Certificato medico: quando scade

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Autore: Redazione

18 gennaio 2018

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Durata di validità di un certificato medico, obbligo di rinnovo e termine entro il quale va esibito.

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Quando si parla di salute, diritti dei pazienti e servizio sanitario, in Italia non è facile orientarsi. Questo perché tale materia è affidata alla disciplina regionale, che concorre con la cornice nazionale, e può prevedere significative differenze tra un territorio e l’altro. Ecco perché, in generale, è sempre alla Regione che ci si deve rivolgere quando si hanno problemi in materia di malattie, ricoveri, cliniche e medicine. Esistono però delle norme che sono uguali ovunque e possono essere prese a riferimento per chiarire alcune delle garanzie ineliminabili del malato. La disciplina dei

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certificati medici rientra, in buona parte, in quest’ultimo ambito. Sono numerose le leggi statali che richiedono tale attestazione e le attribuiscono un particolare significato. Quando ci si chiede però quando scade un certificato medico non si può sperare di avere una risposta univoca per tutti i campi della vita quotidiana in cui detto certificato serve. Difatti, è la legge – di volta in volta, allorché richiede l’esibizione di un certificato medico – a stabilire quando questo debba essere rinnovato.

Il problema della scadenza del certificato medico si può porre con riferimento a due tipi di situazioni:

Possiamo analizzare queste due fattispecie in modo separato partendo proprio da quest’ultimo problema.

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Dopo quanto tempo scade un certificato medico già rilasciato?

In generale, nulla vieta che si possa presentare a un ufficio della pubblica amministrazione, a un’azienda o a qualsiasi altro soggetto un certificato medico emesso in una data anteriore rispetto a quella di presentazione dello stesso. Del resto sarebbe assai difficile, nello stesso giorno, procurarsi il certificato e subito dopo esibirlo all’ufficio che lo ha richiesto. Sebbene la legge non dica quanto tempo prima, al massimo, debba essere rilasciato il certificato e dopo quanto tempo questo perda la sua validità, è ragionevole lasciare al cittadino un certo margine di flessibilità.

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Quel è che è certo è che il certificato medico non può mai essere retrodatato postdatato rispetto alla data della sua emissione. Il medico curante è, nella sua attività di accertamento, un pubblico ufficiale e può attestare solo le situazioni che, in quel preciso momento, rileva in base alla propria scienza e coscienza.

Se non è la legge a indicare la forbice temporale massima consentita tra la data di emissione del certificato medico e quella della sua presentazione all’ufficio, la valutazione viene rimessa soggetto ricevente (di solito la pubblica amministrazione) ill quale, se l0 ritiene, può chiedere un certificato con una data più recente. Tale valutazione può variare a

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seconda dello scopo del certificato stesso. Ad esempio, ad un certificato che attesta l’idoneità alle pratiche sportive si dà maggiore elasticità rispetto al certificato che attesta una malattia del lavoratore e gli prescrive riposo a casa; se, infatti, nel primo caso ben può essere valida la certificazione del medico curante con data di uno o due mesi prima, nel secondo caso invece deve avere una data contestuale all’assenza (fra l’altro i certificati medici per l’assenza al lavoro sono ormai inviati direttamente all’Inps in via telematica).

Nel caso del certificato medico che attesta la presenza dei requisiti fisici e psichici per il conseguimento della patente di guida

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lo stesso deve presentare una data non anteriore a tre mesi dalla presentazione della domanda per sostenere l’esame di guida [1].

Dopo quanto tempo va rinnovato il certificato medico?

Occupiamoci ora del secondo problema: quello del rinnovo del certificato medico una volta depositato. Dopo quanto tempo può essere richiesto uno nuovo? In questi casi, come si diceva in apertura, la disciplina varia a seconda dell’uso. Tanto per fare qualche esempio:

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