Picchiare una persona è un reato?

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Autore: Mariano Acquaviva

24 luglio 2018

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Quali sono le conseguenze giuridiche per chi picchia una persona? Che reato è? Qual è la differenza tra lesioni e percosse?

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Nei vecchi saloon del far west ogni occasione era buona per fare a botte: un whiskey troppo annacquato, un asso estratto dalla manica durante il gioco, una donzella che lancia languidi sguardi e subito si ribaltavano tavoli per cominciare la rissa. Oggi, per fortuna, non è più così: lo Stato reprime ogni forma di violenza e consente l’utilizzo della forza soltanto a quelle persone che sono autorizzate dalla legge, cioè alle autorità preposte a mantenere l’ordine pubblico. Solo eccezionalmente è consentito anche al comune privato di reagire in modo violento: è il caso della

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legittima difesa la quale, nelle sole ipotesi in cui sia messa a rischio la propria o l’altrui incolumità, consente all’aggredito di proteggersi anche mediante l’uso della forza. Nonostante ciò, ancora oggi a volte ci si chiede se picchiare una persona è reato: ciò avviene probabilmente perché, da una lettura molto superficiale delle leggi e del codice penale, sembra non emergere alcun divieto di picchiare un altro individuo; oppure perché lo stesso verbo adoperato (“picchiare”) fa pensare a qualcosa di non serio. Non è così. Usare la violenza al di fuori delle ipotesi eccezionali sopra viste è sempre reato. Quindi, se ti stai chiedendo se picchiare una persona è reato
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prosegui nella lettura di questo articolo: avrai tutte le informazioni necessarie per comprendere di cosa stiamo parlando.

Picchiare: cosa significa?

Prima di addentrarci nell’analisi giuridica, spendiamo giusto due parole per capire, dal punto di vista letterale, cosa significa “picchiare” una persona. Ebbene, secondo i maggiori dizionari della lingua italiana, picchiare significa battere, colpire, percuotere, malmenare, bastonare. Nulla di positivo, dunque: picchiare significa in ogni caso usare la forza bruta contro qualcosa o qualcuno.

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Picchiare una persona: che reato è?

Picchiare una persona è sicuramente reato: da questa condotta, pertanto, non può uscirne nulla di buono. Il punto è che il delitto che l’utilizzo della forza integra varia a seconda delle conseguenze: se, infatti, picchiare una persona significa “solamente” farle provare una spiacevole sensazione di dolore, senza conseguenze apprezzabili per la sua salute (si pensi ad uno schiaffo, ad una spinta violenta, ecc.), allora si avrà il reato di percosse [1]; se, al contrario, picchiare comporta il ferimento di un individuo o, comunque, il cagionargli una malattia nel corpo o nella mente, si integrerà il diverso reato di lesioni personali

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[2]. Vediamo qual è la differenza.

Picchiare una persona: quando è reato di percosse?

Abbiamo detto che picchiare una persona è reato e che, a seconda della gravità, può integrare gli estremi del delitto di percosse oppure di quello di lesioni personali. Analizziamo la prima ipotesi. La legge punisce, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro 309 chiunque percuote taluno, se dal fatto non deriva una malattia. Cosa significa? Per malattia non deve intendere solamente la lesione anatomica (la ferita causata da una lama o da un oggetto contundente, ad esempio), ma anche la riduzione apprezzabile di funzionalità dell’organismo

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[3]. La percossa, al contrario, consiste in una violenza che genera soltanto una sensazione fisica di dolore, senza postumi di alcun genere (uno schiaffo, un lieve pugno sulla spalla) [4]. Secondo la giurisprudenza, non tutte le percussioni dell’altrui corpo costituiscono percosse in senso giuridico, ma solo quelle che, con un contenuto di apprezzabile violenza, siano dirette a produrre una rilevante sensazione dolorifica, cioè a cagionare l’altrui male [5].

Il delitto di percosse è procedibile solamente a querela di parte: ciò significa che la persona che picchia un’altra potrà essere perseguito a norma di legge solamente se la vittima, entro tre mesi dall’aggressione, provvede a sporgere querela presso le autorità competenti (carabinieri, polizia, ecc.); in caso contrario, non potrà essere processato. La querela, inoltre, una volta sporta può anche essere ritirata, ad esempio nel caso in cui reo e persona offesa si siano messe d’accordo per un risarcimento.

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Picchiare una persona: quando è reato di lesioni?

Picchiare una persona integra il reato di lesioni ogni volta che, a seguito della condotta violenta, si cagioni una malattia alla vittima. Quindi, a seconda che l’aggressione abbia cagionato una malattia o una semplice sensazione di dolore, potrà essere qualificata come lesione o percossa. Come anticipato, la malattia provocata dalla lesione non si riduce alla classica ferita lacero-contusa, potendo essa consistere anche in una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa (si pensi ad un trauma cranico), ovvero nella malattia o incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni (frattura ad un piede), o ancora nell’indebolimento permanente di un senso o di un organo (si pensi ad un violento colpo agli occhi, dal quale segue un danno grave alla vista). In questi casi si suole parlare di

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lesioni personali gravi, punite con la reclusione da tre a sette anni [6].

La lesione, invece, è gravissima, con pena fino a dodici anni, se dal fatto deriva una conseguenza insanabile, la perdita di un senso o di un arto, una mutilazione che renda l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero ancora la deformazione o lo sfregio permanente del viso.

Sia nel caso di lesione grave o gravissima, sia nel caso di lesione dal quale deriva una malattia non guaribile entro venti giorni (così come da prognosi medica), la persona che ha picchiato un’altra può essere denunciata da chiunque, cioè anche da soggetto diverso dalla persona offesa: trattasi infatti di delitti procedibili d’ufficio, cioè senza la necessità che sia la persona offesa a sporgere querela.

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