Amministratore disonesto: quali rischi per l’appalto?

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Autore: Annamaria Zarrelli

22 dicembre 2017

Avvocato presso il Foro di Roma. Si occupa prevalentemente di Diritto Civile ed, in ambito Amministrativo, di azioni di risarcimento contro Enti Pubblici e ricorsi concernenti la P.A. Esperta, altresì, del settore afferente alla tutela degli Ordini Professionali.

Corte Europea: se l’impresa non segnala la condanna dell’amministratore può essere esclusa dalla gara d’appalto

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Non è raro che per le colpe di un singolo, a pagare siano tutti gli altri. Ciò accade anche a livello aziendale ed a maggior ragione se gli errori derivano dai vertici. Come noto, infatti, le imprese agiscono a mezzo dei loro amministratori. Di conseguenza, l’affidabilità e la serietà di un’azienda dipendono soprattutto dall’onesta e dalla diligenza di chi le amministra. Ora, se è vero che il “pesce puzza sempre dalla testa”, allora potrebbe essere inevitabile che in caso di amministratore disonesto a pagarne le conseguenze sarà l’intera azienda. Ciò è quanto risulta da una recentissima sentenza della Corte Europea

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[1], la quale ha ritenuto legittima l’esclusione di un’impresa di costruzioni da una gara d’appalto poiché non aveva tempestivamente dichiarato che, nel corso della procedura, il proprio ex amministratore delegato era stato condannato con sentenza definitiva per reati finanziari e fiscali, false fatturazioni e per associazione a delinquere.

Secondo la Corte Europea, dunque, nel caso in cui il l’amministratore di un’impresa risulti disonesto e si renda colpevole di atti delittuosi, l’azienda dovrebbe sempre dissociarsi da dette condotte, prendendo (anche pubblicamente) le distanze dal “colpevole”. Al contrario, le colpe di un singolo potrebbero ricadere sull’intera compagine aziendale, danneggiandola notevolmente. L’impresa, quindi, deve sempre dissociarsi dall’amministratore condannato.

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L’impresa deve dissociarsi dall’amministratore condannato: che vuol dire?

Nel caso in cui l’amministratore di un’azienda sia stato disonesto e per questo abbia subito delle indagini, un processo e/o eventuali condanne, l’azienda non potrà fare finta di nulla. Se non vuole subire conseguenze negative derivanti dalla condotta di un singolo, l’impresa dovrà sempre dissociarsi da tali condotte. Ma che significa e come può l’azienda “prendere le distanze” dall’amministratore condannato?

Vi sono diversi elementi che esprimono dissociazione da parte dell’azienda nei confronti di un amministratore colpevole di atti delittuosi, quali:

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Se l’azienda non pone in essere nessuna di dette condotte potrebbe subire spiacevoli conseguenze, tra le quali l’esclusione da un appalto pubblico.

Fuori dalla gara l’impresa che non si dissocia dall’amministratore condannato

Cosa succede se l’azienda, consapevole delle condotte delittuose di un amministratore, non si dissocia dalle stesse? Quali sono, in tali ipotesi, le conseguenze ai danni dell’azienda?

Come anticipato, le conseguenze non sono di banale rilievo, soprattutto se si considera che, se non si dissocia dalle

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condotte delittuose di un suo (anche ex) componente, l’impresa potrà essere esclusa da un appalto pubblico.

È quanto stabilito con la sentenza in commento dalla Corte Europea ai danni di un’impresa di costruzioni di Bolzano. Il motivo? Non aver tempestivamente dichiarato che il proprio ex amministratore delegato era stato condannato per reati fiscali e finanziari e per associazione a delinquere, violando così il dovere di leale collaborazione con la stazione appaltante.

Così facendo, secondo la Corte Europea, l’impresa ha perso di credibilità, tanto da poter essere legittimamente esclusa da una gara d’appalto.

La questione, sorta nel 2013, è stata appena decisa dalla Corte Europea

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, la cui sentenza non lascia spazio a “speranze” per le aziende che non si dissocino immediatamente dalle “colpe” dei propri amministratori. Dette aziende, infatti, potranno legittimamente essere escluse da una gara d’appalto. L’unico rimedio per le imprese che hanno visto, nella propria compagine, la presenza di amministratori colpevoli e condannati per atti delittuosi è, dunque, dissociarsi dalle condotte poste in essere dagli stessi. Solo “prendendo le distanze” da chi ha subito una condanna, l’azienda potrà riacquisire la credibilità necessaria al fine di poter partecipare ad una gara di pubblico appalto. Dette conclusioni, d’altronde, sono conformi a obiettivi d’interesse generale, essendo volte a garantire l’affidabilità, la diligenza, l’onestà professionale e la serietà dell’impresa che aspira a concludere un contratto con lo Stato o con un ente pubblico.

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