Si può lavorare in aspettativa

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Autore: Redazione

14 marzo 2020

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Hai richiesto un periodo di aspettativa dal lavoro e vorresti nel frattempo svolgerne un altro, ma non sei sicuro che si possa fare. Questo articolo scioglierà i tuoi dubbi.

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Hai finalmente deciso di fare una nuova esperienza all’Estero oppure di inseguire il tuo sogno di esplorare il mondo o hai bisogno di un anno sabbatico per motivi familiari o di studio, ma ciò che ti blocca è la paura di mollare il posto fisso. Infatti non si può abbandonare tutto e fare un salto nel buio, cosi hai attuato il piano B e hai richiesto al tuo capo l’aspettativa dal lavoro. Ma ora ti stai chiedendo se per fronteggiare le spese è possibile lavorare in aspettativa. Cerchiamo di fare il punto della situazione e di rispondere a questa interessante questione.

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Cos’è l’ aspettativa?

L’aspettativa permette a un dipendente a tempo indeterminato di concedersi una pausa dal lavoro senza perdere la sua posizione. Al rientro dal congedo il lavoratore avrà lo stesso livello contrattuale e gli stessi scatti di anzianità. Il lavoratore potrà dedicarsi a un’altra attività e godere dell’aspettativa che può essere retribuita o non retribuita. Ciò dipende dalle motivazioni.

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Quando si può richiedere l’aspettativa?

Le ipotesi in cui si può richiedere l’aspettativa sono diverse, alcune sono previste dalla legge altre dai contratti collettivi. Quindi è sempre bene consultare il proprio Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e eventuali contratti integrativi aziendali.

Alcune ipotesi che consentono di richiedere l’aspettativa per un periodo, anche più o meno lungo di un anno sono:

gravi motivi familiari: è un tipo di aspettativa della durata massima di due anni, fruibili anche in maniera frazionata. Questo tipo di congedo non è retribuito. Le ipotesi per cui è possibile chiedere l’aspettativa per gravi motivi familiari sono tre: problematiche in seguito alla morte di un familiare, cura e assistenza di un familiare, grave disagio personale del lavoratore che non consiste in una malattia. Per familiari si intendono: coniuge, figli, genitori, fratelli, generi e nuore, suoceri anche se non conviventi.

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Come si ottiene l’aspettativa?

La richiesta deve essere presentata, tramite la compilazione di un modulo, all’ufficio del personale dell’azienda o della sede di lavoro. L’azienda risponderà tramite comunicazione scritta. Avverso l’eventuale diniego della richiesta (che dovrà essere motivato dal datore di lavoro) potrà essere presentato nuovo esame, questo potrà concludersi con un esito positivo o con la conferma del precedente provvedimento.

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Ricordiamo che per ragioni di salute, personali o di un membro della famiglia, o nel caso di assistenza di un familiare portatore di handicap è necessario dimostrare la propria condizione medica all’INPS trasmettendogli la domanda, magari con l’aiuto di un patronato. Quindi in questi casi non è sufficiente per richiedere l’aspettativa la sola dichiarazione presentata al datore di lavoro.

Si può svolgere un altro lavoro durante l’aspettativa non retribuita?

In realtà se siamo in aspettativa già abbiamo un lavoro, non è possibile farsi assumere da un altro datore di lavoro. La legge non permette lo svolgimento di un’altra attività lavorativa, a meno che questo non sia previsto espressamente dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro applicato al nostro rapporto di lavoro. Se non dovesse essere previsto dal contratto collettivo allora

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si rischia il licenziamento.

Non è neppure consentito dalla legge assentarsi dall’attuale lavoro e fruire dell’aspettativa per svolgere un periodo di prova di un nuovo lavoro.

Alcuni contratti potrebbero anche prevedere delle clausole di non concorrenza, le quali non ci permettono di svolgere delle collaborazioni nel nostro settore.

Devi fare attenzione, informarti e magari se ne hai la possibilità parlare direttamente con il tuo datore di lavoro, in modo da chiarire se esistono incompatibilità tra il tuo lavoro e le idee che vuoi realizzare durante l’aspettativa (avviare un’attività autonoma oppure svolgere dei lavoretti per poter arrotondare la tua situazione finanziaria). Cosi non rischierai di perdere il lavoro che, in realtà, vuoi mantenere.

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Aspettativa non retribuita pubblici dipendenti: si può lavorare?

Il caso del pubblico dipendente è particolare. Come noto infatti la legge vieta ai dipendenti della Pubblica amministrazione di svolgere un secondo lavoro. E ciò vale anche quando tale rapporto è in quiescenza, come chi è in aspettativa. Lo ha chiarito di recente la Cassazione [1] secondo cui per il pubblico dipendente l’incompatibilità del suo impiego con altro rapporto di lavoro è configurabile anche se si trova in aspettativa. La norma sull’incompatibilità è finalizzata a evitare i conflitti di interesse e questi possono verificarsi anche con un rapporto temporaneamente sospeso con la pubblica amministrazione.

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Nel caso di specie un pubblico dipendente era in aspettativa e fuori ruolo. A suo dire non erano quindi configurabili situazioni di ostacolo alle proprie mansioni o al rispetto dell’orario di lavoro o comunque di conflitto di interesse. Non è così, ha ritenuto la Cassazione, poiché l’aspettativa non fa cessare il rapporto di lavoro e l’articolo 53 del Dlgs 165/2001, che disciplina l’incompatibilità, non distingue a seconda dello stato del rapporto di lavoro: è il semplice appartenere alla pubblica amministrazione che non fa cessare i rischi di conflitto di interesse “o di possibili utilizzazione di entrature cui la norma, insieme ad altri interessi, è preposta a prevenire”. Il pubblico dipendente dovrà pertanto sempre chiedere l’autorizzazione per assumere altri incarichi, salvo che norme particolari non lo richiedano e al ricorrere degli altri presupposti di legge.

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Aspettativa non retribuita dipendenti pubblici per motivi di lavoro

Discorso differente è da fare per i dipendenti pubblici, i quali possono chiedere l’aspettativa dal lavoro per un periodo non superiore ad un anno, non retribuiti, per poter svolgere una nuova attività in proprio.
Il Contratto collettivo del comparto scuola prevede l’aspettativa per motivi di lavoro e la possibilità per i lavoratori di svolgere un impiego subordinato pubblico o privato.

Quindi se vuoi portare avanti un nuovo progetto, cambiare vita, in Italia o all’estero, è vero che nel caso di aspettativa il tuo lavoro fisso è lì ad aspettarti, ma durante il periodo che non lavorerai dovrai fronteggiare diverse situazioni (a volte inaspettate) e la mancanza di uno stipendio fisso non è un fattore da sottovalutare.

Di Giada Verrina

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