Accompagnamento: quali malattie?

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Autore: Mariano Acquaviva

22 luglio 2018

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Cos’è l’indennità di accompagnamento? Quali sono i requisiti per ottenerla? Qual è la differenza tra accompagnamento e invalidità civile? Quali sono le patologie più gravi?

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Sicuramente avrai sentito parlare dell’indennità di accompagnamento. Si tratta di una misura economica che lo Stato elargisce a favore delle persone che, a causa della loro grave patologia, sono costretti ad un’assistenza continua. A differenza dell’invalidità civile, l’accompagnamento è un beneficio esclusivamente economico, svincolato da limiti reddituali o d’età, attribuito per aiutare non solo il malato, ma anche i familiari che devono assisterlo costantemente. Lo Stato italiano garantisce sostegno a quelle persone che, a causa della loro condizione di salute, non possono svolgere le funzioni tipiche della vita quotidiana. Per questi soggetti, l’ordinamento prevede delle agevolazioni che possano fungere da contrappeso allo stato invalidante cui sono costretti. È proprio la Costituzione, allorquando parla di diritto di uguaglianza e di tutela dei più deboli, ad imporre al legislatore italiano un apparato normativo che possa fornire un aiuto a quanti, a causa della loro patologia, si trovano in difficoltà. Se sei interessato a questo argomento oppure anche tu o qualcuno dei tuoi cari si trova in questa situazione, continua nella lettura dell’articolo: ti dirò per

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quali malattie c’è diritto all’accompagnamento.

Indennità di accompagnamento: cos’è?

L’indennità di accompagnamento è un sussidio previsto dalla legge per tutti coloro che si trovano in condizioni di salute particolarmente precarie

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[1]. Non a caso, l’accompagnamento può essere concesso solamente a chi sia stato dichiarato invalido al 100%.

L’indennità di accompagnamento, sebbene legata alla concessione dell’invalidità, necessita però di presupposti differenti, nel senso che l’invalido totale non ottiene automaticamente anche questo beneficio. Perché si possa ottenere l’accompagnamento è necessario che la persona invalida al 100% si trovi in una delle seguenti situazioni:

Secondo la legge, quindi, l’indennità di accompagnamento

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spetta ai mutilati ed invalidi civili totalmente inabili per affezioni fisiche o psichiche, quando la commissione medica abbia accertato che questi soggetti si trovino nell’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, abbisognano di un’assistenza continua. La medesima indennità è concessa agli invalidi civili minori di diciotto anni che si trovano nelle condizioni sopra indicate.

L’indennità di accompagnamento consiste nell’elargizione di una somma mensile che non fa reddito e non è pignorabile [2] : si tratta, infatti, di una misura assistenziale ritenuta intoccabile dallo Stato. Inoltre, la predetta indennità prescinde da ogni requisito economico, cioè dal reddito posseduto dall’inabile, ed è indipendente dall’età.

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Invalidità civile: cos’è?

Visto che è il presupposto dell’indennità di accompagnamento, due parole vanno spese anche per l’invalidità civile (così definita per distinguerla da quella derivante da cause di servizio, di guerra o di lavoro). Secondo la legge, l’invalidità civile è la difficoltà a svolgere alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o dell’udito [3].

Secondo la legge, è invalido civile chiunque, trovandosi in età da lavoro (cioè tra i diciotto e i sessantacinque anni e sette mesi), sia affetto da patologie tali da compromettergli la normale capacità lavorativa, ovvero, qualora non rientrasse nella fascia di cui sopra (quindi se minore di diciotto o maggiore di sessantacinque anni e sette mesi), soffra di una patologia che lo renda incapace di svolgere le attività tipiche della sua età. Sono altresì considerati invalidi tutti i ciechi e i sordomuti.

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Per ottenere l’invalidità civile, quindi:

L’invalidità civile è riconosciuta in percentuale, nel senso che, all’esito della visita effettuata dalla commissione medica competente, se la patologia verrà ritenuta concretamente invalidante per il lavoro svolto o per le attività della vita quotidiana, si otterrà un grado pari all’effettiva incidenza della malattia. Per ogni percentuale la legge riconosce dei benefici: maggiore sarà la percentuale, maggiori saranno le agevolazioni: ad esempio, una percentuale del 100% dà diritto a ricevere una

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pensione di inabilità.

Anche senza aver ottenuto un’invalidità totale, il malato ha diritto ad altri benefici, quali: fornitura gratuita di protesi, presidi ed ausili; esenzione (parziale o totale, a seconda del grado di invalidità) dal pagamento del ticket sanitario per tutte le prestazioni mediche riguardanti la patologia invalidante; agevolazioni per le graduatorie delle case popolari e per il canone telefonico (in base ai redditi dichiarati).

L’assegno di invalidità spetta solo a chi sia dichiarato invalido con una percentuale compresa tra il 74 e il 99%; inoltre, a differenza dell’indennità di accompagnamento, è necessario anche che il soggetto versi in uno stato di bisogno economico. La

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pensione di inabilità, invece, spetta solamente a chi viene riconosciuta un’invalidità pari al 100%.

Accompagnamento: quali patologie?

Vediamo ora quali sono le principali patologie che conferiscono il diritto ad ottenere l’indennità di accompagnamento, e cioè il beneficio economico mensile (poco più di 500 euro) concesso a chi versi in gravi condizioni di salute. Abbiamo detto che l’indennità spetta solamente a chi sia già invalido al 100% e, in più, si trovi nell’incapacità di deambulare (cioè di muoversi) autonomamente oppure abbia necessità di assistenza continua in quanto non in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita.

Da quanto detto si capisce che l’

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indennità di accompagnamento spetta solamente a chi soffra di patologie davvero gravi, in quanto il malato deve praticamente essere impedito nei movimenti o comunque deve necessitare di un’assistenza ventiquattrore su ventiquattro. Di seguito vedremo le malattie più gravi al cui ricorrere la commissione medica che visita l’istante può riconoscere un’invalidità pari al 100% e l’indennità di accompagnamento. Si ricordi, infatti, che il riconoscimento dei benefici di legge è sempre subordinato alla valutazione medica di un’apposita commissione, contro la cui decisione negativo è possibile fare ricorso in tribunale.

Patologie dell’apparato cardiocircolatorio

Cominciando dalle patologie che riguardano l’apparato circolatorio, è possibile ottenere l’

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indennità di accompagnamento, sempre che la malattia impedisca all’interessato di muoversi da solo o di compiere autonomamente i normali atti della vita quotidiana, in presenza delle seguenti patologie:

Patologie dell’apparato respiratorio

Patologie dell’apparato digerente

Patologie dell’apparato urinario

Patologie dell’apparato endocrino

Patologie dell’apparato osteoarticolare e locomotore

Patologie dell’apparato neurologico

Patologie dell’apparato psichico

Patologie dell’apparato visivo

Accompagnamento: quali sono le malattie più comuni?

Abbiamo appena illustrato alcune delle patologie che, secondo le tabelle ministeriali, sono in assoluto le più gravi. Va detto che la valutazione medica ha sempre un margine di discrezionalità: pertanto, non sarà facile fare una previsione circa l’esito della visita. Questo perché ogni malattia incide sulla vita di una persona in maniera profondamente diversa da un caso all’altro, e la commissione medica non può non tenerne conto.

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Al di là di queste valutazioni generali, cerchiamo di vedere sinteticamente quali sono i problemi di salute che più frequentemente portano al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento. Le malattie maggiormente invalidanti sono:

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