Separazione: cosa accade al conto corrente cointestato

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Autore: Redazione

11 agosto 2018

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Sono sposato da 26 anni in separazione dei beni e nel conto corrente cointestato i 3/4 del saldo provengono dal mio stipendio. Con i soldi del conto corrente abbiamo acquistato casa in comproprietà al 50% che dovrà diventare abitazione coniugale. In un’ipotetica futura separazione posso ottenere i 3/4 di proprietà invece del 50%?

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La cointestazione del conto corrente, a prescindere dal regime patrimoniale prescelto dai coniugi (comunione o separazione dei beni) fa presumere la comproprietà del saldo nella misura del 50% ciascuno. Ne consegue che, in ipotesi di separazione coniugale, ciascun coniuge avrà diritto alla metà dell’importo giacente sul conto. Il regime di separazione dei beni consente tuttavia di superare la suddetta presunzione di contitolarità al 50%, purché sia fornita la cosiddetta prova contraria.

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In altri termini, il coniuge può dimostrare al giudice, in sede di separazione, che l’effettiva percentuale di denaro rientrante nella propria titolarità è superiore al 50%. Occorre ovviamente una prova certa, facilmente documentabile.

Nel caso specifico, è facile dimostrare che i ¾ del saldo provengono dallo stipendio del lettore e pertanto il giudice potrà riconsocergli tale percentuale anziché applicare la presunzione del 50%.

Il fatto che la casa sia stata acquistata con i soldi del conto corrente poco rileva ai fini della quantificazione del saldo da dividere al momento dell’eventuale separazione.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone

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