Boom del prezzo del gelato. Qual è il motivo?

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Autore: Lorenzo Mari

27 agosto 2017

Laureato con lode in Scienze Politiche, specializzato in relazioni internazionali dell'Unione Europea con un Master del College of Europe svolge dal 2009 la libera professione come consulente per enti pubblici e per aziende nel campo del Project Management e dello start-up, è esperto esterno per il Ministero del'Istruzione presso l'ANSAS - Agenzia Nazionale Lifelong Learning in qualità di membro della Commissione di valutazione dei progetti LLP e per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali presso l'ISFOL in qualità di valutatore ex-post dei rapporti finali dei progetti LLP Leonardo da Vinci e delle candidature Leonardo TOI. È inoltre consulente della provincia di Cosenza per la creazione del coordinamento provinciale degli Sportelli Unici Attività Produttive (SUAP) e di alcune delle II.PP.A.B. della Regione Siciliana in qualità di Project Manager per azioni di sviluppo territoriale e inclusione sociale. E' presidente della sezione regionale della Calabria dell'Unione Italiana Giovani Professionisti.

Salgono i prezzi dei gelati artigianali: sapere il perchè ci dà un’esempio di come l’Economia entri nel nostro quotidiano.

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Come un ciclone il prezzo di mercato del gelato artigianale salirà vorticosamente. La colpa del presunto rincaro è dovuto agli effetti del maltempo in Madagascar: i prezzi della vaniglia saranno decuplicati e molti produttori l’hanno rimossa dai loro menù. Secondo il Financial Times l’isola africana è il maggiore produttore al mondo di vaniglia e il ciclone Enawo ha messo in difficoltà le piantagioni, causando una carenza in uno dei gusti più popolari al mondo. Influenze negative dunque sul gelato, così come sul prezzo di numerosi altri prodotti che di questo ingrediente base fanno uso.

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Ciclone Enawo: danni ingenti anche per le nostre tasche

Le piantagioni, che sono state distrutte, hanno in ogni modo subito ingenti danni lo scorso marzo e la produzione ha dovuto fronteggiare un’improvvisa battuta d’arresto. Questa crisi – con le dovute proporzioni in termini di gravità (è evidente che gli effetti nel Paese sono molto più rilevanti sia da un punto di vista economico che sociale), ha fatto schizzare i prezzi della vaniglia fino a 600 dollari al chilogrammo quest’anno (il doppio della valutazione dell’argento, per dare un’idea). Un rialzo che molti produttori hanno scaricato sui consumatori e che ha anche spinto la catena di gelaterie londinese Oddono, ad esempio, a ritirare la vaniglia dal menù. É – evidentemente – la legge della domanda e dell’offerta: più un bene scarseggia più il suo prezzo inizia ad aumentare nel momento in cui esso diventa una merce rara.

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Naturalmente, oltre a intemperie e cicloni anche le speculazioni hanno contribuito a far raddoppiare, se non triplicare, il costo delle bacche di vaniglia. Inoltre furti e attacchi alle piantagioni rimaste sono praticamente all’ordine del giorno a quanto raccontato dai produttori locali che vedono questo settore come sempre più pericoloso. Tanto che anche il colosso Nestlé ha dichiarato che per arginare il costo invece di usare vaniglia pura cercherà di usare un mix diverso.

Vaniglia: influenze anche sull’industria cosmetica?

Il caso dell’industria cosmetica è invece differente. Il margine sul prodotto è difatti più alto e gli stock a lunga scadenza che il settore tipicamente possiede delle materie prime, ivi compresa la vaniglia, consentiranno di gestire l’impatto della crescita repentina dei prezzi, che comunque è un fenomeno che non è destinato a durare.

Ovviamente non tutto il male vien per nuocere: la scarsità del bene ha consentito agli abitanti del Madagascar di guadagnare più del solito e dunque di permettersi almeno per il momento di compensare almeno in parte i danni subiti.

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