Testamento nullo o annullabile
Quali sono i casi in cui il testamento è da considerare invalido.
Non ci si vorrebbe mai pensare, ma prima o poi per tutti giunge il momento di decidere se scrivere il proprio testamento. Potrebbe anche semplicemente trattarsi di un resoconto della propria esistenza in cui si ricordano i momenti salienti della propria vita e si raccomanda ai propri parenti più cari di essere sempre solidali gli uni con gli altri oppure l’occasione per dare disposizioni circa la propria sepoltura (sono i cosiddetti testamenti privi di disposizioni patrimoniali). Ma quando si possiedono beni di diversa natura e di un valore non trascurabile come possono essere gli immobili o quote di immobili, oppure partecipazioni azionarie, autoveicoli, depositi in conto corrente e via discorrendo, allora lasciare un testamento significa voler decidere a chi lasciare la propria quota disponibile. Si parla di quota disponibile perché chi redige un testamento non è del tutto libero di decidere a chi destinare i propri beni: infatti se dopo di noi restano coniuge e figli, a loro la legge impone di lasciare una quota delle proprie sostanze (la cosiddetta quota di legittima). L’importanza del testamento è quindi evidentissima e da questo deriva l’opportunità, se non proprio la necessità, di conoscere cosa sia
Indice
Quando un testamento è nullo e come si contesta il vizio di nullità?
Il caso più grave di invalidità di un testamento è quello in cui i vizi che si manifestano in esso sono tali da dover considerare
La legge [1] stabilisce che è da considerare interamente nullo il testamento quando:
- manca la firma o l’autografia del testatore nel caso di testamento olografo (che è quello scritto in privato dal testatore e che, dopo la sua morte, viene portato da un notaio per la pubblicazione);
- il notaio non ha redatto per iscritto le dichiarazioni del testatore oppure manca la firma del notaio o del testatore nel caso di testamento pubblico (che è quello che il testatore, recandosi dal notaio, fa scrivere dal notaio a cui detta le sue ultime volontà);
- due o più persone scrivono il proprio testamento nello stesso atto con disposizioni a favore l’uno dell’altro o a vantaggio di un terzo (si tratta del caso, vietato, di testamento reciproco);
- nel caso in cui il testamento sia stato redatto da persona costretta con violenza a scriverlo (persona, quindi, assolutamente non libera, come dovrebbe essere, di decidere a chi destinare i propri beni).
Esistono poi casi in cui è
Sono nulle:
- le singole disposizioni testamentarie quando esse si basano su un motivo illecito che sia stato unico e determinante nell’indurre il testatore e il motivo risulti dal testo del testamento stesso (ad esempio quando si scrive che l’erede designato potrà ereditare a condizione che si sposi, se questo è l’unico e determinante motivo che ha portato il testatore a scrivere, questa disposizione sarà nulla perché è illecito ledere il principio della libertà matrimoniale) [2];
- le singole disposizioni testamentarie se non è in nessun modo possibile determinare chi sia il destinatario della disposizione (cioè non si riesca ad esempio ad individuare chi sia l’erede designato), oppure se l’individuazione dell’erede o della quota di eredità sia affidata alla scelta arbitraria di un terzo soggetto [3].
La nullità dell’intero testamento (che, se
Il testamento non firmato dal testatore è nullo
Quando un testamento è annullabile e come si contesta l’annullabilità?
Meno grave della nullità è l’invalidità del testamento (o di sue singole disposizioni) che va sotto il nome di annullabilità.
L’intero testamento può essere annullato [4]:
- quando in esso vi sono difetti di forma diversi da quelli che producono la sua nullità (ad esempio è annullabile il testamento privo di data o dell’ora in cui è stato redatto);
- per l’incapacità del testatore dovuta alla minore età, ad incapacità naturale (soggetto che ha scritto il testamento in un momento in cui era incapace di intendere e volere perché ad esempio ubriaco) o ad interdizione giudiziale (persona dichiarata con sentenza definitiva incapace di provvedere ai propri interessi per abituale e grave infermità di mente.
Sono invece annullabili le singole disposizioni del testamento se le stesse sono frutto di errore, dolo o violenza oppure quando la disposizione è frutto di un errore sul motivo se il motivo risulta dal testamento ed è stato l’unico a determinare al volontà del testatore.
Si può chiedere l’annullamento del testamento o di sue singole disposizioni da parte di chiunque vi abbia interesse entro, però, il termine massimo di cinque anni dalla data in cui il testamento o la singola disposizione ha avuto esecuzione oppure, nel caso di annullamento per effetto di errore, dolo o violenza, dalla data della scoperta dell’errore, del dolo o della violenza.
Il testamento è annullabile se scritto da un minorenne