Liste di collocamento: come funzionano?

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Autore: Carlos Arija Garcia

24 ottobre 2018

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

Come iscriversi al Centro per l’impiego, che cos’è il patto di servizio e quali sono gli obblighi di chi cerca un lavoro e prende la Naspi.

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Se sei appena rimasto senza lavoro e vuoi avere accesso alla Naspi oppure stai cercando per la prima volta un’occupazione devi, per forza, iscriversi al Centro per l’impiego. Ma come funzionano le liste di collocamento? Renderti disponibile a svolgere un’attività è garanzia di lavoro sicuro? Non è così semplice.

Intanto, bisogna dire che con la riforma del 1997 [1] le liste di collocamento così come le conoscevamo sono state abolite, insieme agli uffici di collocamento, per lasciare spazio ad un nuovo sistema di accesso al mondo del lavoro gestito dai

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centri per l’impiego. E uno potrebbe chiedersi: non è che sono la stessa cosa ed è stato cambiato soltanto il nome? Non proprio: l’attuale centro per l’impiego ha più competenze nell’ambito della ricerca di occupazione, dell’incontro tra domanda ed offerta e della formazione e riqualificazione del lavoratore o dell’aspirante tale.

Iscriversi ai centri per l’impiego non ti risolve immediatamente il problema della disoccupazione ma è, sicuramente, un modo per far sapere alle aziende che sei sul mercato. Molti datori, infatti, si rivolgono ai centri per l’impiego quando cercano una determinata figura da inserire nel proprio organico. Ecco perché è importante (oltre che obbligatorio) passare da quegli uffici e sottoscrivere la cosiddetta «Dichiarazione di immediata disponibilità», nota come Did.

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Solo così puoi ottenere formalmente lo stato di disoccupazione e, se sei stato costretto a lasciare la fabbrica, l’ufficio o il negozio in cui lavoravi contro la tua volontà, avere diritto all’indennità Naspi e, contemporaneamente, essere contattato per rimetterti in gioco.

Oltretutto, le normative in arrivo con la nuova Legge di Bilancio impongono l’iscrizione al Centro per l’impiego per poter usufruire non solo della Naspi ma anche del reddito di cittadinanza, se si hanno i requisiti per avere diritto a quest’agevolazione (se e quando arriverà).

Ecco allora come funziona il sistema di accesso al lavoro dopo la soppressione delle liste di collocamento.

Centri per l’impiego: che cosa sono

Per collocamento si intende la rete di strutture pubbliche creata sul territorio nazionale per favorire il reinserimento dei disoccupati o l’avvio al lavoro di chi non ha mai avuto un’occupazione attraverso un sistema che mette in contatto le aziende con chi sta cercando un impiego. Quest’attività era svolta in passato dai cosiddetti uffici di collocamento, sostituiti dai

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centri per l’impiego provinciali.

Oggi, a differenza di quello che succedeva ai tempi delle liste di collocamento, non viene rilasciato da queste strutture il libretto di lavoro, cioè quel documento in cui, fino al 2002, c’era scritta la storia lavorativa del cittadino. Tuttavia, il Centro per l’impiego registra una scheda professionale che contiene più dati rispetto al vecchio libretto ed in cui c’è ampio spazio per la parte formativa.

Il Centro per l’impiego non svolge soltanto una funzione amministrativa ma fa delle vere e proprie ricerche di personale, attività di consulenza e organizzazione di corsi formativi per ampliare le conoscenze e la preparazione di chi cerca un’occupazione.

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Liste di collocamento: quali esistono ancora

Come abbiamo detto, la riforma del ’97 ha abolito le liste di collocamento così com’erano concepite fino ad allora. Ciò nonostante, ce ne sono alcune rimaste ancora in vigore. Si tratta di:

Centri per l’impiego: come iscriversi

Dopo la riforma, e con l’abolizione degli uffici e delle liste di collocamento, per essere ufficialmente disoccupati ed avere diritto alle relative agevolazioni occorre iscriversi ai centri per l’impiego. Lo si può fare in due modi:

Dal mese di dicembre 2017 l’iscrizione al Centro per l’impiego deve essere effettuata esclusivamente

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online tramite i patronati o dal portale nazionale anpal.gov.it. L’iscrizione verrà perfezionata al Centro stesso.

La dichiarazione di immediata disponibilità può essere fatta:

Centro per l’impiego: quando contattarlo?

Per confermare il tuo stato di disoccupazione devi contattare il Centro per l’impiego entro 30 giorni dalla data in cui hai compilato e presentato la dichiarazione di immediata disponibilità all’attività lavorativa e alle iniziative di formazione e di orientamento. Servirà, oltre che a confermare, appunto, lo stato di disoccupazione, a creare il tuo profilo personale ed a stipulare un patto di servizio personalizzato. Che cosa significa?

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Il patto di servizio è una specie di accordo che prendi con il Centro per l’impiego attraverso il quale ti impegni a:

Ti starai chiedendo che cosa si intende per «congrua offerta di lavoro» e se questo può essere un elemento di valutazione soggettiva. La legge [2] fissa dei criteri per stabilire quando un’offerta si può definire congrua in base ad alcuni parametri come:

Inoltre, l’

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offerta di lavoro deve specificare:

Che succede se non rispetto il patto di servizio?

Nel momento in cui ti iscrivi al Centro per l’impiego e sottoscrivi il patto di servizio sei tenuto a rispettare certi obblighi, pena delle sanzioni che incideranno sulla tua indennità di disoccupazione.

Se il Centro per l’impiego ti fissa un appuntamento e non ti presenti senza un motivo giustificato, può succedere questo:

Se, invece, non ti presenti ad un’iniziativa di formazione (sempre senza un motivo giustificato), succede questo:

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Centro per l’impiego: come funziona la ricerca di lavoro

Dopo che ti sei iscritto al Centro per l’impiego, a quelle che una volta si chiamavano liste di collocamento, la tua candidatura ed il tuo curriculum rimangono registrati in una banca dati. Succede spesso che le aziende si rivolgono a queste strutture per cercare personale. Così, se il tuo curriculum risponde alle richieste di un datore di lavoro vieni contattato dal Centro per l’impiego, il quale ti presenta un’offerta di lavoro (congrua, come abbiamo visto).

Rifiutare un’offerta di lavoro congrua significa

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perdere lo stato di disoccupazione.

Centro per l’impiego e reddito di cittadinanza

L’iscrizione al Centro per l’impiego è obbligatoria anche per chi vuole percepire il reddito di cittadinanza voluto dal Governo Lega-M5S. Stando a ciò che è stato proposto dall’Esecutivo, chi aspira ad incassare quell’indennità mensile di 780 euro, oltre ad avere un reddito molto basso dovrà anche dimostrare di voler uscire dalla situazione di povertà cercandosi un lavoro, partecipando alle iniziative di formazione dei centri per l’impiego e lavorando gratuitamente 8 ore alla settimana per il suo Comune di residenza.

Chi rifiuterà tre offerte di lavoro proposte dal Centro per l’impiego perderà il diritto al reddito di cittadinanza.

Quindi, e nello specifico, il soggetto è tenuto a:

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