Passaggio proprietà auto e moto: come si fa e quanto costa

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Autore: Carlos Arija Garcia

27 febbraio 2018

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

Dove fare le pratiche, quali documenti presentare, quanto si paga. Cosa cambia con il documento unico di circolazione nel 2018? E chi sostiene le spese?

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C’è una pratica obbligatoria quando si acquista un’auto o una moto usate ed è il passaggio di proprietà. In parole estremamente semplici, si tratta di un atto che consente di dire all’acquirente: quello che era tuo ora è mio. Il passaggio di proprietà di auto e moto deve, comunque, rispettare una prassi e comporta dei costi. Nulla troppo macchinoso o di proibitivo, per carità. Ma bisogna sapere come muoversi. Ecco, dunque, una guida per sapere come fare e quanto costa il passaggio di proprietà di auto e moto. Dove andare, dove e quanto pagare e i tempi necessari per poter dire, appunto, «quello che era tuo ora è mio».

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Dove posso fare il passaggio di proprietà di auto e moto?

Prima cosa da sapere: dove bisogna andare per avviare le pratiche del passaggio di proprietà di auto e moto? Venditore e acquirente possono rivolgersi a:

Passaggio di proprietà di auto e moto: cosa devo fare?

Quando si deve fare il

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passaggio di proprietà di auto e moto, bisogna, prima di tutto, ufficializzare la cessione del veicolo: questo avviene con un atto di vendita, riportata sul retro del certificato di proprietà, con le firme del venditore e dell’acquirente, autenticate da un pubblico ufficiale.

Per l’autenticazione della firma basta portare una marca da bollo da 16,00 euro che va apposta al momento dell’autentica della firma e un documento d’identità.

Nel caso in cui la firma autenticata del venditore venga effettuata presso lo Sportello telematico dell’automobilista (Sta) o presso la Motorizzazione Civile, è obbligatorio richiedere contestualmente il passaggio di proprietà, per avere la certezza giuridica dell’aggiornamento degli archivi del Pra (Pubblico registro automobilistico).

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Entro 60 giorni, le parti devono registrare il passaggio di proprietà dell’auto o della moto presso l’ufficio provinciale dell’Aci – Pra, il quale rilascerà il nuovo certificato di proprietà e chiederà alla Motorizzazione civile l’aggiornamento della carta di circolazione.

Quali documenti devo portare per il passaggio di proprietà dell’auto?

Carta e penna, perché l’elenco dei documenti da presentare per il passaggio di proprietà di auto e moto è lungo. Servono:

Quanto costa il passaggio di proprietà auto

Il

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costo del passaggio di proprietà auto cambia a seconda del luogo di residenza. Le Province hanno la facoltà di modificare l’importo base dell’Imposta Provinciale di Trascrizione al PRA fino ad un massimo del 30%.

Ecco le cifre:

È prevista la cancellazione dell’imposta di bollo per la registrazione al Pra dal

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1 giugno 2018, come conseguenza dell’introduzione del documento unico di circolazione (vedi sotto), che comprende il certificato di proprietà e la carta di circolazione.

Questi costi possono lievitare se ci si rivolge per la pratica allo sportello di una delegazione Aci o ad un’agenzia autorizzata, che applicheranno le proprie tariffe di intermediazione.

È prevista la riduzione di un quarto dell’Ipt se la richiesta riguarda veicoli storici o speciali.

Non si deve pagare l’Imposta Provinciale di Trascrizione se il passaggio di proprietà riguarda un motociclo non d’epoca o una Minivoltura, cioè la vendita di un veicolo a una concessionaria di auto usate. Sono esenti del pagamento

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anche le auto per alcune categorie di disabili oppure per associazioni di volontariato.

Cosa rischio per il mancato registro del passaggio di proprietà al Pra?

Come detto, il passaggio di proprietà auto è una pratica obbligatoria. Pertanto, il mancato registro al PRA del trasferimento è passibile una sanzione [1] che prevede, oltre al pagamento di una multa tra 705 euro e 3.526 euro, anche il ritiro della carta di circolazione.

Passaggio di proprietà: cosa cambia da giugno 2018?

Il decreto legislativo approvato nell’ambito della riforma Madia [2], prevede l’introduzione per i veicoli immatricolati dal 1 giugno 2018 del documento unico di circolazione, che comprende carta di circolazione e certificato di proprietà, sia per le auto nuove sia per quelle usate. Il decreto comporta anche qualche

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novità sui costi del passaggio di proprietà. Sull’auto usata non si pagheranno più i 41,78 euro per le targhe ed i 16 euro dell’imposta di bollo sul rilascio della carta di circolazione (che, a questo punto, scompare). Verrà rilasciato un solo tagliando adesivo di aggiornamento da attaccare sul documento precedente.

Il risparmio per il passaggio di proprietà è di 32 euro. Purtroppo, però, trattandosi di un’auto usata che vale di meno rispetto ad una nuova, aumenta il valore dell’Ipt, l’imposta di trascrizione al Pra che va alle Province: si parte da un minimo di 150,81 euro per quei pochi veicoli con potenza massima di 53 kW. Oltre questo limite, la tariffa è proporzionale al numero di kilowatt.

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Si pagheranno, dunque, 27 euro per l’emolumento Aci (il costo della pratica al Pra), 32 euro per il documento emesso dal Pra e 10,20 euro di diritti ex Motorizzazione Civile. Totale, 69,20 euro. Più, naturalmente, il costo dell’Ipt e le pratiche burocratiche se si è deciso di affidarle ad un’agenzia privata.

Chi paga il passaggio di proprietà di un’auto usata?

Il nostro ordinamento lascia, nella maggior parte dei casi, le venditore e acquirente liberi di stabilire le condizioni e le clausole dei contratti. Solo nel caso in cui le parti abbiano dimenticato di regolamentare alcuni aspetti dell’accordo – o lo abbiano fatto in modo equivoco – interviene la legge (più spesso il codice civile) a colmare la lacuna. Solo in rare ipotesi le norme sono inderogabili, ossia non possono essere modificate; è il caso, ad esempio, della durata dei contratti di locazione.

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La libertà concessa alle parti nel regolamentare i propri interessi economici riguarda anche la forma del contratto: esso può essere indifferentemente scritto o orale. Eccezionalmente viene richiesta la scrittura privata (ad esempio i contratti bancari) o l’atto pubblico notarile (ad esempio l’acquisto o la vendita di un immobile).

Detto ciò, se venditore e acquirente hanno dimenticato di indicare chi paga il passaggio di proprietà dell’auto, bisogna rifarsi a quanto disposto da un articolo del codice civile [3] che disciplina il contratto di vendita. Stabilisce che tutte le spese necessarie alla vendita e le altre accessorie sono a carico del compratore «se non è stato pattuito diversamente». Quindi, fermo restando che le parti possono anche accordarsi di imputare i costi del passaggio di proprietà al venditore, se ciò non risulta è l’acquirente a dover pagare.

Se il contratto è stato stipulato verbalmente – e quindi non redatto per iscritto – sarà più difficile definire a posteriori quali erano gli accordi tra le parti; in una situazione del genere, in mancanza di prova, le spese ricadono sempre sull’acquirente. È infatti quest’ultimo tenuto a dimostrare l’esistenza di un accordo diverso.

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