Assegno di vedovanza, come funziona

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Autore: Noemi Secci

12 marzo 2018

Laureata in Giurisprudenza, Consulente del Lavoro, Docente in materie economico-giuridiche e formatrice qualificata. Oltre all'ambito giuslavoristico,è specializzata in campo previdenziale. Collabora con diverse testate online in materia di previdenza e di diritto del lavoro.

Assegno familiare integrativo alla reversibilità: chi ne ha diritto, a quanto ammonta, come richiederlo.

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L’assegno integrativo alla pensione di reversibilità, detto assegno di vedovanza, può essere richiesto dai coniugi superstiti che possiedono determinati requisiti.

In particolare, il diritto all’assegno di vedovanza è riconosciuto alle vedove e ai vedovi invalidi dalla normativa sugli assegni al nucleo familiare (Anf) [1]: la norma, a tal proposito, stabilisce che il nucleo familiare, ai fini della spettanza degli assegni (Anf), può essere composto anche soltanto da una sola persona, se risulta titolare di pensione ai superstiti (di reversibilità o indiretta) da lavoro dipendente ed ha un’età inferiore a 18 anni compiuti oppure si trova, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un

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proficuo lavoro, come chiarito da un’importante sentenza della Cassazione [2].

Di conseguenza, grazie alle previsioni della citata sentenza, il vedovo o la vedova inabile, come l’orfano, ha la possibilità di percepire questo assegno al nucleo familiare anche se risulta l’unico componente della famiglia.

Ma procediamo per ordine e vediamo come funziona l’assegno di vedovanza: quali sono i requisiti, a quanto ammonta, come fare domanda, che cosa succede in caso di decesso del beneficiario.

Chi ha diritto all’assegno di vedovanza

Nel dettaglio, i requisiti che il coniuge superstite deve possedere per aver

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diritto all’assegno di vedovanza sono:

A quanto ammonta l’assegno di vedovanza

L’importo dell’assegno di vedovanza dipende dal reddito del vedovo o vedova cui spetta:

Non spettano assegni familiari, invece, se il reddito supera 31.296,62 euro. Questi valori si riferiscono al periodo 1° luglio 2017-30 giugno 2018, Tabella Anf 19.

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Domanda di assegno di vedovanza

La domanda di assegno di vedovanza, che può essere contestuale o successiva alla domanda di pensione di reversibilità, deve essere presentata dal pensionato alla sede Inps che ha in carico la prestazione pensionistica.

In particolare, la domanda può essere inoltrata:

Per approfondire: Come compilare la domanda di assegno al nucleo familiare

.

Arretrati assegno di vedovanza

Se la domanda di assegno di vedovanza viene presentata dopo l’insorgenza del diritto, gli arretrati spettanti sono corrisposti nel limite massimo di 5 anni (si applica il termine di prescrizione quinquennale).

Il pagamento diretto da parte dell’Inps viene effettuato insieme alla rata di pensione.

Assegno di vedovanza per gli eredi

Se l’assicurato muore senza aver presentato la domanda, il diritto alla prestazione economica deve ritenersi già acquisito al patrimonio del defunto e come tale trasmissibile agli eredi, che sono legittimati a farlo valere avanzando la domanda all’Inps; l’istituto è comunque tenuto ad accertare nei confronti degli eredi l’esistenza delle condizioni per l’attribuzione del beneficio

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[3].

Nel caso di decesso del pensionato che, pur avendone diritto, non abbia goduto dell’assegno, un componente del nucleo familiare del defunto può farne richiesta per il periodo di spettanza.

La domanda (e la relativa documentazione) deve essere presentata dal familiare che esercita il diritto, cioè normalmente da colui che ha effettuato la dichiarazione di successione [4].

Come funzionano gli assegni al nucleo familiare

Come abbiamo osservato, l’assegno di vedovanza è un particolare assegno al nucleo familiare che spetta al coniuge superstite del lavoratore dipendente.

A questo proposito dobbiamo ricordare che gli Anf, gli assegni al nucleo familiare, spettano ai lavoratori dipendenti, ai cococo e ai lavoratori autonomi iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata. Non devono essere confusi con gli assegni familiari che spettano ai coltivatori diretti, coloni e mezzadri ed ai pensionati iscritti alle gestioni dei lavoratori autonomi (artigiani e commercianti, lavoratori agricoli), né con gli assegni familiari erogati dai Comuni.

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Gli Anf sono una prestazione, a favore del lavoratore/pensionato o a favore di uno o più suoi familiari (nel caso dell’assegno di vedovanza, la tutela è rivolta al coniuge superstite del lavoratore), volta al sostegno economico della famiglia, erogata dall’Inps ma solitamente anticipata dall’azienda in busta paga. Solo in certe ipotesi, come appunto in relazione agli assegni di vedovanza e, ovviamente, per i pensionati, il trattamento è erogato direttamente dall’Inps.

L’ammontare degli assegni cambia a seconda della tipologia del nucleo familiare (con o senza disabili, con entrambi i genitori o unico genitore…) del numero dei componenti e del reddito complessivo della famiglia.

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