Ricevuta di pagamento in contanti

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Autore: Redazione

27 gennaio 2019

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Come funziona la quietanza di pagamento, che valore ha, il modello con il facsimile della ricevuta.

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Chi fa un pagamento e consegna dei soldi in contanti ad un’altra persona, così come chi lo riceve, potrebbe aver bisogno di un facsimile di una ricevuta di pagamento in contanti. Si tratta di un documento, in carta semplice, rigorosamente firmato dal creditore, con cui questi attesta di aver ricevuto del denaro, specifica a che titolo detto pagamento è avvenuto, qual è l’importo in questione e, nello stesso tempo, dichiara di non aver più nulla a che pretendere dall’altro soggetto per l’obbligazione indicata.

La ricevuta di pagamento può anche essere a titolo di acconto

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: essa, in tale ipotesi, non libera il debitore dall’intera obbligazione ma solo dalla parte saldata.

L’efficacia di questo atto è paragonata a una confessione che non può essere contestata tramite altre prove come, ad esempio, una testimonianza.

È sempre diritto di chi effettua un pagamento richiedere e ottenere la ricevuta di pagamento, anche quando detto pagamento non è avvenuto in contanti ma con altre forme tracciabili come il bonifico bancario o l’assegno non trasferibile.

Scrivere una ricevuta di pagamento è abbastanza semplice visto che la legge non richiede formule particolari se non – per come è logico – una sufficiente precisione al fine di individuare le parti in questione (creditore e debitore), l’obbligazione (il contratto, la causa del risarcimento, lo scopo del rimborso, ecc.), l’importo, la data e, non in ultimo, le firme.

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In questo articolo ti forniremo un modello di ricevuta di pagamento in contanti. A fronte di un facsimile generico, ne riporteremo anche altri rivolti a specifiche situazioni (come ad esempio il pagamento dell’affitto, della fattura, degli oneri condominiali). Ognuno di questi moduli, in ogni caso, può essere liberamente personalizzato dall’interessato secondo le esigenze che, di volta in volta, dovessero configurarsi.

Ma prima di riportare i vari modelli di ricevute di pagamento sono necessari alcuni chiarimenti di carattere giuridico, indispensabili per capire la natura e la funzione di tale documento.

Ricevuta di pagamento: che valore ha?

Lo scopo della ricevuta di pagamento è quello di fornire una

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quietanza al debitore, ossia la prova dell’estinzione di tutto o di una parte del debito. In questo modo, il documento, se ben conservato, servirà a contrastare eventuali pretese illegittime del creditore.

L’assenza della ricevuta di pagamento o lo smarrimento del documento non impedisce di dimostrare l’estinzione del debito con altri mezzi. Sebbene la ricevuta scritta sia, infatti, il sistema più sicuro, in quanto difficilmente contestabile dal creditore che l’ha consapevolmente firmata (salvo dimostrare che è stata estorta con l’inganno o la violenza), il debitore può provare l’avvenuta consegna del denaro in altri modi. Non si pongono problemi quando il pagamento è avvenuto tramite bonifico bancario, carta di credito, bancomat o assegni: in tali casi la prova è costituita dall’estratto conto bancario o postale che attesta il trasferimento del denaro da un conto a un altro. Le complicazioni sorgono invece quando il pagamento è avvenuto in

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contanti. In questo caso, l’estinzione del debito potrebbe essere dimostrata ricorrendo a ulteriori elementi o indizi come ad esempio:

Si tenga infine conto che, per quanto riguarda il

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pagamento dello stipendio, questo non può mai essere effettuato in contanti ma solo con bonifico bancario (salvo i rimborsi spese, gli anticipi di cassa o le somme che vengono anticipate al dipendente per sostenere dei costi per conto del datore di lavoro). Ne consegue che solo la prova dell’estratto conto può servire a confutare la contestazione del dipendente che assuma di non aver mai ricevuto la retribuzione. Anche la firma, da parte di quest’ultimo, della busta paga a titolo di “quietanza” o di una eventuale ricevuta di pagamento non sarebbe sufficiente in mancanza della prova del bonifico bancario.

Ricevuta di pagamento in contanti: come si fa?

La ricevuta di pagamento nasce come documento cartaceo, scritto cioè su un foglio di

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carta semplice, esente da marche o bolli fino a 77,47 euro. Per importi superiori devi inserire una marca da bollo di 2 euro che puoi comprare in qualsiasi tabaccheria.

