Segnali stradali: quanti sono e come ricordarli

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Autore: Mariano Acquaviva

25 gennaio 2018

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

La segnaletica stradale conta centinaia di cartelli: vediamo come ricordare i più comuni e come memorizzare, simpaticamente, quelli meno consueti.

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Facili da interpretare, difficili da ricordare: i segnali stradali sono l’incubo di ogni neopatentato al momento dell’esame teorico di guida. Centinaia di cartelli, di ogni forma e colore, ci si parano davanti agli occhi ogni giorno andando a scuola, a lavoro o semplicemente al cinema.

Per chi guida da anni, i segnali stradali non sono più un problema: una volta fatta un po’ di pratica, rimangono impressi nella memoria, quasi come fossero il primo bacio o il primo calcio ad un pallone. Eppure, tutti all’inizio abbiamo faticato a memorizzarli. Con questo articolo cercheremo di capire

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quanti sono i segnali stradali e come ricordarli.

Segnali stradali: quali sono?

Per imparare efficacemente a ricordare i segnali stradali

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occorre innanzitutto avere un quadro generale sui cartelli e sulle loro principali funzioni. Per fare ciò, i segnali stradali possono essere suddivisi così:

A questi si aggiungono i

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segnali manuali, solitamente compiuti dal vigile addetto alla circolazione e al traffico: quando ha le braccia tese davanti all’automobilista corrisponde al rosso; quando ha il braccio alzato verticalmente corrisponde al giallo mentre le braccia tese nella stessa direzione in cui si procede equivale al verde.

Segnali stradali: quanti sono?

I segnali stradali, in Italia, sono centinaia: ai classici segnali di divieto, di pericolo, di obbligo e di precedenza ve ne sono tanti altri dalle sembianze poco “ortodosse”, nel senso che non sempre rispettano la semplice forma triangolare o circolare. Al di là di ciò, il loro contenuto (cioè, il messaggio che consegnano agli utenti della strada) non è sempre facilmente intuibile osservandone il disegno.

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Segnali stradali: come ricordare i più comuni?

Ricordare le categorie principali dei segnali stradali è piuttosto semplice, sia perché sono i più diffusi (e, pertanto, sono presenti ovunque), sia perché si ricorre alla classica distinzione basata sulla forma della segnaletica.

I segnali di forma triangolare indicano pericolo; quelli di forma circolare indicano un divieto o un obbligo, a seconda se abbiano il bordo rosso, lo sfondo bianco e il simbolo nero (segnali di divieto) oppure siano bianchi su sfondo blu (obbligo).

I segnali di precedenza sono normalmente triangolari, anche se non tutti: esempio emblematico è il segnale di stop, addirittura ottagonale.

I segnali di indicazione

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sono generalmente ampi e rettangolari: al loro interno vi sono informazioni utili per chi viaggia (ad esempio: uscite autostradali, zone turistiche, presidi ospedalieri). A questo proposito, si ricordi che la segnaletica delle autostrade è sempre verde, mentre quella per le altre strade è bianca oppure blu.

Il colore marrone contraddistingue le aree di interesse turistico, mentre il giallo riguarda i cartelli che segnalano lavori in corso o, comunque, momentanee modifiche del percorso: si parla, in questo caso, di segnaletica temporanea.

Segnali stradali: come ricordare i più difficili?

Abbiamo visto quali sono le classificazioni più importanti dei segnali stradali e abbiamo detto che sono centinaia, forse migliaia. Ebbene:

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come ricordarli tutti?

Probabilmente, se volessimo limitarci ad uno studio teorico, cioè apprendendo solamente da un manuale, impiegheremmo tantissimo tempo, probabilmente senza nemmeno riuscirci completamente. Ciò che sentiamo di suggerire, quindi, è di memorizzare per associazione, cioè di ricollegare ad ogni segnale un’immagine o un ricordo, possibilmente buffi o simpatici. Come? Facciamo qualche esempio.

Come ricordare il segnale percorso riservato a quadrupedi?

