Picchiare una persona è un reato?
Quali sono le conseguenze giuridiche per chi picchia una persona? Che reato è? Qual è la differenza tra lesioni e percosse?
Nei vecchi saloon del far west ogni occasione era buona per fare a botte: un whiskey troppo annacquato, un asso estratto dalla manica durante il gioco, una donzella che lancia languidi sguardi e subito si ribaltavano tavoli per cominciare la rissa. Oggi, per fortuna, non è più così: lo Stato reprime ogni forma di violenza e consente l’utilizzo della forza soltanto a quelle persone che sono autorizzate dalla legge, cioè alle autorità preposte a mantenere l’ordine pubblico. Solo eccezionalmente è consentito anche al comune privato di reagire in modo violento: è il caso della
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Picchiare: cosa significa?
Prima di addentrarci nell’analisi giuridica, spendiamo giusto due parole per capire, dal punto di vista letterale, cosa significa “picchiare” una persona. Ebbene, secondo i maggiori dizionari della lingua italiana, picchiare significa battere, colpire, percuotere, malmenare, bastonare. Nulla di positivo, dunque: picchiare significa in ogni caso usare la forza bruta contro qualcosa o qualcuno.
Picchiare una persona: che reato è?
Picchiare una persona è sicuramente reato: da questa condotta, pertanto, non può uscirne nulla di buono. Il punto è che il delitto che l’utilizzo della forza integra varia a seconda delle conseguenze: se, infatti, picchiare una persona significa “solamente” farle provare una spiacevole sensazione di dolore, senza conseguenze apprezzabili per la sua salute (si pensi ad uno schiaffo, ad una spinta violenta, ecc.), allora si avrà il reato di percosse [1]; se, al contrario, picchiare comporta il ferimento di un individuo o, comunque, il cagionargli una malattia nel corpo o nella mente, si integrerà il diverso reato di lesioni personali
Picchiare una persona: quando è reato di percosse?
Abbiamo detto che picchiare una persona è reato e che, a seconda della gravità, può integrare gli estremi del delitto di percosse oppure di quello di lesioni personali. Analizziamo la prima ipotesi. La legge punisce, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro 309 chiunque percuote taluno, se dal fatto non deriva una malattia. Cosa significa? Per malattia non deve intendere solamente la lesione anatomica (la ferita causata da una lama o da un oggetto contundente, ad esempio), ma anche la riduzione apprezzabile di funzionalità dell’organismo
Il delitto di percosse è procedibile solamente a querela di parte: ciò significa che la persona che picchia un’altra potrà essere perseguito a norma di legge solamente se la vittima, entro tre mesi dall’aggressione, provvede a sporgere querela presso le autorità competenti (carabinieri, polizia, ecc.); in caso contrario, non potrà essere processato. La querela, inoltre, una volta sporta può anche essere ritirata, ad esempio nel caso in cui reo e persona offesa si siano messe d’accordo per un risarcimento.
Picchiare una persona: quando è reato di lesioni?
Picchiare una persona integra il reato di lesioni ogni volta che, a seguito della condotta violenta, si cagioni una malattia alla vittima. Quindi, a seconda che l’aggressione abbia cagionato una malattia o una semplice sensazione di dolore, potrà essere qualificata come lesione o percossa. Come anticipato, la malattia provocata dalla lesione non si riduce alla classica ferita lacero-contusa, potendo essa consistere anche in una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa (si pensi ad un trauma cranico), ovvero nella malattia o incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni (frattura ad un piede), o ancora nell’indebolimento permanente di un senso o di un organo (si pensi ad un violento colpo agli occhi, dal quale segue un danno grave alla vista). In questi casi si suole parlare di
La lesione, invece, è gravissima, con pena fino a dodici anni, se dal fatto deriva una conseguenza insanabile, la perdita di un senso o di un arto, una mutilazione che renda l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero ancora la deformazione o lo sfregio permanente del viso.
Sia nel caso di lesione grave o gravissima, sia nel caso di lesione dal quale deriva una malattia non guaribile entro venti giorni (così come da prognosi medica), la persona che ha picchiato un’altra può essere denunciata da chiunque, cioè anche da soggetto diverso dalla persona offesa: trattasi infatti di delitti procedibili d’ufficio, cioè senza la necessità che sia la persona offesa a sporgere querela.