Si può anche trattare del foglio su cui è stata fatta la fotocopia di un assegno; ciò avviene per via del fatto che, tra i campi dell’assegno da compilare, non vi è quello con cui si indica lo scopo del pagamento (perciò l’assegno viene definito un “titolo astratto”); ragion per cui detto scopo viene meglio specificato nella ricevuta allegata.

La ricevuta di pagamento potrebbe essere fornita anche tramite lo scambio di una Pec, la posta elettronica certificata o un pdf con firma digitale, essendo due forme che, seppur telematiche, garantiscono la provenienza, la data e l’indennità dell’autore.

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La quietanza di pagamento non deve necessariamente essere un documento autonomo; essa può essere costituita anche da una clausola contrattuale. Si pensi al caso di un contratto di compravendita o a un compromesso per l’acquisto di una casa in cui, in uno dei vari articoli, il venditore dichiara di “ricevere la somma di euro… e di darne, contestualmente, ampia quietanza”. Tale formula costituisce una confessione e quindi non c’è bisogno di firmare una ulteriore ricevuta di pagamento.

È diritto di chi paga avere sempre una ricevuta di pagamento?

Come abbiamo anticipato in apertura, chi paga un debito – o anche solo una parte – ha diritto a pretendere la ricevuta di pagamento anche se l’estinzione dell’obbligazione è avvenuta con mezzi tracciabili come il bonifico. Questo vale per tutti i tipi di rapporti: dal condominio all’affitto, dal risarcimento del danno agli ordini commerciali.

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Ricevuta di pagamento: si può contestare?

La ricevuta di pagamento è una confessione fatta fuori da un processo, ma ugualmente valida. Per cui l’autore non può più sconfessarla – e il giudice è obbligato a tenerne conto – salvo dimostrare che gli è stata estorta con l’inganno o la violenza. Potrebbe però succedere che la ricevuta di pagamento non indichi, con sufficiente chiarezza, le ragioni del pagamento (il cosiddetto “titolo”, ossia lo scopo). In tal caso il creditore – che comunque non potrebbe negare di aver ricevuto il denaro – potrebbe tuttavia dimostrare che esso gli è stato consegnato per coprire un differente debito. Facciamo un esempio. Immaginiamo che una persona deleghi una ditta di ristrutturazione ad eseguire svariati lavori in casa propria e che un giorno le versi mille euro. La ditta rilascia una quietanza in cui attesta di aver ricevuto i soldi senza però specificare a che titolo. Dopo qualche giorno la stessa ditta presenta una fattura di tremila euro per la verniciatura di una stanza. Il proprietario sostiene di aver già pagato, ma il creditore può dimostrare che detto pagamento è avvenuto per coprire solo i costi vivi necessari all’acquisto della vernice.

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Ricevuta di pagamento: cosa bisogna indicare?

La ricevuta di pagamento può essere scritta con libertà di formule. Non c’è un modello prestabilito. L’importante, come già detto, è che essa indichi con sufficiente precisione:

È poi necessario che la ricevuta precisi se il pagamento viene effettuato a totale estinzione del debito (nel qual caso il creditore dichiara di «non aver più nulla a che pretendere dal debitore allo stesso titolo») oppure a copertura di una sola parte; in quest’ultimo caso si avrà una

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ricevuta di pagamento a titolo di acconto che non libera il debitore dalla residua parte del pagamento.

Non aver più nulla a che pretendere: che significa?

Questa formula viene utilizzata per rimarcare il fatto che il pagamento implica la cessazione di qualsiasi altra pretesa di natura economica. La sua assenza non rende inutile la quietanza che comunque mantiene sempre il suo valore. Si tratta quindi di una specifica a volte ridondante.

Facsimile ricevuta di pagamento in contanti: formula generica

La ricevuta di pagamento può essere realizzata partendo da una formula generica e adattandola alle varie circostanze. Altre formule sono riportate nel box sottostante all’articolo.

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Ecco un possibile modello.

RICEVUTA DI PAGAMENTO

Il/La sottoscritto/a …… residente in …… via ……, C.F. ….

DICHIARA

di aver ricevuto in data odierna

dal/la signor/a …… residente in …… via ……, C.F. ……

l’importo pari a euro …. [indicare sia a cifre che a lettere] mediante il seguente metodo [specificare se in contanti, tramite bonifico, assegno e, in tal caso, il numero dell’assegno].

Il pagamento è avvenuto a totale [oppure: parziale] copertura di quanto dovuto a titolo di …. [specificare la fattura, il contratto, l’ordine o il fatto che ha determinato la nascita del debito].

[In caso di pagamento parziale, specificare] L’importo restante da versare, alla data odierna, è pari a …. e sarà pagato entro il ……

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