Reati tributari: quali sono?

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Autore: Redazione

02 agosto 2018

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Quando l’evasione fiscale è penale e costituisce reato: le soglie di punibilità.

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L’evasione fiscale non è sempre reato. Lo diventa solo nel momento in cui il contribuente supera determinate soglie di imposta non versata. Chi rimane nell’ambito di questo tetto commette un semplice illecito amministrativo; oltre questo, invece, scatta il penale. Le soglie sono diverse a seconda del tipo di comportamento in contestazione e della sua gravità. Ad esempio, l’omessa dichiarazione viene considerata più grave dell’irregolarità e della mancata indicazione di un reddito percepito. Per stabilire dunque quali sono i reati tributari bisogna conoscere le cosiddette “soglie di punibilità”, quelle cioè superate le quali si va incontro a una incriminazione.

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In questo articolo indicheremo quando l’evasione fiscale è penale, ossia al superamento di quali limiti si configura un reato tributari.

Definizioni

Prima di stabilire quali sono i reati tributari dobbiamo fare una sintesi di quelle che sono le definizioni più comuni che si rivengono all’interno del diritto tributario.

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Fatture o altri documenti per operazioni inesistenti

Le fatture o gli altri documenti aventi rilievo probatorio analogo in base alle norme tributarie, emessi a fronte di operazioni non realmente effettuate in tutto o in parte o che indicano i corrispettivi o l’imposta sul valore aggiunto in misura superiore a quella reale, ovvero che riferiscono l’operazione a soggetti diversi da quelli effettivi.

Elementi attivi o passivi

Le componenti, espresse in cifra, che concorrono, in senso positivo o negativo, alla determinazione del reddito o delle basi imponibili rilevanti ai fini dell’applicazione delle imposte sui redditi o dell’IVA e le componenti che incidono sulla determinazione dell’imposta dovuta.

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Fine di evadere le imposte o fine di consentire a terzi l’evasione

Comprendono anche il fine di conseguire un indebito rimborso o il riconoscimento di un inesistente credito d’imposta, per sè o per altri (compresi le società o gli enti di cui si è amministratore, liquidatore o rappresentante).

Imposta evasa

La differenza tra l’imposta effettivamente dovuta e quella indicata nella dichiarazione, ovvero l’intera imposta dovuta nel caso di omessa dichiarazione, al netto delle somme versate dal contribuente o da terzi a titolo di acconto, di ritenuta o comunque in pagamento di detta imposta prima della presentazione della dichiarazione o della scadenza del relativo termine; non si considera imposta evasa quella teorica e non effettivamente dovuta collegata a una rettifica in diminuzione di perdite dell’esercizio o di perdite pregresse spettanti e utilizzabili.

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Soglie di punibilità

Si calcolano tenendo conto anche dell’ammontare dell’indebito rimborso richiesto o dell’inesistente credito di imposta esposto nella dichiarazione.

Mezzi fraudolenti

Le condotte artificiose attive nonché quelle omissive realizzate in violazione di uno specifico obbligo giuridico, che determinano una falsa rappresentazione della realtà.

Quali sono i reati tributari?

Fatte le dovute precisazioni vediamo ora quali sono i reati tributari. Tutte le condotte che non rientrano nei seguenti parametri sono punite solo a livello fiscale ossia con sanzioni amministrative: si tratta cioè di sanzioni pecuniarie che non hanno ripercussioni sul casellario giudiziario. Tutt’al più, in caso di inadempimento al pagamento degli importi, scatterà la cartella di pagamento e il pignoramento.

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Dichiarazione fraudolenta mediante fatture false

sanzione: da 1 anno e 6 mesi a 6 anni

soglia di punibilità: non sono previste sogli di punibilità. Per cui il reato scatta anche per pochi euro.

Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici

sanzione: da 1 anno e 6 mesi a 6 anni

soglia di punibilità: >30.000 euro (imposta evasa) + >5% o comunque >1.500.000 euro (ammontare complessivo elementi attivi sottratti all’imposizione)

oppure

>5% o comunque >30.000 euro (ammontare complessivo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell’imposta)

Dichiarazione infedele

sanzione: da 1 a 3 anni

soglia di punibilità: >150.000 euro (imposta evasa) + >10% o comunque >3.000.000 (ammontare complessivo elementi attivi sottratti all’imposizione)

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Omessa dichiarazione

sanzione: da 1 e 6 mesi a 4 anni

soglia di punibilità: >50.000 euro (imposta evasa)

Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti

sanzione: da 1 anno e 6 mesi a 6 anni

soglia di punibilità: nessuna

Occultamento o distruzione di documenti contabili

sanzione: da 1 anno e 6 mesi a 6 anni

soglia di punibilità: nessuna

Omesso versamento di ritenute certificate

sanzione: da 6 mesi a 2 anni

soglia di punibilità: >150.000 euro (ammontare ritenute per ciascun periodo di imposta)

Omesso versamento IVA

sanzione: da 6 mesi a 2 anni

soglia di punibilità: >250.000 euro (ammontare IVA per ciascun periodo di imposta)

Indebita compensazione

sanzione: da 6 mesi a 2 anni (crediti non spettanti)

oppure

da 1 anno e 6 mesi a 6 anni (crediti inesistenti)

soglia di punibilità: >50.000 euro (importo annuo)

Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte

sanzione: da 6 mesi a 4 anni

oppure

da 1 anno a 6 anni (ammontare complessivo > 200.000 euro)

soglia di punibilità: > 50.000 euro (imposta + interessi + sanzioni).

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