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Si tratta di un segnale d’obbligo, riconoscibile dallo sfondo blu. Soltanto che non raffigura un uomo che fugge a cavallo il giorno del suo matrimonio, ma l’inizio di un percorso riservato agli animali da sella o da soma. In sua presenza, è vietato il transito di veicoli e biciclette.

Davanti a questo segnale, quindi, non siete obbligati a scendere dalla macchina e a salire in groppa al primo quadrupede che trovate; semplicemente, vi si dice che non è possibile transitare con il proprio veicolo.

Come ricordare il segnale alt polizia?

Questo è un segnale che potrebbe destare un profondo quanto ingiustificato allarmismo. Il consiglio è di continuare a guidare serenamente, perché sul segnale non c’è scritto “

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Alt! Mani in alto!”, ma rappresenta semplicemente un invito a prestare attenzione e a fermarsi al successivo posto di blocco della polizia.

Questo segnale, infatti, è posto nelle vicinanze di un posto di blocco ed è ripetuto nel punto dove bisogna fermarsi. Obbliga a fermarsi anche se non viene mostrata la paletta degli agenti. Il segnale non indica che bisogna dare la precedenza ai mezzi della polizia oppure che bisogna fermarsi al confine di Stato.

Ricordate, quindi, che nessuno vi sta puntando la pistola contro (a meno che il poliziotto di turno non sia Clint Eastwood).

Come ricordare il segnale di incidente?

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Un segnale rosso che più rosso non si può. Non significa che a breve qualcuno entrerà con la sua auto nella vostra fiancata, ma che bisogna rallentare perché poco più avanti c’è stato un incidente. Quindi, cautela e nulla più.

Come ricordare il segnale di percorso ciclabile e marciapiede?

Probabilmente tutti, alla vista di questo segnale, si sono chiesti: “Perché l’omino raffigurato non salta in sella

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?” oppure “ La bici si muove da sola?”. Questo segnale non indica un uomo che ha perso la sua bici, oppure che l’ha scaraventata dall’altra parte della siepe, ma semplicemente che siamo in prossimità di una pista riservata alle biciclette, affiancata da un viale pedonale. È vietata pertanto la circolazione di veicoli a motore.

Come ricordare il divieto transito veicoli a trazione animale?

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Non stanno girando le riprese di un film in costume, né potete chiedere che una carrozza passi a prendervi. È un segnale che vieta il transito ai veicoli a trazione animale, quali carrozze, slitte o calessi. È, al contrario, consentito il transito dei normali veicoli a motore. Pertanto, se sognavate un giro in carrozza al parco, non è il segnale per voi.

Come ricordare il divieto transito autoveicoli?

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L’inquietante primo piano farebbe pensare ad un immediato pericolo di investimento. In presenza di questo segnale, bisogna scansarsi immediatamente e gettarsi nella siepe più vicina? Niente affatto. Il cartello indica solo il divieto di transito per tutti i veicoli con motore e con almeno tre ruote. Di conseguenza, è consentito il transito alle motociclette, ai ciclomotori e ai veicoli senza motore.

Come ricordare divieto transito veicoli a braccia?

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Vietato arare? Divieto di esporre la merce su un carretto, oppure di fare vendita ambulante? No. Il segnale raffigurato vieta il transito ai veicoli a braccia, cioè spinti o trainati dall’uomo a piedi oppure azionati dalla forza muscolare dello stesso conducente.

Come ricordare il segnale banchina portuale?

Due amici in auto; quello che sta al volante dice a chi gli siede accanto: «Ti va di fare un bagno?». Questi acconsente, ma non ha capito che il suo amico intende andare al mare portandosi dietro la macchina: un’accelerata, un breve tratto di pontile, e poi un bel tuffo in acqua con tutta l’autovettura! È una celeberrima scena di un altrettanto famoso film di Sergio Leone, cui l’autore di questo articolo collega sempre il cartello che state vedendo. È un segnale di pericolo: indica che bisogna usare particolare prudenza, soprattutto di notte, per evitare di cadere in acqua, in quanto la strada sbocca su un molo o una banchina portuale.

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