Aggressione verbale, minacce e calunnia

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Autore: Consulenze

28 dicembre 2018

Dopo una aggressione verbale subìta da un mio vicino, questi chiede l’intervento dei carabinieri, che arrivati sul posto mi mettono al corrente di essere stati chiamati perché avevo minacciato il vicino con un coltello da cucina. Posso querelare il mio vicino anche per il reato di calunnia?

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Alla luce del quesito posto, è opportuno esporle sinteticamente quanto segue:

-Il reato di calunnia

Con il reato di calunnia, la legge [1] intende tutelare quelle persone che vengono, consapevolmente e volutamente, falsamente accusati di aver commesso un fatto previsto, sempre dalla legge, come reato.

In altri termini, l’accusatore, non per mero errore, ma ben conscio della falsità della propria accusa, denuncia o

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querela la vittima, sostenendo che la medesima ha commesso un reato.

Si tratta di un comportamento che viene evidentemente perseguito (per il reato di calunnia è infatti prevista una pena da un minimo di due ad un massimo di sei), poiché:

– viene offeso gravemente l’onore della vittima;

– quest’ultima corre il pericolo di un procedimento penale ingiusto a proprio carico;

– viene, altresì, lesa l’amministrazione della giustizia, evidentemente gravata da un’indagine che mai si sarebbe dovuta svolgere.

Ricapitolando, i presupposti del reato di calunnia sono:

– la denuncia o querela nei confronti della vittima, in cui lo si accusa di un’ipotesi di reato;

– la volontà e consapevolezza che la predetta accusa è falsa e/o priva di qualsivoglia fondamento;

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Detto ciò è infine importante sapere che il reato di calunnia viene perseguito d’ufficio. In altri termini, le autorità inquirenti possono procedere nei confronti del sedicente accusatore anche indipendentemente da una denuncia della vittima. Resta chiaro, però, che la segnalazione formale del fatto calunnioso, diventa essenziale per mettere a conoscenza le autorità del predetto reato.

CASO CONCRETO

Il vicino del lettore, all’interno della denuncia/querela fatta ai carabinieri, ha formalmente e falsamente dichiarato che quest’ultimo lo ha minacciato con un coltello. Ci sono tutti gli estremi per poterlo a sua volta il lettore denunciare per il reato di calunnia.

Infatti, evidentemente, egli è stato ingiustamente accusato di aver commesso il reato di minaccia aggravata

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[2] (la detta ipotesi si può configurare anche soltanto con l’utilizzo di un coltello [3] e non necessariamente solo ed esclusivamente con un’arma da fuoco).

Detto questo, il lettore per cautelarsi dall’episodio accadutole, è consigliabile che sporga formale denuncia verso il suo vicino, all’interno della quale andrà a specificare i fatti accaduti, raccontando di essere stato aggredito verbalmente dal medesimo (….aggressione verbale da un mio vicino…), precisando di non averlo in alcun modo minacciato e tanto meno con l’uso di un coltello, così come specificatogli e riferitogli dai carabinieri, accorsi sul posto.

Fatto questo, sarà compito della Procura della Repubblica competente verificare la sussistenza dei presupposti per il reato di calunnia nonché per qualsiasi altra o diversa ipotesi di reato ravvisabile nei fatti descritti dal lettore (ad esempio, le minacce eventualmente subite e dette dal vicino durante l’aggressione).

Si ricorda, altresì, al lettore:

– di indicare il nominativo di eventuali testimoni, che saranno molto utili per dimostrare le sue ragioni e la calunnia subita;

– di richiedere di essere informato dell’eventuale richiesta di archiviazione ed anche dell’eventuale richiesta di proroga delle indagini preliminari, con riserva di costituirsi quale parte civile nel successivo procedimento.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello

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