Evasione fiscale: quando è da codice penale

Aggiungi un commento
Annuncio pubblicitario
Autore: Sabina Coppola

20 giugno 2018

Laureata, con vecchio corso quadriennale, presso l'Università di Napoli Federico II (con 110/110 e lode) ha conseguito diploma specialistico in professioni legali al Suor Orsola Benincasa e si è iscritta al COA di Napoli nel 2008. Specializzata in diritto penale, si impegna nella tutela dei diritti dei detenuti con il Carcere Possibile O.N.L.U.S.. E' iscritta nell'Albo speciale dei difensori di ufficio presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, avendo conseguito una particolare specializzazione in diritto civile minorile.

A causa della crisi economica, sono diminuiti i casi in cui l’evasione fiscale è penalmente rilevante e, quindi, punita con la pena della reclusione.

Annuncio pubblicitario

Capita sempre più spesso che i contribuenti (sia persone fisiche, come i cittadini, che giuridiche, come le società) non paghino le tasse dovute (o le paghino solo in parte), non solo per fare i furbetti ma perché le difficoltà economiche non consentono di agire diversamente. In cosa consiste l’evasione fiscale? Se decido di non pagare le tasse per truffare lo stato o se non verso i tributi perché non so come fare ad arrivare alla fine del mese subirò le stesse conseguenze? Queste sono le domande a cui cercheremo di rispondere in questo articolo. Commette una

Annuncio pubblicitario
evasione fiscale chi non emette lo scontrino (o la ricevuta e/o fattura fiscale) quando vende un bene, chi redige una dichiarazione dei redditi falsa o incompleta, chi ha alle proprie dipendenze lavoratori non dichiarati (detti a nero). Non sempre queste condotte sono punite penalmente: vediamo insieme quando l’evasione fiscale è da codice penale.

Cos’è l’evasione fiscale?

L’evasione fiscale

Annuncio pubblicitario
è la condotta con la quale il contribuente cerca di violare le norme fiscali dello stato: non fatturando la vendita di beni o servizi, svolgendo una attività economica priva di regolarizzazione (lavorare al nero) o avendo alle proprie dipendenze lavoratori privi di contratto, redigendo false dichiarazioni dei redditi per non pagare le imposte dovute, deducendo, in fase di dichiarazione fiscale, costi inesistenti o non sostenuti realmente, non pagando imposte o tributi obbligatori (per esempio la tassa sulla casa o quella sui rifiuti, l’iva, l’irpef o l’irap, i contributi previdenziali).

Si tratta di concetti apparentemente molto complicati ma che, in realtà, si fondano su un ragionamento piuttosto semplice: lo stato prevede che il datore di lavoro debba pagare i contributi al proprio lavoratore? Ebbene, per non pagarli, il datore di lavoro non dichiara di avere dipendenti e li paga in nero. Lo stato mi chiede di pagare l’iva su ciò che vendo o sull’attività professionale che svolgo? Io, allora, se sono un commerciante dichiaro di vendere pochissimo (magari non emettendo le fatture di vendita e/o gli scontrini) e, se sono un libero professionista, fingo di avere pochi clienti e mi faccio pagare senza rilasciare fattura. In parole abbastanza semplici,

Annuncio pubblicitario
l’evasione fiscale consiste in questo, ma vediamo nel dettaglio quando l’evasione fiscale è da codice penale.

L’evasione fiscale è perseguibile penalmente?

Non tutti gli illeciti fiscali hanno la stessa gravità e, pertanto, solo alcuni di essi sono considerati reato. L’evasione fiscale diventa penalmente rilevante solo al superamento di determinate soglie (espressamente previste dalla legge) oppure quando la condotta è conforme a particolari comportamenti espressamente descritti dal legislatore [1].

La legge chiarisce (e non potrebbe fare diversamente) in quali casi l’evasione fiscale da illecito amministrativo si trasformi in reato: spesso la soglia è quantitativa, nel senso che se evado poco è illecito fiscale, mentre se evado molto è reato. Questa, naturalmente, è una descrizione molto semplicistica che cerca di semplificare discorsi piuttosto complicati; ma vediamo nello specifico quali sono le singole fattispecie di reato previste dal nostro ordinamento.

Annuncio pubblicitario

Cos’è la dichiarazione fraudolenta?

Uno dei reati previsti dalla legge è la falsa dichiarazione effettuata mediante l’uso di fatture o di altri documenti creati per operazioni inesistenti e messi in atto per pagare meno tasse [2].

