Credito al consumo: cos’è e come funziona

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Autore: Maria Monteleone

26 gennaio 2018

Avvocato. Esperta in diritto civile, diritto tributario, diritto bancario, diritto di famiglia, tutela del consumatore. Mediatore civile e commerciale. Specializzata in Professioni Legali. Laureata con lode in Giurisprudenza. Curatore della rubrica "Law and Financial" in materia di Fisco e Riscossione.

Cos’è e come funziona il credito al consumo concesso dalla banca o dalla finanziaria.

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Il credito al consumo (o credito ai consumatori) è un finanziamento che può richiedere la persona fisica solo per bisogni personali, riguardanti la vita privata e familiare, proprio perché finalizzato a coprire i consumi e le spese correnti.

Sono quindi escluse dal credito ai consumatori tutte le forme di credito per esigenze che riguardano le attività professionali o di impresa.

Vediamo come funziona il credito al consumo, chi può richiederlo e quali tipi di finanziamento esistono [1].

Cosa non è credito al consumo?

Anche se chiesti da un consumatore per esigenze private non sono considerati “credito ai consumatori”:

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Credito al consumo: a chi si può richiedere?

Il credito al consumo può essere richiesto ai soggetti finanziatori e, quindi, alle banche e alle società finanziarie autorizzate.

Il finanziatore può servirsi di agenti e mediatori creditizi, che sono intermediari del credito.

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Se il finanziamento serve ad acquistare un bene o un servizio, spesso è possibile rivolgersi direttamente ai punti vendita (prestito finalizzato o credito collegato), per esempio concessionarie auto che svolgono tutte le attività di preparazione al contratto di finanziamento collegato alla vendita.

Credito al consumo: chi lo può richiedere?

Qualsiasi persona può richiedere un finanziamento. Per ottenerlo però è necessario dimostrare di essere in grado di restituire alle scadenze stabilite la somma ottenuta in prestito. Questa capacità di rimborso si chiama “merito creditizio” e viene valutata dal finanziatore prima di concedere il prestito.

Prima di concludere il contratto o prima di acconsentire a un aumento importante della somma concessa, il finanziatore deve raccogliere le

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informazioni sulla capacità di rimborso del consumatore. Per questo può consultare una banca dati.

Esistono infatti banche dati, pubbliche e private, che raccolgono informazioni sui finanziamenti ottenuti dai cittadini e anche eventuali informazioni negative, quali un finanziamento rifiutato o inadempienze nel pagamento delle rate.

Credito al consumo: tipi di finanziamento

Nel credito ai consumatori rientrano varie forme di finanziamento. Ecco le più diffuse:

Prestito non finalizzato

Trai prestiti non finalizzati rientrano:

Apertura di credito in conto corrente

La banca si impegna a mettere a disposizione una somma sul conto corrente del cliente per un

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importo massimo prestabilito. Per avere la somma a disposizione il cliente paga alla banca una commissione, mentre sulle somme utilizzate paga solo gli interessi indicati nel contratto.

Quando il cliente restituisce in tutto o in parte la somma utilizzata, con gli interessi, potrà averla nuovamente a disposizione e continuare a utilizzarla.

Prestito con carta di credito revolving

Con la carta di credito revolving il titolare non solo ha a disposizione uno strumento di pagamento ma riceve anche un vero e proprio prestito, che può utilizzare per fare acquisti direttamente presso i venditori o per prelevare denaro liquido.

Il prestito si rimborsa a rate e con gli interessi, a un tasso che di solito è variabile. La carta può essere utilizzata fino al raggiungimento del limite massimo (plafond) stabilito dal finanziatore.

Ogni volta che, attraverso le rate, si restituisce la somma utilizzata (quota capitale), questa somma può essere nuovamente spesa utilizzando la carta. Per questo la carta si chiama “revolving”.

Prestito finalizzato

Il prestito finalizzato, o “credito collegato”, è un finanziamento legato all’acquisto di un determinato bene o servizio, da restituire a rate. Il consumatore può ottenerlo anche direttamente presso il venditore che ha una convenzione con una o più banche o società finanziarie e di solito gestisce la pratica per loro conto.

Il contratto deve contenere la descrizione dettagliata dei beni o servizi e l’indicazione dei loro prezzi.

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