Come sapere chi ha mandato la visita fiscale

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Autore: Noemi Secci

19 febbraio 2018

Laureata in Giurisprudenza, Consulente del Lavoro, Docente in materie economico-giuridiche e formatrice qualificata. Oltre all'ambito giuslavoristico,è specializzata in campo previdenziale. Collabora con diverse testate online in materia di previdenza e di diritto del lavoro.

È possibile sapere con certezza chi ha inviato la visita fiscale?

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Visita fiscale sin dal primo giorno di malattia, durante i festivi, ripetuta più volte…Talvolta si ha l’impressione che l’invio del medico fiscale a casa sia una vera e propria persecuzione, anche se il lavoratore in malattia deve essere disponibile durante le fasce orarie di reperibilità 7 giorni su 7, domeniche e festivi compresi, e può aspettarsi che la visita sia ripetuta più volte. Secondo le nuove previsioni della cosiddetta riforma della visita fiscale [1], che ha aumentato il numero dei controlli a campione effettuati dall’Inps, ci si può addirittura aspettare la visita medica più volte nell’arco della stessa giornata. Ma esiste un modo per sapere con sicurezza

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chi ha mandato la visita fiscale?

Quali dati della visita fiscale risultano nel sito dell’Inps

Sfortunatamente non esiste alcun modo, per il lavoratore, di sapere con assoluta certezza se la visita fiscale è stata mandata dall’azienda o dall’Inps: non è possibile risalire all’informazione né attraverso il protocollo del certificato medico telematico del medico curante, effettuando una ricerca all’interno del sito dell’Inps, né attraverso il protocollo del verbale del medico fiscale.

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All’interno del servizio Inps per il cittadino “consultazione certificati di malattia”, difatti, è possibile soltanto sapere, oltre alla prognosi, se la visita alla quale si riferisce il certificato è ambulatoriale o meno, mentre il servizio non riporta se la visita è stata richiesta dall’Inps o dal datore di lavoro.

L’unico modo per sapere chi ha commissionato la visita è avere accesso al servizio web “richiesta visite mediche di controllo”, perché attraverso questo servizio online è possibile anche consultare lo stato delle richieste inviate nonché l’esito degli accertamenti medico legali. Ovviamente, questo è un servizio riservato ai datori di lavoro e ai consulenti del lavoro che hanno eventualmente l’azienda in delega, dunque per il lavoratore, e per qualsiasi esterno che non sia l’azienda in questione o il consulente che la gestisce, non è possibile accedervi.

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Situazioni di allarme per i controlli a campione

Se il periodo di malattia è a cavallo di ponti e festività, è probabile che ad inviare l’accertamento sanitario sia stato l’Inps stesso, se chi si mette in malattia è un lavoratore dipendente del settore privato; l’istituto, difatti, a seguito dell’istituzione del Polo unico per le visite fiscali, dispone di un cervellone, cioè di un complesso sistema di banche dati, che individua determinate situazione come “a rischio”, in base a criteri specifici che variano da una regione all’altra.

Sono considerate a rischio, ad esempio, le assenze per malattia contigue alle festività o le situazioni in cui, nell’azienda, una determinata percentuale di lavoratori si trovi contemporaneamente in malattia.

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Queste situazioni a rischio vedranno un notevole aumento dei controlli sanitari d’ufficio disposti dall’Inps, a causa di quanto disposto dalla riforma della visita fiscale.

Visita fiscale dal primo giorno di assenza

Per i dipendenti di una pubblica amministrazione, nel caso in cui l’assenza per malattia sia contigua a giorni liberi, ponti e festivi, la visita arriva sin dal primo giorno di assenza, perché in queste ipotesi il dirigente ha l’obbligo dell’invio immediato dell’accertamento sanitario.

Più visite durante la stessa malattia

Non dimentichiamo, poi, che a seguito della riforma è possibile anche l’invio, sia da parte del datore di lavoro che dell’Inps, di più visite fiscali nell’arco dello stesso periodo di malattia, e addirittura nella stessa giornata. Certamente una simile situazione avverrà di rado: per i datori di lavoro, i costi dell’invio di ripetute visite mediche sono elevate, mentre il cervellone dell’Inps invierà visite plurime solo nelle situazioni considerate più gravi e a rischio, ad esempio nel caso di malattia ripetuta più volte nell’anno a ridosso di ponti, fine settimana e giorni liberi.

Fasce orarie di reperibilità

Nonostante l’istituzione del polo unico per le visite fiscali, le fasce orarie di reperibilità non sono ancora cambiate e non sono state unificate.

I dipendenti del settore privato devono dunque restare a casa, a disposizione del medico fiscale, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. I dipendenti pubblici, invece, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.

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