Si tratta dell’ipotesi in cui, dovendo redigere la dichiarazione dei redditi, per evitare di pagare le imposte (a cui lo stato obbliga ciascun contribuente in base ai propri redditi), invento delle fatture (o altri documenti) in cui simulo acquisti che, in realtà, non ho mai fatto (ecco perché si dice fatture per operazioni inesistenti). Questo per cercare di ridurre i redditi (con i costi che ho sostenuto) e, dunque, ridurre l’importo delle imposte da pagare.

Annuncio pubblicitario

Il reato, però, si configura solo se:

  1. le fatture (o gli altri documenti di cui mi avvalgo) sono registrate nelle scritture contabili obbligatorie, o sono detenuti a fine di prova nei confronti dell’amministrazione finanziaria.
  2. congiuntamente:

Le soglie sono state aumentate nel 2015 [3] per cui molte condotte di

Annuncio pubblicitario
evasione fiscale che prima erano da codice penale sono state depenalizzate e convertite in meri illeciti amministrativi. La pena prevista è la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni.

La dichiarazione fraudolenta con uso di altri artifici

La dichiarazione fraudolenta può essere realizzata, come abbiamo descritto prima, attraverso l’uso di fatture false o mediante altri artifici contabili [4]. Quest’ultimo caso ricorre quando, al fine di evadere l’Iva o l’imposta sui redditi, nelle dichiarazioni relative a tali imposte, vengano indicati elementi attivi di importo inferiore a quello effettivo ovvero elementi passivi fittizi o crediti e ritenute fittizi. A condizione, tuttavia, che:

Annuncio pubblicitario

Il reato (punito sempre con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni) può essere commesso dai soggetti obbligati alla tenuta della contabilità richiedendo, per il suo avveramento, una falsa rappresentazione delle scritture contabili o di essersi avvalsi di documenti (o altri mezzi fraudolenti) idonei ad ostacolare l’accertamento.

Annuncio pubblicitario

La dichiarazione infedele

La dichiarazione infedele comporta che il contribuente (non per forza obbligato alla tenuta della contabilità) indichi, nelle dichiarazioni annuali, elementi attivi inferiori a quelli effettivi e/o elementi passivi fittizi [5]. Vi sarà reato quando:

Questa fattispecie presenta carattere residuale ed è punita con la reclusione da uno a tre anni: trova applicazione solo quando non possa dirsi configurato il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture (o altri documenti) per operazioni inesistenti o quello di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici.

Annuncio pubblicitario

L’omessa dichiarazione e omesso versamento iva

Il delitto di omessa dichiarazione [6](o omesso versamento dell’iva) si realizza:

Il reato è punito con la pena della reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni e si configura se il contribuente non presenta la dichiarazione nei novanta giorni successivi alla scadenza e se non versa l’iva entro il termine per il versamento dell’acconto relativo al periodo di imposta successivo.

Emissione di documenti per operazioni inesistenti

Abbiamo analizzato l’ipotesi di dichiarazione fraudolenta che si configura nel caso in cui il contribuente emetta fatture per operazioni inesistenti al fine di evitare di pagare le imposte previste in base ai redditi. Esiste, però, anche l’ipotesi in cui un soggetto emetta fatture false in favore di un terzo (ovvero fingendo che un terzo abbia effettuato da lui un acquisto); e ciò al fine di consentire a quest’ultimo l’evasione delle imposte

Annuncio pubblicitario
[7].

Anche in questo caso l’evasione fiscale è da codice penale, nel senso che è punita (seppure abbiamo visto non da norme del codice penale ma da una legge speciale) con la pena della reclusione da un anno e sei mesi a sei anni. È bene chiarire che la fattura è falsa quando viene emessa a fronte di un servizio che non è stato prestato o per la vendita di un bene che non è stato mai venduto ed il reato si configura a prescindere dall’utilizzo o meno dei documenti da parte del soggetto ricevente e dall’importo dell’evasione consentita.

L’occultamento o la distruzione di documenti contabili

Tutti i contribuenti sono tenuti a conservare le scritture contabili o altri documenti: si tratta di un obbligo previsto dalla legge. Di conseguenza, chi distrugge o occulta tali documenti al fine di non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari, commette reato [8] punito con la pena della reclusione da un anno e sei mesi a sei anni.

Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo. Diventa sostenitore clicca qui