La proprietà: diritti e limiti
Diritto di proprietà: cos’è e come funziona? Cosa può fare il proprietario e cosa, invece, gli è vietato? Quali sono i limiti pubblici e quelli privati?
La proprietà è, apparentemente, il più semplice dei diritti: se una cosa ti appartiene, è tua e puoi disporne come meglio credi. Se possiedi un’auto, sei libero di custodirla in un garage, di lasciarla all’aperto, di ripararla se ha un guasto, di cambiarle colore e interni; lo stesso si potrebbe dire per qualsiasi altro bene. In realtà, la proprietà non è un diritto così scontato come si potrebbe pensare: poiché viviamo in una società civile e dobbiamo quindi convivere con altri individui, non possiamo credere di poter fare ciò che vogliamo con le nostre cose. È vero: c’è un atto che dice che la casa è tua, così come lo è l’automobile che guidi ogni giorno per andare a lavoro; ciò non significa, però, che puoi agire come se gli altri non esistessero e, soprattutto, come se la legge non ci fosse. Ti faccio un esempio molto concreto. Abbiamo detto che, se sei proprietario di un’auto, sei libero di disporne: puoi utilizzarla per andare in vacanza oppure a lavoro; puoi aggiungere degli
Indice
Cos’è il diritto di proprietà?
Cominciamo il nostro viaggio all’interno dei
In sintesi, quindi, possiamo distinguere i diritti reali, cioè i diritti che si esercitano sulle cose, in due grandi categorie:
- diritti reali assoluti, in cui rientra la sola proprietà;
- diritti reali limitati di godimento, in cui si annoverano il diritto di superficie, l’enfiteusi, l’usufrutto, l’uso, l’abitazione e le servitù;
- diritti reali di garanzia, che sono il pegno e l’ipoteca.
Diritto di proprietà: caratteristiche
Vediamo ora quali sono le caratteristiche principali del diritto di proprietà, cioè di quel diritto reale che consente al suo titolare di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo [1]. Ebbene, il diritto di proprietà è:
- patrimoniale, perché ha necessariamente ad oggetto un bene valutabile economicamente;
- assoluto, in quanto il diritto del titolare deve essere rispettato dalla generalità degli individui e, quindi, può farsi valere verso tutti (al contrario del diritto di credito, che può essere opposto solamente nei riguardi di soggetti determinati: ad esempio, se vanti un credito verso una persona, potrai agire solamente nei suoi confronti);
- immediato, poiché il proprietario esercita direttamente il suo potere sulla cosa, traendone soddisfacimento altrettanto direttamente, cioè senza l’intermediazione di terzi;
- imprescrittibile in quanto, a differenza di praticamente ogni altro diritto patrimoniale, la proprietà non cade in prescrizione per l’inerzia del titolare protratta per un determinato periodo di tempo. Questo significa, in pratica, che potrai anche non utilizzare mai la tua auto, oppure non vivere mai in un’abitazione o in altro immobile, senza che il tuo diritto rischi di andare prescritto.
Proprietà: quali sono i diritti?
Ti ho spiegato cos’è la
Potere di godimento della proprietà
Innanzitutto, tra i diritti della proprietà c’è sicuramente il potere di godimento: il proprietario può liberamente decidere come e quando utilizzare la cosa. Ad esempio, se possiedi un computer puoi scegliere cosa farne, quando usarlo e in che modo; lo stesso se hai una macchina, un cellulare, ecc.
Potere di disposizione della proprietà
La proprietà conferisce il potere di disposizione. Godere di un bene è cosa differente dal disporre dello stesso. Il proprietario non solo può trarre diretto giovamento dal suo bene (potere di godimento), ma può anche liberamente disporne, cioè compiere delle operazioni giuridiche: il proprietario, quindi, potrà vendete i suoi beni, darli in prestito oppure in locazione, concederli in usufrutto o anche regalarli. Tutte queste facoltà sono negate al titolare di un diritto reale limitato: ad esempio, l’usufruttuario ha il potere di godimento ma non quello di disposizione, non potendo fare del bene ciò che vuole, tipo alienarlo a terzi.
Proprietà: diritto di esclusione
Il proprietario ha il diritto di escludere tutti gli altri, cioè di pretendere che nessun membro della collettività tenga un comportamento che ostacoli il suo godimento del bene. Il requisito della esclusività significa quindi che il proprietario può porre in essere ogni sorta di utilizzazione della cosa oggetto del suo diritto, al riparo da invasioni indebite di terzi.
Limiti al diritto di proprietà: quali sono?
Ti ho illustrato sinora quali sono le caratteristiche del diritto di proprietà e i principali poteri che conferisce al titolare di un bene. Da quanto detto potresti pensare che il proprietario, essendo libero di godere e disporre del proprio bene, possa fare ciò che voglia della sua cosa. In realtà, non è così: la legge, infatti, dopo aver stabilito che il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, precisa però che può farlo solamente entro i
Limiti alla proprietà posti nell’interesse pubblico
I limiti alla proprietà che corrispondono ad un interesse pubblico, e che quindi vanno incontro alle esigenze e alla tutela dell’intera collettività, sono quelli che derivano dalla necessità di far convivere il bisogno egoistico del singolo a godere e disporre liberamente del proprio bene con quello collettivo di far prevalere il pubblico interesse. E così, costituiscono
Limiti alla proprietà posti nell’interesse privato
I limiti alla proprietà previsti dalla legge a tutela di interessi privati trovano la loro fonte prevalentemente nei rapporti di vicinato: in altre parole, la tua proprietà deve essere limitata pe rispettare il diritto di chi ti è accanto. È un po’ come dire che la libertà di ciascuno termina dove inizia quella degli altri. I
I limiti alla proprietà posti nell’interesse privato sono inoltre caratterizzati dal fatto che essi valgono e limitano reciprocamente il diritto dei proprietari vicini, e non è previsto un compenso in quanto, proprio perché reciproci, non determinano uno squilibrio di vantaggi tra i soggetti coinvolti.
Limiti proprietà: il divieto di atti emulativi
Uno dei principali limiti alla proprietà è quello che fa divieto al proprietario di compiere atti i quali non abbiano altro scopo che quello di nuocere o recare molestia ad altri [7]. Si tratta del divieto di atti emulativi, dovendosi intendere per tali tutti quelli che realizzati solamente per danneggiare un’altra persona, senza che portino alcun vantaggio a chi li pone in essere. Pensa all’individuo che decide di piantare e far crescere un grosso albero nel proprio giardino solamente per ostruire la visuale al vicino o per fargli ombra, oppure al proprietario che installi sul muro di recinzione del fabbricato comune un contenitore avente l’aspetto di una telecamera nascosta tra il fogliame degli alberi, posto in direzione del balcone del vicino [8].