestinali: può arrivare la visita fiscale?
Assentarsi dal lavoro a causa dei polipi intestinali
- dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00, per i lavoratori del settore privato;
- dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, per i dipendenti pubblici.
Nel caso in cui il lavoratore debba sottoporsi a terapie o visite specialistiche, le assenze alla visita fiscale sono giustificate. Resta inteso, comunque, che il dipendente deve preavvertire il datore di lavoro e fornire idonea attestazione.
Polipi intestinali: quali diritti se diventano tumori al colon?
Nella sfortunata ipotesi in cui i polipi intestinali si trasformino in un tumore maligno al colon
L’invalidità civile
Lo Stato riconosce l’invalidità civile ai pazienti oncologici [1], quindi anche a chi ha un tumore al colon causato dai polipi intestinali, in quanto il soggetto ha una limitazione del proprio vivere quotidiano.
Le percentuali di invalidità stabilite dalla legge [2] per i malati di cancro sono tre:
- l’11% per i tumori a prognosi favorevole con compromissione minima della normale funzionalità;
- il 70% per i tumori a prognosi favorevole con importante compromissione della normale funzionalità;
- il 100% per i tumori a prognosi sfavorevole.
In quest’ultimo caso, cioè in quello dell’invalidità al 100%, chi ha un tumore al colon provocato dai polipi intestinali ha diritto ad una
Chi stabilisce la gravità del tumore? Lo fa una commissione medica competente per il riconoscimento dell’invalidità. È molto probabile che, di fronte ad un tumore al colon, venga assegnata un’invalidità non inferiore al 70%, in quanto questo tipo di carcinoma è molto aggressivo e viene normalmente trattato con intervento chirurgico e, successivamente, con chemioterapia.
Stato di handicap e indennità di accompagnamento
Oltre alla richiesta di invalidità civile, chi è affetto da tumore al colon a causa di polipi intestinali può chiedere anche il riconoscimento dello stato di
Secondo la legge, infatti, è portatore di handicap colui che, a causa della sua patologia, rischia di incorrere in un processo di emarginazione o comunque di limitazione sociale. Il malato oncologico che ottiene lo stato di handicap ha accesso a diverse agevolazioni, tra cui:
- permessi lavorativi retribuiti (per sé o per la persona che assiste il malato);
- congedo retribuito di ventiquattro mesi;
- diritto alla scelta della sede lavorativa;
- rifiuto del trasferimento o di prestare lavoro notturno;
- contributi figurativi;
- Iva agevolata al 4%.
L’indennità di accompagnamento, invece, consente al malato oncologico di beneficiare di un sostegno economico versato dall’Inps in ragione della propria patologia. Per ottenere tale indennità è necessario che il malato sia stato riconosciuto
La Corte di Cassazione ha stabilito che l’indennità di accompagnamento può essere riconosciuta anche per brevi periodi al malato oncologico che si sottoponga a trattamenti di chemioterapia quando dimostri l’incapacità di deambulare da solo o provvedere a se stesso [5]. In altre parole, l’indennità può spettare anche solo per il periodo necessario a completare il ciclo terapeutico.
Esenzione dal ticket sanitario
Chi soffre di un tumore al colon a causa dei polipi intestinali
Agevolazioni al lavoro
Oltre ai notevoli benefici che si possono ottenere nel caso di riconoscimento dello stato di handicap, chi è affetto da tumore al colon causato da polipi intestinali ha diritto a:
- percepire la retribuzione per intero o, in sostituzione, un’indennità di malattia;
- maturare l’anzianità di servizio;
- non essere licenziato durante la malattia [7].