Dogana: come evitarla

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Autore: Valentina Azzini

19 luglio 2018

Avvocato presso il Foro di Verona. Esperta in diritto civile e diritto del lavoro, in quest’ultimo ambito occupandosi sia di rapporti di lavoro privato che di pubblico impiego. Collabora dal 2009 con la Cattedra di Diritto dell’Unione europea dell’Università di Verona come Cultrice della materia. Dal 2013 al 2015 ha collaborato altresì con Adiconsum - Associazione italiana difesa consumatori e ambiente promossa dalla CISL, quale legale convenzionato per la zona di Peschiera del Garda e Domegliara (VR).

Acquisti su internet: attenzione ai controlli doganali, il loro prezzo potrebbe diventare molto più alto di quanto pensiamo

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L’acquisto di prodotti su internet presenta numerosi vantaggi, tra i quali spesso il prezzo più conveniente rispetto a quello praticato dal negoziante “sotto casa”. Ciò soprattutto se il prodotto che cerchiamo viene dalla Cina o da Paesi che non appartengono all’Unione europea. Il costo molto basso di questi prodotti può però talvolta aumentare vertiginosamente a causa dell’applicazione di costi doganali dei quali, al momento dell’ordine non siamo a conoscenza. Il postino che ci consegna il pacco potrebbe quindi chiederci di pagargli (pena il rifiuto di lasciarci il pacco) le “Spese doganali”, comprendenti l’

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IVA al 22% e il dazio doganale, che è variabile a seconda della categoria di appartenenza della merce. Inoltre, questi importi vengono calcolati sul valore che il doganiere che procede al controllo assegna al tuo acquisto. Per non scoraggiare i potenziali acquirenti, i venditori hanno allora cercato delle soluzioni per evitare ai clienti europei di pagare di più di quanto già versato in fase d’acquisto. In questa breve guida parleremo dunque di dogana e di come evitarla…o almeno provarci.

Quando si è a rischio dogana?

Innanzitutto, è doveroso sapere che le spese doganali non si applicano agli acquisti di valore inferiore a

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22 euro.

Per questo motivo molti venditori indicano nella bolla di accompagnamento del pacco un valore di non superiore ai 22 euro, purchè compatibile con le misure del pacco. Ad esempio, un pacco di valore dichiarato di 5,00 euro e molto grande o molto pesante certamente desterà sospetti.

Se è possibile comunicare con il venditore al momento dell’acquisto, è dunque consigliabile chiedergli di indicare sul pacco un valore non superiore a 22 euro (si controlli, se la valuta non è in euro, il valore corrispondente) e di non apporre alcuna etichetta che contenga la parola “Gift” (regalo), perché desterebbe certamente sospetti.

In caso di acquisti multipli, è altresì consigliabile fare più ordini separati, magari in date diverse, di modo che il venditore non raggruppi i prodotti in un unico pacco.

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Infine, la spedizione standard – lenta, ma generalmente gratuita – può essere la scelta migliore: la spedizione con corriere è facilmente soggetta a maggiorazioni per spese di trasporto ed espletamento delle formalità doganali.

Le spese doganali applicano a tutti i prodotti?

Le spese doganali si pagano su tutte le tipologie di merce, in percentuale diversa a seconda della categoria del prodotto.

Come detto, le spese generalmente non si pagano sugli acquisti di valore inferiore a 22 euro. Sui beni di valore compreso tra 22 e 150 euro si paga solo l’Iva, mentre su quelli di valore superiore a 150 euro si paga anche il dazio doganale.

Ci sono però delle categorie di prodotti che sono sottoposte a Iva e tassa doganale anche se hanno un costo

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inferiore a 22 euro: si tratta degli alcolici, i profumi, i tabacchi e i prodotti del tabacco.

Come si calcolano le spese doganali?

Per calcolare il costo del dazio doganale bisogna individuare nel sito dell’agenzia doganale la relativa percentuale da applicare al prodotto acquistato [1]. Tale percentuale si applica al costo del prodotto comprensivo di spese di spedizione.

Alle spese doganali (Iva e Dazio) vanno aggiunte le eventuali spese di sdoganamento, che in caso di corriere, variano dai 20 euro, ai 30 euro o più.

Cosa succede se il mio pacco viene sottoposto a controlli?

Quando il pacco, giunto in Italia, viene sottoposto a controlli, il destinatario viene contattato

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telefonicamente dall’ufficio della dogana, che gli chiederà dati personali e valore del pacco. Dopo qualche giorno verrà dunque consegnato il pacco.

Può altrimenti accadere di essere contattati mediante posta raccomandata. Dal momento della ricezione della lettera ci sono 7 giorni di tempo per inviare via fax o e-mail il modulo allegato compilato, dove viene chiesto al destinatario di indicare il contenuto del pacco, dati e valore. In allegato viene altresì richiesta la fattura di acquisto del prodotto.

Si può evitare il pagamento dei dazi, nel caso in cui il prodotto acquistato abbia valore superiore a 22 euro, concordando in fase di acquisto che il pagamento avvenga in

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più transazioni, almeno una delle quali di importo inferiore a 22 euro: si potrà dunque allegare al modulo di sdoganamento la ricevuta di valore inferiore.

Come è possibile essere certi di evitare i controlli doganali?

I suggerimenti sopra riportati (dichiarazione di valore inferiore a 22 euro sul pacco da parte del venditore, acquisti multipli, pagamento con più transazioni, utilizzo di spedizione standard) non garantiscono che non ci sia da pagare la dogana, pertanto è bene considerare che il prezzo di ciò che si acquista potrebbe essere maggiorato 30/35% da pagare al postino che consegna il pacco.

Per evitare certamente la dogana c’è un solo modo sicuro: acquistare su siti internet che hanno

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spedizioni dedicate per il nostro stato.

Cosa succede se il mio pacco contiene merce contraffatta?

Il compratore che acquista merce che, per la sua qualità o per il prezzo, induca a ritenere in sede di controllo doganale che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà industriale, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro fino a 7.000 euro. Salvo che il fatto costituisca reato, se l’acquisto è effettuato da un commerciante o da un importatore, la sanzione amministrativa pecuniaria è stabilita da un minimo di 20.000 euro fino ad un milione di euro. In ogni caso si procede alla confisca amministrativa della merce

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