Metodi di pagamento: la guida completa
Dal denaro contante alle varie carte di credito o di debito. Dal bonifico agli assegni. Cambiale, Ri.ba, Mav, Rav, F 24 e credito documentario. Tutto ciò che c’è da sapere
L’Italia, si sa, è il paese dei contanti. Ed infatti, nonostante le varie limitazioni, il metodo di pagamento sicuramente più diffuso è proprio il denaro contante. Esistono, però, moltissimi metodi di pagamento. Analizziamoli uno ad uno.
Indice
Denaro contante
Con riferimento al denaro contante, la legge
- con moneta avente corso legale nello Stato al tempo del pagamento: quindi, per esempio, può essere legittimamente rifiutato in Italia un pagamento effettuato in dollari.
- per il suo valore nominale: il principio nominalistico comporta che il pagamento dev’essere eseguito con la stessa quantità di denaro prevista nel momento in cui l’obbligazione è sorta. Ad esempio, se il 1° gennaio 2010 Tizio ha comprato un bene e si è obbligato a pagare 1000 in data 31 dicembre 2017, dovrà – in quella data – adempiere pagando esattamente 1000 [2].
Inoltre, se la somma dovuta era determinata in una moneta che non ha più corso legale al tempo del pagamento (il classico esempio è: lira contro euro), questo deve farsi in moneta legale ragguagliata per valore alla prima.
Pagare cash, però, non è sempre possibile. Ed infatti, il trasferimento di denaro contante, effettuato a qualsiasi titolo, è vietato per un importo pari o superiore a 3mila euro [3]. Attenzione: il divieto vale anche in caso di trasferimento di denaro effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia di 3mila euro, ma che appaiono artificiosamente frazionati proprio al fine di eludere il divieto. Al di sopra dei 3mila euro, quindi, non si potrà più mettere mani al portafoglio dei contanti. Il divieto del trasferimento di denaro contante ha certamente il fine di combattere l’evasione fiscale (i pagamenti in nero, per intenderci) incentivando i mezzi di pagamento tracciabili
Carta di credito
Chi è titolare di una carta di credito può acquistare beni e servizi sia presso gli esercizi commerciali convenzionati (ad esempio negozi e supermercati) sia on-line. Ogni carta ha un limite di utilizzo (c.d. massimale) che è quello stabilito dalla banca al momento dell’emissione (di solito è previsto sia un massimale mensile che un massimale giornaliero). Limite che potrà essere modificato su richiesta del cliente, previa approvazione della banca.
Attenzione: per poter chiedere e ottenere la carta di credito, l’utente dovrà già essere titolare di un conto corrente presso la banca in cui effettua la richiesta.
Quando si preleva da una carta di credito, l’addebito della somma sul conto corrente avviene, generalmente, il mese successivo a quello in cui l’operazione di pagamento è stata effettuata.
Carta di debito o carta prepagata
La carta di debito (detta anche carta prepagata) è una carta di pagamento il cui titolare deve versare in anticipo (ad esempio attraverso il deposito di denaro contante) l’importo che utilizzerà successivamente.
Per ottenerla non è necessario possedere un conto corrente. Le carte prepagate, infatti, differiscono dalle carte bancomat e dalle carte di credito proprio per il fatto che non sono collegate ad un conto corrente e addebitano il pagamento immediatamente. Gli esempi più comuni di carte di debito sono la
La carta può essere ricaricata (delle somme necessarie) presso strutture convenzionate con l’emittente. Il limite di utilizzo coincide con l’importo massimo caricabile sulla carta, che è diverso a seconda del tipo di carta prepagata.
Bancomat o carta di debito
Per ottenere
Il c.d. bonifico
Chi vuole pagare tramite
L’ordinante (chi, cioè, effettua il pagamento) di solito è titolare di un conto corrente presso la banca in cui dispone il bonifico. La titolarità del conto, tuttavia, non è obbligatoria: chi vuole effettuare un bonifico potrà anche recarsi presso uno sportello bancario e presentare direttamente la somma di denaro che intende “bonificare”. Il bonifico, infatti, può essere fatto allo sportello bancario o telematicamente usufruendo dei servizi di home banking.
Assegni
Esistono diverse tipologie di assegni, quali:
- assegno bancario;
- assegno circolare;
- assegno postale.
Esaminiamole.
Assegno bancario
L’assegno bancario è un titolo di credito. Chi intende utilizzare detta tipologia di pagamento (ovverosia il c.d. traente) deve ordinare alla propria banca (c.d. trattaria) di pagare una determinata somma di denaro nei confronti di un determinato soggetto (il c.d. prenditore). Esso, inoltre, è pagabile a vista (che vuol dire che la banca lo pagherà all’atto della presentazione). Come accennato, l’assegno bancario deve essere “destinato” ad una persona determinata. Tuttavia, se inferiore a mille euro, può essere anche al portatore e trasferibile, cioè circolare tra vari prenditori.
