Le 10 regole che devi sapere se stai per aprire un’attività in Italia
Autorizzazioni, bolli, tasse, visti, permessi: il mondo della burocrazia italiana preso in giro da questo sarcastico e divertente scritto.
Ecco le dieci regole che devi sapere se, in Italia, ti accingi a iniziare un’attività. Sia essa commerciale, no profit o culturale, stai per scoprire che:
1. per ogni legge che ti consente di fare qualcosa c’è una circolare che non ti consente di farla;
2. c’è un genio civile, che poi tanto “genio” non è;
3. hai bisogno di un attestato, che è un foglio di carta semplice A4 che però ti costa almeno 150 euro;
4. per la tua attività, è stato istituito un registro pubblico, presso un ufficio pubblico, in una piazza pubblica, pieno di pubblici impiegati, ma nessuno dei quali risponde mai al telefono;
5. dovrai pagare dei contributi a qualcuno, ma che questo qualcuno non contribuirà dopo ad aiutarti;
6. se al Comune ti dicono una cosa, all’Inps di certo ti diranno la cosa opposta;
7. se chiedi chiarimenti, il burocrate non ti sa spiegare perché è così, ma è così;
8. prima ancora di iniziare a produrre reddito devi pagare le tasse (“ma le tasse non si pagavano sulla ricchezza?” …Zitto e paga!) e che, comunque, i primi due anni che produrrai, certamente lo farai in perdita;
9. hai tanti amici che si dicono disponibili ad aiutarti, ma che poi il numero di amici che hai non è così elevato come credevi e che comunque c’è sempre qualcuno che ti sta criticando mentre è comodamente seduto sul divano;
10. alla fine, di sicuro, ti chiederai “Chi me l’ha fatta fare!”.