In quali strisce si parcheggia a pagamento

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Multa grattino scaduto
Autore: Mariano Acquaviva

14 agosto 2018

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Di che colore sono le strisce del parcheggio? Cosa sono le strisce blu? Quando si può parcheggiare liberamente? Quando la sosta è riservata?

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Il parcheggio è un miraggio per chi abita nelle grandi città: urbanisticamente parlando, sono pochi i centri attrezzati ad accogliere nel proprio ventre la grande mole di autovetture che ogni giorno scorre per le strade come sangue nelle vene. Lo stress che assale l’automobilista medio alla disperata ricerca di un posto libero per il proprio veicolo è pari solamente a quello causatogli dal lavoro. Non solo è difficilissimo trovare posteggio ma, quando pure si riesce nell’impresa, raramente si tratta di un’area libera, cioè delimitata dalle strisce bianche: la maggior parte dei parcheggi, infatti, è a pagamento. Ma come si fa a sapere se l’area adibita alla sosta dei veicoli è gratuita oppure no? Con questo articolo vedremo

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in quali strisce si parcheggia a pagamento.

Dove si parcheggia?

Gli automobilisti non possono posteggiare ovunque, ma soltanto nelle aree a ciò adibite. Il parcheggio è proprio quell’area dedicata alla sosta delle autovetture o, comunque, dei veicoli che circolano su strada. Contrariamente a quanto si possa pensare, il codice della strada prevede una disciplinata piuttosto dettagliata per i parcheggi: non ogni area, infatti, può essere adibita allo stallo delle macchine. I parcheggi devono essere ubicati fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli in sosta non ostacolino lo scorrimento del traffico.

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Strisce del parcheggio: come sono fatte?

Le aree adibite al parcheggio delle autovetture sono contraddistinte da una segnaletica verticale e da una orizzontale: la prima consiste nel cartello rettangolare a sfondo blu che indica, con una grande “P” bianca, la presenza del parcheggio; la seconda, invece, nelle strisce disegnate sull’asfalto ad indicare i posti auto.

Secondo la legge, tutti i segnali orizzontali devono essere realizzati con materiali tali da renderli visibili sia di giorno che di notte anche in presenza di condizioni atmosferiche avverse. I segnali orizzontali, inoltre, devono essere realizzati con materiali antisdrucciolevoli [1].

Ancor più nel dettaglio, la delimitazione delle aree di sosta è effettuata mediante il tracciamento sulla pavimentazione di

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strisce della larghezza di dodici centimetri formanti un rettangolo, indicanti l’inizio, la fine o la suddivisione delle zone entro le quali dovrà essere parcheggiato il veicolo.

Strisce del parcheggio: quali sono?

I colori delle strisce di delimitazione delle aree di sosta sono:

Le strisce bianche del parcheggio indicano un’area adibita alla sosta libera dei veicoli: ciò significa che, salvo specifiche limitazioni, chiunque può posteggiare in quella zona. Le strisce blu, invece, delimitano un’area di sosta a pagamento: chiunque voglia fermare la propria vettura deve pagare l’importo stabilito.

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Le strisce gialle indicano la presenza di un parcheggio riservato a determinati veicoli o persone: residenti, invalidi, addetti ai lavori stradali, auto di servizio, possessori di speciali permessi. In particolare, la legge dice che esse devono riportare l’indicazione, mediante iscrizione o simbolo, della categoria di veicolo cui lo stallo è riservato. Così, ad esempio, se queste strisce individuano una zona di sosta riservata ai residenti oppure agli addetti ai lavori, tale esclusività dovrà essere indicata mediante apposita segnalazione.

Strisce blu: si può parcheggiare?

Come anticipato, le aree di sosta delimitate dalle strisce blu sono quelle ove è possibile parcheggiare la propria auto pagando, però, un determinato corrispettivo. È direttamente il sindaco del Comune a stabilire, con proprio provvedimento, le aree di sosta a pagamento, nonché la tariffa e la modalità di pagamento stessa. In particolare, spetta al sindaco stabilire le aree nelle quali è autorizzato il parcheggio dei veicoli e le aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al

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pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata della sosta, anche senza custodia del veicolo, fissando le relative condizioni e tariffe [3].

Secondo il codice della strada, qualora il Comune provveda alla creazione di parcheggi a pagamento delimitati da strisce blu, su parte della stessa area o nelle immediate vicinanze deve riservare un’adeguata area destinata al parcheggio libero. Tale obbligo non sussiste in alcune zone, quali le aree pedonali e le zone a traffico limitato [4]. La Cassazione ha addirittura stabilito che la violazione di questo obbligo (cioè, di prevedere, nelle immediate vicinanze delle aree di sosta a pagamento, altre in cui il parcheggio sia libero), è causa di invalidità del verbale e, pertanto, motivo di ricorso.

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In sintesi, nelle strisce blu si parcheggia a pagamento: chiunque, con qualsiasi mezzo, può accedere in queste aree, purché versi l’importo richiesto dalla segnaletica presente all’ingresso del parcheggio. Il versamento avviene, di norma, attraverso appositi impianti collocati nelle prossimità di queste zone di sosta, eventualmente mettendo ben in mostra sul parabrezza il tagliando che attesta l’avvenuto pagamento e la durata della sosta.

Strisce blu: come parcheggiare?

Abbiamo detto che le strisce blu indicano un parcheggio a pagamento, custodito o meno che sia. Questo non significa, però, che chi ha avuto accesso pagando il relativo importo possa poi parcheggiare come meglio crede: l’auto deve sempre essere posizionata correttamente all’interno dell’area delimitata dalle strisce blu, senza che la vettura possa creare intralcio ai pedoni o agli altri mezzi.

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È fatto obbligo, inoltre, di rispettare il senso di marcia (in una strada a doppio senso non si può parcheggiare sul margine sinistro con la parte anteriore del veicolo rivolta in senso contrario alla circolazione) e di non superare i limiti delle strisce stesse. In altre parole, il veicolo va posizionato entro le strisce, non fuori di esse.

Strisce blu: quanto tempo si può sostare?

Nelle strisce blu non è possibile sostare a tempo indeterminato, ma soltanto per il periodo coperto dal pagamento. È la tariffa, quindi, ad individuare per quanto tempo la vettura potrà sostare lì. Superato il limite, c’è il rischio di incorrere in una multa, ma non nella rimozione forzata, normalmente riservata ad infrazioni più gravi, come il parcheggio in divieto di sosta, dinanzi ai passi carrabili, in doppia fila, nei posti riservati ai disabili.

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Si può parcheggiare senza strisce?

Infine, va detto che in teoria è possibile parcheggiare anche in assenza di qualsiasi striscia (bianca o blu che sia). In particolare, si può parcheggiare senza le strisce in qualsiasi posto che non invada la carreggiata e che non sia vicino ad un ufficio pubblico, ad una banca, ad una scuola, ad un cinema o un teatro o ad un altro qualsiasi edificio pubblico.

Più in generale, si può parcheggiare senza le strisce in quei luoghi che non invadono la circolazione e non vietati dalla segnaletica orizzontale o verticale. Avendo controllato entrambe le cose, nel caso in cui arrivi una multa si può contestare dimostrando la mancanza di un divieto di sosta.

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