Assegno circolare
L’assegno circolare è un titolo di credito emesso da una banca per
Per l’emissione di un valido assegno circolare, la legge richiede espressamente e a pena di nullità il rispetto di una serie di indicazioni. In particolare è fondamentale che l’assegno riporti i seguenti dati:
- la denominazione di assegno circolare;
- la promessa/garanzia dell’ente di pagare la somma riportata sul titolo al momento dell’incasso dell’assegno da parte del beneficiario;
- il nome/ragione sociale del beneficiario;
- la data e il luogo di emissione;
- la firma dell’ente che emette l’assegno circolare.
Per maggiori approfondimenti leggi anche: Assegno circolare: dove e come?
Assegno postale
Un assegno postale è un titolo di credito con le stesse caratteristiche di un assegno bancario.
L’assegno postale può essere di due tipologie:
- assegno postale ordinario, che è come un assegno bancario ordinario: non c’è, quindi, la certezza che sia coperto;
- assegno postale vidimato: assicura maggiori garanzie, corrispondendo infatti alla figura dell’assegno bancario circolare. Esso, però, ha una validità limitata a soli due mesi dalla data di emissione (contrariamente dai classici assegni) e può essere incassato su qualsiasi altri conti bancari o postali (a differenza dell’assegno postale ordinario, che può essere tratto solo su un conto corrente postale).
Cambiale
Si tratta di un
La ricevuta bancaria (c.d. Ri.ba.)
Con la ricevuta bacaria (c.d. Ri.ba) il creditore comunica, anche on line, alla banca i dati relativi ai suoi crediti tramite il
Si tratta di un metodo di pagamento che consente al creditore di incassare anche più crediti, di importo rilevante. La ricevuta bancaria, però, non è un titolo di credito: in caso di inadempimento, dunque, non costituisce un titolo esecutivo.
Mav e Rav
Il Mav (pagamento mediante avviso) è utilizzato per il pagamento di somme frazionate a favore di enti pubblici, condomini, società finanziarie che gestiscono crediti al consumo. Si tratta, in sostanza, di un bollettino prestampato, con un codice identificativo, emesso – per un importo predeterminato – con il seguente procedimento:
- il creditore comunica alla propria banca la lista dei suoi crediti;
- la banca invia gli avvisi di pagamento e i relativi bollettini ai debitori, invitandoli a pagare entro una certa data;
- i debitori pagano presso gli sportelli bancari, i concessionari autorizzati (ad esempio le tabaccherie), oppure on line.
Il pagamento del Mav è gratuito sia allo sportello bancario sia tramite altri canali, anche telematici, messi a disposizione dalle banche. Tuttavia, se eseguito presso Poste italiane comporta il pagamento di una commissione.
Il Rav (ruoli mediante avviso) è un bollettino utilizzato dai concessionari incaricati alla riscossione di somme iscritte a ruolo, come ad esempio tasse sulle concessioni governative, sulla nettezza urbana,
Modello F 24
Come noto, il modello F24 consente di pagare la maggioranza di imposte, tasse e contributi previdenziali. Per tutti gli approfondimenti si può consultare il sito www.agenziaentrate.gov.it nella sezione Cosa devi fare → Versare → F24 → Scheda Informativa → Come effettuare i versamenti.
Credito documentario
Il c.d. credito documentario è un metodo di pagamento molto diffuso nella prassi degli scambi e dei contratti internazionali. Si tratta dell’impegno scritto di una banca (emittente) emesso per ordine di un compratore (ordinante) a favore di un venditore (beneficiario) a pagare (a vista o in maniera differita) a seguito del ritiro di determinati documenti.
Il pagamento si articola nelle seguenti fasi:
- l’ordinante (acquirente o importatore di un bene o di un servizio) presenta alla sua banca la domanda di apertura di un credito documentario;
- la banca emittente (banca dell’ordinante), apre il credito documentario e assume l’impegno di effettuare il pagamento in favore del venditore beneficiario;
- la banca avvisante (banca del venditore o esportatore) conferma al suo cliente l’apertura del credito documentario e riceve dal venditore i documenti (ad esempio i documenti di imbarco o spedizione della merce, i documenti assicurativi, le fatture commerciali, i certificati d’origine, i certificati di peso o di qualità) per la verifica e la trasmissione alla banca emittente;
- il beneficiario (venditore o esportatore), responsabile della fornitura della merce o del servizio e della presentazione dei documenti relativi al credito documentario, se tutto è regolare, riceve il pagamento.