Invalidità artrosi: come ottenerla
Chi soffre di artrosi ha diritto all’invalidità civile? In quale percentuale? Come essere dichiarati invalidi facendo ricorso al tribunale?
L’artrosi è una malattia degenerativa delle articolazioni. Diffusissima nella popolazione italiana (soprattutto tra le donne), spesso la sua gravità è sottovalutata a causa della sua ordinarietà. L’artrosi può essere conseguenza dello stile di vita (si pensi a quanti sono sottoposti a lavori usuranti) ovvero di origine ereditaria. Può colpire qualsiasi articolazione del corpo, con sintomi che vanno da lievi a invalidanti. È proprio in quest’ultima ipotesi che entra in gioco la legge, tenuta a prestare aiuto a quanti, a causa della gravità della loro patologia, trovano difficoltà a svolgere gli atti della vita quotidiana oppure ad inserirsi nel mondo del lavoro.
È la stessa Costituzione ad imporre allo Stato di aiutare tutti coloro che, per via della loro inabilità, senza un adeguato intervento non possono godere delle stesse opportunità di tutti gli altri. Tra gli strumenti principali di protezione dei soggetti svantaggiati v’è l’invalidità civile: si tratta di un istituto giuridico previsto dalla legge al fine di accordare a individui in possesso di determinati requisiti alcuni speciali benefici, non solo di tipo economico. Per godere di tali agevolazioni è necessario che il richiedente sia inabile a causa di una patologia; tra queste rientra l’artrosi.
Ciononostante, ottenere l’invalidità non è sempre facile: la commissione medica chiamata a valutare la malattia dovrà determinare la concreta incidenza di quest’ultima sulla capacità lavorativa del richiedente oppure sulla sua possibilità di vivere dignitosamente. Se sei interessato a conoscere qualcosa in più su questo argomento, continua a leggere questo articolo: scopriremo insieme
Indice
Invalidità civile: cos’è?
L’invalidità civile (così denominata per distinguerla da quella derivante da cause di servizio, di guerra o di lavoro) è la difficoltà a svolgere alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o dell’udito [1].
Perché l’invalidità civile
Secondo la legge italiana, è invalido civile chiunque sia affetto da patologie tali da:
- compromettergli la normale capacità lavorativa, se la persona sia in età da lavoro, cioè tra i diciotto e i sessantasette anni;
- renderlo incapace di svolgere le attività tipiche della sua età, qualora non rientrasse nella fascia di cui sopra (quindi se minore di diciotto o maggiore di sessantasette anni).
Invalidità civile: quali sono le agevolazioni?
I benefici che la legge prevede a favore di chi è dichiarato
L’assegno di invalidità spetta solo a chi sia dichiarato invalido con una percentuale compresa tra il 74 e il 99% e versi in uno stato di bisogno economico.
La pensione di inabilità, invece, spetta solamente a chi viene riconosciuta un’invalidità pari al 100%.
Per le percentuali più basse, invece, sono previste:
- prestazioni di carattere socio-assistenziale quali, ad esempio, prestazioni protesiche e ortopediche, per chi abbia un’invalidità pari o superiore al 34% (soglia minima):
- iscrizione al collocamento mirato per un’invalidità pari o superiore al 46%;
- congedo straordinario per cure (se previsto dalla contrattazione collettiva), nel caso in cui sia riconosciuta un’invalidità pari o superiore al 50%;
- esenzione parziale pagamento ticket per visite specialistiche, esami e diagnostica strumentale, quando l’invalidità è pari o superiore al 67%.
Inoltre, la persona invalida al 100% che sia anche
Artrosi: cos’è?
Come in parte anticipato, l’artrosi è una patologia degenerativa delle articolazioni molto diffusa soprattutto tra le donne e gli anziani.
In buona sostanza, si tratta di un processo d’usura della cartilagine che ricopre le estremità delle ossa nelle articolazioni: col tempo la cartilagine sparisce del tutto, provocando dolore a causa dell’attrito che si crea tra le ossa rimaste “nude”, cioè sprovviste della loro iniziale guaina.
Esistono diverse forme di artrosi, a seconda delle ossa colpite e della gravità: si va dall’artrosi polidistrettuale, che colpisce contemporaneamente più articolazioni, alla spondiloartrosi, che riguarda la colonna vertebrale; dalla coxoartrosi, che interessa l’articolazione che collega il femore al bacino, alla ben nota artrosi cervicale.
Artrosi: qual è la percentuale di invalidità?
L’artrosi, di per sé, non rientra tra le patologie previste dalla legge nelle apposite tabelle ministeriali [3] al fine del riconoscimento dell’invalidità civile: nell’elenco, tra le malattie reumatiche, troviamo l’artrite reumatoide, che dà luogo a un’invalidità dal 21 al 100%, lo stesso la sclerodermia, la spondilite anchilosante e le altre spondiloartriti, il lupus eritematoso e le vasculiti.
Ciò non significa, però, che l’invalidità debba essere negata a chi soffra di una grave forma di artrosi.
