Donazione casa: quali tasse si pagano?

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Autore: Carlos Arija Garcia

23 ottobre 2018

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

Lo Stato incassa sempre delle imposte o ci sono dei casi in cui si possono evitare? Quando è possibile farla senza andare dal notaio.

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Arriva un certo punto in cui, per scelta o per necessità, si decide di donare la casa al figlio. Forse perché, nella morsa del precariato, non si può permettere di acquistare un appartamento e l’affitto pesa come un macigno sul suo bilancio familiare. O forse perché ti sei trasferito altrove e, anziché vendere l’immobile di famiglia ad uno sconosciuto, preferisci lasciarlo a lui. Sicuramente ci hai già pensato ma avrai paura del Fisco. Ti sarai chiesto, insomma, per la donazione di una casa quante tasse si pagano. Non hai tutti i torti: oltre a tuo figlio, il beneficiario sarà probabilmente lo Stato. Entrambi saranno contenti del tuo gesto. Uno, perché finalmente avrà una casa di proprietà. L’altro perché incasserà un po’ di soldi. Sì, ma quanti? E li incasserà sempre e comunque?

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I beni immobili, infatti, sono solo uno tra i tanti oggetto di imposta quando si vuole fare una donazione. Lo sono anche i beni mobili di ogni tipo, le azioni o le quote di partecipazioni in società italiane, le obbligazioni, ecc. Alla donazione di una tassa si applicano non una ma ben tre tipi di tasse il cui importo, però, varia a seconda del grado di parentela del donatario (cioè di colui che riceve l’immobile) rispetto al donante e da eventuali agevolazioni per la prima casa.

Tuttavia, c’è anche il modo per regalare un bene senza pagare né il notaio né le tasse. Ed è quello che vedremo più avanti. Cominciamo adesso a vedere quali tasse si pagano per la donazione di una casa

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, quali sono le discipline fiscali e civilistiche che interessano questa operazione e come si fa nella pratica.

Donazione casa: quali tipi di tasse?

Come abbiamo appena accennato, per la donazione di una casa sono previste tre tipi di tasse, ovvero:

Bisogna precisare, però, che ci sono dei casi in cui non sei tenuto a pagare alcune di queste tasse. Esistono, infatti, delle

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franchigie al di sotto delle quali non c’è l’obbligo di versare l’imposta.

Ovviamente bisogna aggiungere il costo del notaio, che dovrà redigere e registrare l’atto di donazione e verificare che ci siano le condizioni previste dalla legge per portare a termine l’operazione.

L’imposta sulle donazioni

Una delle tasse da pagare per la donazione della casa è l’imposta sulle donazioni che sostituisce l’imposta di registro. Sono previste delle aliquote a seconda del grado di parentela tra il donante ed il donatario. In particolare:

La tassa è

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a carico del destinatario della donazione.

Quindi, e per fare un esempio: se la casa vale 1.200.000 euro, si pagherà:

Se, invece, la casa costa 400.000 euro:

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L’imposta catastale e l’imposta ipotecaria

All’imposta sulle donazioni si aggiungono altre due tasse:

Tuttavia, se si tratta della donazione di una

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prima casa, queste due imposte hanno un costo forfettario di 200 euro per ogni tassa. Ovviamente si parla di prima casa per il destinatario della donazione e non per il donante. Pertanto, i requisiti per essere beneficiario della donazione di una casa ed usufruire dell’agevolazione sull’imposta catastale e su quella ipotecaria sono:

Donazione: la base imponibile

Fino a qui abbiamo parlato di aliquote e di percentuali per

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pagare le tasse sulla donazione di una casa, ma è importante capire a quale importo vanno applicate. In sostanza, come si calcola la base imponibile, ovvero il valore catastale dell’immobile e non quello di mercato. Infatti, tu potresti avere una casa con un valore catastale di 250.000 euro ma venderla – se Dio e la fortuna ti assistono – a 300.000 euro. Le aliquote vanno applicate sul primo valore e non sul secondo.

La base imponibile si calcola rivalutando la rendita catastale del 5% e moltiplicando il risultato per un coefficiente che cambia a seconda della categoria dell’immobile, ossia:

Donazione: a che serve il notaio?

Il ruolo del

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notaio nella donazione della casa è fondamentale perché l’operazione deve essere fatta mediante un atto pubblico davanti a questo professionista e alla presenza di due testimoni. Il notaio provvede entro 30 giorni alla registrazione dell’atto per via telematica, il che comporta il versamento di un’imposta di 200 euro. A meno che il valore della casa sia inferiore alla franchigia (nei casi in cui è prevista): in questo caso l’imposta di registro non è dovuta [1].

Ad ogni modo, la donazione deve per forza essere fatta davanti ad un notaio per essere valida [2].

Donazione di una casa non di proprietà: come si fa?

Poniamo ora il caso che tu voglia donare al figlio una casa che ancora non ti appartiene ma che intendi, comunque, acquistare. In questo caso, puoi fare una

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donazione indiretta in uno di questi due modi:

Donazione: come evitare il costo del notaio

Grazie alla donazione indiretta, dunque, puoi evitare il costo del notaio

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(non è richiesto, infatti, l’atto pubblico notarile) e le tasse sulla donazione. L’imposta va pagata solo in caso di:

Nel primo caso, cioè quello relativo all’accertamento dell’Agenzia delle Entrate, la liberalità è tassabile quando ci sono contemporaneamente queste due condizioni:

L’Agenzia delle Entrate liquida l’imposta che viene calcolata all’8% e con delle franchigie ordinarie.

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Nel caso, invece, della registrazione volontaria richiesta dalle parti, l’imposta viene determinata in base alle aliquote e alle franchigie ordinarie, anche se resta il dubbio che si debbano applicare le aliquote del 3%, 5% e 7% già previste dalla legge [3].

È possibile, infine, evitare il costo del notaio per la donazione di una casa facendo dichiarare l’usucapione a favore del donatario. In pratica, tu e tuo figlio avviate una causa che, in base al vostro accordo, non avrà tempi lunghi e nella quale il giudice accerterà che la casa è stata posseduta dal donatario per oltre 20 anni. La sentenza avrà effetto retroattivo e sarà trascritta nei pubblici registri immobiliari. Potete anche risparmiare tempo e soldi rivolgendovi ad un organismo di mediazione per redigere un verbale in cui si attesta che il donatario ha usucapito la casa oggetto della donazione. Le firme, però, dovranno essere autenticate da un notaio. Il verbale verrà, infine, trascritto davanti al conservatore dei pubblici registri.

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