Come curarsi con le piante

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Autore: Redazione

18 dicembre 2018

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Tante persone oggi si curano con la fitoterapia: vediamo quali sono i vegetali più utilizzati e quando è possibile sostituirli ai normali medicinali.

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Tutti abbiamo a casa il cassetto dei medicinali. Che si tratti di un semplice raffreddore, di un mal di gola o di febbre, subito corriamo a rimpinzarci di pillole e sciroppi. Molti di questi farmaci, tuttavia, sono creati con agenti chimici che possono scatenare diverse controindicazioni nel nostro organismo. È per questo motivo che sempre più persone hanno finalmente capito che l’abuso di farmaci può creare anche danni seri, quindi per i piccoli malanni di stagione (ma non solo) stanno riscoprendo cure alternative, come quelle derivanti da piante ed erbe. Se anche voi volete diminuire il consumo di farmaci e vi interessa quindi sapere

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come curarsi con le piante, in queste righe potremo fornirvi molte informazioni interessanti sull’argomento.

Cosa si intende per fitoterapia?

La cura con piante ed erbe viene spesso definita rimedio fitoterapico. Tale definizione deriva dalla parola fitoterapia, la cui etimologia greca “phiton” (pianta) e “therpeia” (cura) chiarisce immediatamente il significato del termine. L’obiettivo della fitoterapia è quello di utilizzare piante, essenze ed erbe per curare diverse patologie che possono affliggere l’uomo.

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Spesso la fitoterapia viene confusa con l’erboristeria, ma si tratta di una sovrapposizione tra due discipline che hanno alla base l’utilizzo di prodotti vegetali, quindi è anche comprensibile riferirsi all’una piuttosto che all’altra. Anche se, come vedremo, la fitoterapia ha avuto origini antichissime, solo recentemente è stata riconosciuta dalla medicina ufficiale. In alcuni paesi dell’Unione Europea vi sono degli specifici corsi di studi in fitoterapia all’interno delle università pubbliche.

Quando nasce la fitoterapia?

La nascita della fitoterapia come consapevolezza che con piante ed erbe era possibile curare alcune patologie non è facilmente riscontrabile, ma i primi usi consapevoli forse risalgono ai Greci e ai Romani. In realtà, però, probabilmente l’uomo sin dalla sua comparsa sulla terra aveva capito che le piante potevano essere utili per migliorare le proprie condizioni di salute.

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Esistono infatti diversi disegni su roccia, risalenti alle epoche preistoriche, che mostrano l’interesse dell’uomo nei confronti delle piante. La cura con le piante non era diffusa solo nelle società occidentali dell’antichità, ma anche nelle popolazioni orientali come quelle indiane, cinesi e giapponesi.

La fitoterapia ha visto espandersi lungo tutta la storia fino a conoscere un periodo di declino a partire dalla fine del XIX secolo, quando cioè vi fu l’avvento della medicina scientifica e la scoperta dei primi medicinali. Da quel momento la fitoterapia fu considerata un rimedio per salutisti dall’efficacia tutt’altro che scontata.

Per rivedere interesse nei confronti della cura con le piante bisognerà attendere la fine degli anni Settanta: in una società ormai corrosa dal progresso tecnologico e da uno

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sviluppo industriale incurante dell’ambiente, tantissime persone hanno avuto un profondo desiderio di ritorno alla natura ed hanno iniziato a seguire le cure con le erbe.

All’inizio sembrava essere una moda passeggera, poi con il tempo la fitoterapia ha riscosso così tanto successo che persino le case farmaceutiche hanno iniziato a sviluppare medicinali partendo da principi attivi contenuti nelle piante.

Ad oggi, circa l’11% dei medicinali essenziali sono di origine naturale. Se si considerano solo i medicinali antitumorali, la percentuale sale addirittura al 60%. La fitoterapia quindi non solo è tornata in auge, ma ha avuto anche un riconoscimento quasi unanime dall’intera comunità medico-scientifica.

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Quando si può parlare di rimedi fitoterapici?

Il fatto che molti farmaci oggi ricorrano ai principi attivi presenti nelle piante non significa che si tratti sempre di rimedi fitoterapici. La fitoterapia si definisce tale quando la cura utilizzata attinge esclusivamente alle proprietà provenienti da piante ed erbe.

I rimedi fitoterapici sono quindi quelli in cui i medicinali utilizzati hanno alla base principi attivi esclusivamente di natura vegetale. Al fine di essere trasparenti nei confronti dell’utilizzatore finale, ogni prodotto fitoterapico deve contenere informazioni chiare ed evidenti circa la presenza esclusiva di elementi vegetali.

Rispetto a molti altri farmaci generici, inoltre, la somministrazione dei rimedi fitoterapici deve essere effettuata basandosi sul

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peso e sulle caratteristiche dell’utente. Rientrano nella macro categoria di rimedi fitoterapici i preparati di piante grezze, gli estratti di radici, i succhi, gli oli essenziali e gli integratori in compresse.

Quali sono le piante più comuni nella fitoterapia?

Una volta introdotti alla fitoterapia, è interessante conoscere più nello specifico quali sono le piante e le erbe più utilizzate in questa disciplina e per quali patologie. A scanso di equivoci, si tratta di un elenco a scopo puramente informativo, che non ha la presunzione di sostituirsi al parere del medico.

Quindi, se una delle piante sotto elencate vi sembra l’ideale per curare un vostro specifico disturbo, prima di passare all’utilizzo consultatevi sempre con il vostro medico curante:

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Fino dove arriva l’efficacia della cura delle piante?

Il fatto che la fitoterapia sia oggi universalmente riconosciuta non significa che può sostituirsi in toto alla medicina ufficiale. Una ricerca del National Center for Complementary and Alternative Medicine dell’Institutes Of Health degli Stati Uniti, pubblicata qualche anno fa, ha dimostrato che solo 356 piante su 1000 (prendendo in considerazione quelle dagli effetti conosciuti) hanno avuto la certificazione assoluta delle

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proprietà farmacologiche. Di queste 356, però, circa il 12% non hanno ancora superato tutte le analisi del caso.

Equivale a dire, quindi, che la fitoterapia è una realtà consolidata, ma non è sicuramente la panacea per tutti i mali. Non è tanto un problema dell’efficacia del principio attivo vegetale in sé, quanto la difficoltà nel trovare le giuste dosi da somministrare all’utente e sopratutto nell’evitare pericolose controindicazioni.

È per questo motivo che i rimedi fitoterapici non si possono improvvisare, prima di ingerire una qualsiasi sostanza vegetale è sempre opportuno sentire il parere di un medico. Il parere del dottore di famiglia diventa poi obbligatorio sopratutto in quei casi in cui si vogliono abbinare i rimedi fitoterapici a cure farmaceutiche standard: i principi attivi vegetali potrebbero entrare in conflitto con quelli dei medicinali, creando effetti dannosi per la salute del paziente.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, visto il continuo diffondersi della fitoterapia grazie sopratutto al web e agli strumenti digitali, è costantemente impegnata in campagne di informazione sulla cura con le piante, ricordando ai pazienti che l’equazione “è naturale quindi fa bene” non vale per tutti i prodotti vegetali ed è sempre fondamentale sentire il parere del proprio medico curante.

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