Chi è affetto da artrosi ha senz’altro diritto a godere dei benefici elencati nei paragrafi precedenti, purché la sua patologia sia riconosciuta dalla commissione medica chiamata ad accertarla.
Come ottenere l’invalidità per artrosi?
Da quanto abbiamo appena detto si evince che per ottenere l’invalidità per artrosi bisogna innanzitutto dimostrare che la patologia incida negativamente sul compimento degli atti della vita quotidiana (ad esempio, andare a fare la spesa, cucinarsi, vestirsi, ecc.) oppure sulla capacità lavorativa, nel caso in cui si sia in età da lavoro: in quest’ultima ipotesi, occorre che vi sia stata una
Nello specifico, colui che intende chiedere l’invalidità civile per artrosi deve innanzitutto recarsi dal proprio medico di famiglia per la compilazione online del certificato introduttivo affinché sia attestata la patologia invalidante.
Fatto ciò, occorre trasmettere telematicamente il certificato medico all’Inps, accedendo direttamente alla propria area personale mediante codice pin oppure tramite patronato o associazioni di categoria.
L’inps provvederà a fissare la visita medica di accertamento presso la Commissione Asl integrata da un medico Inps
Quindi, colui che è affetto da artrosi, se ritiene che questa malattia gli comporti una riduzione di almeno un terzo della propria capacità lavorativa o l’impossibilità di svolgere alcuni atti della vita quotidiana, deve seguire questi semplici passaggi:
- andare dal medico di famiglia e farsi rilasciare apposito certificato che attesti la presenza del artrosi e/o di più patologie presumibilmente invalidanti. Il certificato ha un costo che si aggira mediamente intorno ai sessanta euro;
- inoltrare il certificato medico, insieme alla domanda con la quale si chiede l’invalidità civile, all’Inps territorialmente competente. La domanda deve essere inviata telematicamente, accedendo alla propria area personale Inps tramite Spid, oppure affidandosi ad un patronato, il quale provvederà gratuitamente.
Inviata la domanda, l’
La commissione medica che esaminerà il richiedente dovrà valutare la gravità dell’artrosi e l’incidenza di quest’ultima sulla capacità lavorativa dell’invalido oppure sulla sua possibilità di compiere gli atti della vita quotidiana.
Colui che è affetto da artrosi potrà supportare la propria richiesta con la documentazione medica in suo possesso dalla quale si evince la gravità della patologia, le cure a cui si è sottoposto, gli eventuali interventi chirurgici patiti, il decorso della malattia.
Tutto ciò è molto importante affinché la
Insomma: più la documentazione è ricca, maggiori sono le probabilità di riuscire ad ottenere l’invalidità.
Fondamentale è anche che tale incartamento sia recente: sottoporre alla commissione visite mediche sostenute decenni prima non serve a nulla.
Invalidità artrosi: quando ricorrere in tribunale?
Abbiamo detto che per essere dichiarati invalidi per artrosi occorre inoltrare telematicamente apposita domanda all’Inps; l’ente provvederà a convocare il richiedente presso la propria sede per effettuare la visita medica.
Cosa accade se, a seguito di questa, l’invalidità non viene riconosciuta
La persona alla quale è stata negata l’invalidità per artrosi oppure a cui è stata concessa in misura non soddisfacente può fare ricorso in tribunale entro sei mesi dalla notifica dell’esito delle visita.
Il termine è indicato nella lettera che l’Inps invia direttamente al domicilio di colui che ha richiesto l’invalidità: la comunicazione contiene il verbale della visita sostenuta con il relativo esito.
Il ricorso va presentato al tribunale territorialmente competente e consiste nella richiesta della nomina di un consulente tecnico d’ufficio (un medico legale) che rivaluti le condizioni di salute del ricorrente
È necessaria l’assistenza di un avvocato.
Nel caso di ulteriore esito negativo, è ancora possibile impugnare la perizia sfavorevole e procedere con un ulteriore ricorso [5] nel quale bisogna contestare specificamente le risultanze della visita ed, eventualmente, chiedere al giudice la nomina di nuovo consulente tecnico.
Solo all’esito del processo il giudice stabilirà se il richiedente ha diritto o meno all’invalidità per artrosi.
Come ottenere l’invalidità per artrosi: in pratica
In sintesi. Per ottenere l’invalidità per artrosi bisogna innanzitutto passare la visita medica all’Inps.
Se la commissione valuta negativamente la richiesta, entro sei mesi è possibile fare ricorso in tribunale e chiedere un accertamento tecnico preventivo, cioè la nomina di un medico legale che valuti nuovamente le condizioni dell’aspirante invalido.
Se anche questa valutazione dovesse essere insoddisfacente, entro trenta giorni dalla comunicazione della perizia negativa è possibile proporre dissenso e, nei successivi trenta giorni, fare nuovo ricorso al tribunale, sollevando tutte le proprie eccezioni ed, eventualmente, chiedendo il rinnovo delle operazioni peritali.