Inserire qualcuno in un gruppo WhatsApp senza consenso è legale?

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Autore: Redazione

16 settembre 2018

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Se una persona mi inserisce in un gruppo WhatsApp senza avermi chiesto prima il consenso che posso fare? Posso denunciarlo?

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Tra i temi più cari al nostro millennio c’è quello della privacy. E siccome il telefono è lo strumento a cui affidiamo buona parte delle nostre vite e della nostra storia, lo vorremmo anche immune da interferenze esterne. Le stesse telefonate moleste sono diventate un incubo per molti, tant’è che le stesse case produttrici di smartphone hanno inserito la funzione di “blocco chiamata” nei confronti di specifici contatti. Ma non ci sono solo gli squilli: anche gli avvisi dei messaggi delle chat mettono a rischio la nostra serenità. Nati per mettere in contatto più persone, i

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gruppi di WhatsApp hanno finito in molti casi per ossessionarle. Ti sarà capitato di essere stato inserito in una chat di ex compagni di scuola senza volerlo; o in quella dei colleghi di lavoro o di amici che si allenano nella stessa palestra. Come ti sei sentito quando, uno di loro, ha preso il tuo numero nella sua rubrica del cellulare e, senza prima dirti nulla, lo ha aggiunto al gruppo? Cancellarsi subito è avvertito come un gesto di maleducazione e di sdegno, ma anche il silenzio non è da meno. Le continue notifiche di messaggi – sia pure silenziose – possono essere peraltro fastidiose: video e immagini scaricano la memoria del nostro cellulare o ci impongono, nella migliore delle ipotesi, di cancellare periodicamente la cronologia. È giusto allora chiedersi se
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inserire qualcuno in un gruppo WhatsApp senza consenso è legale. La risposta che sto per darti potrebbe lasciarti a bocca aperta. Facciamo il punto della situazione e scopriamo innanzitutto se il numero di cellulare è un dato protetto da privacy.

Il numero di cellulare è coperto da privacy?

Spesso ciò che è possibile per la tecnologia non lo è per il diritto. Ma se la scienza informatica è alla portata di tutti, quella giuridica invece richiede specifiche conoscenze. Ecco perché, molto spesso, nell’ignoranza, la gente si affida alla prima ritenendo consentito anche per la legge ciò che i software permettono di fare. Non è così. L’esempio più calzante è la condivisione sul web di opere protette dal diritto d’autore. Ma anche nel campo della privacy c’è tanto da pescare. La pubblicazione sul profilo Facebook di una nostra foto con un amico non è lecita se quest’ultimo non ci ha dato prima il consenso. E così la diffusione di un numero di telefono.

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Il numero di telefono è attualmente considerato un dato personale. Come tutti i dati personali è quindi protetto da privacy. Anche se a dirlo in modo esplicito e chiaro non è una legge, è stata la Cassazione a sanare l’apparente lacuna. Secondo la Corte, il titolare di un numero di cellulare, così come di una rete fissa, ha tutto il diritto a non divulgare la propria utenza [1]. Così chi rivela ai quattro venti il numero di cellulare di un altro commette reato di illecito trattamento dei dati altrui [2]. Un caso ormai noto ha visto condannato un tale che aveva rivelato il numero di telefonino altrui su internet e che pertanto è stato condannato penalmente.

Non rileva il fatto che chi abbia divulgato il numero altrui ne sia venuto a conoscenza lecitamente, ossia con il consenso del diretto interessato, o meno. Ciò che conta, ai fini dell’applicazione della sanzione, è la

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diffusione del numero di cellulare non autorizzata.

Inserire una persona in una chat è reato?

Veniamo ora alla chat cui è equiparato il gruppo WhatsApp. Bisognerebbe pensarci due volte prima di agire. Quando infatti all’interno del gruppo ci sono persone sconosciute, che non si conoscono tra loro o che, comunque, non dispongono dell’altrui numero di cellulare, l’inserimento non autorizzato nella chat può essere una violazione della privacy e quindi un illecito trattamento di dati altrui. Chi ha un numero di telefono di un’altra persona sulla propria rubrica telefonica per scopi personali può lecitamente conservarlo a patto però che non lo comunichi in pubblico, ciò che invece succede nel momento in cui si inserisce quel numero in un gruppo WhatsApp. È infatti facile risalire poi all’utenza telefonica di ciascun membro del gruppo con un semplice click o dall’anteprima. Ed allora sarebbe buona norma – di prudenza e di educazione – chiedere prima il consenso all’interessato. Consenso che non dovrà necessariamente essere scritto (sebbene il messaggino con l’ok o il pollice alzato potrà sempre costituire una prova in futuro).

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Forse ciò che abbiamo detto ti sarà sembrato assurdo o eccessivamente formale. Ma immagina, in occasione di alcune consultazioni elettorali, di venire inserito in un gruppo WhatsApp da un politico che ha ricevuto il tuo numero di telefono da un amico o magari perché se lo trova registrato sul cellulare tra le ultime chiamate in entrata. Il candidato inizia a inviare a tutti i contatti spot di propaganda, immagini e inviti: potrebbe farlo? Certamente no, salvo aver prima ricevuto il consenso. Magari non hai alcun interesse a far sapere agli altri le tue idee politiche o non vuoi essere associato a determinati personaggi; oppure semplicemente non vuoi seccature. E lo stesso dicasi per un Comune che, raccolti i dati dei cittadini, crei un gruppo WhatsApp in cui vengono diffuse le iniziative sociali: in questo modo tutta la città conosce il tuo numero di cellulare che invece tu volevi lasciare segreto. Anche in questo caso l’illecito è conclamato ed evidente. Ecco perché inserire qualcuno in un gruppo WhatsApp senza il suo consenso è illegale.

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