Imposte dirette e indirette: quali differenze?

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Autore: Carlos Arija Garcia

18 aprile 2019

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

Per il contribuente è lo stesso versare l’Irpef e l’Iva? Un’imposta e una tassa sono la stessa cosa? Che cos’è la soggettività tributaria attiva o passiva?

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Hai mai fatto caso, come contribuente, alle imposte che paghi o ti accontenti (per modo di dire) di versare ciò che ti viene chiesto dallo Stato o da un ente locale? Eppure, essere informato su ciò che esce dalle tue tasche per finire nelle casse pubbliche può aiutarti a capire che cosa effettivamente stai pagando, il perché, a che cosa serve. Non tutte le tasse sono uguali: ci sono quelle sul reddito, quelle sugli acquisti, quelle sui servizi di cui si usufruire. Imposte dirette e indirette: quali differenze

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ci sono? Entreremo nel dettaglio, ma possiamo anticiparti in che cosa sono diverse le une dalle altre. La differenza principale è che le imposte dirette sono quelle che colpiscono ciò che guadagni, mentre le imposte indirette interessano ciò che spendi. Sì, hai ragione: che ti entrino o che ti escano dei soldi, le tasse si pagano sempre e comunque. Motivo in più per sapere il perché e dove vanno a finire.

Come vedremo, per capire la differenza tra imposte dirette e indirette dovremo cominciare col distinguere la soggettività tributaria attiva e passiva. In quale delle due ti collochi come contribuente e come incide questo concetto sulle imposte da pagare? C’è una diversità tra persone giuridiche e persone fisiche?

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Vedrai che non è così complicato come può sembrare a prima vista. Almeno, dopo che avrai letto questo articolo sulla differenza tra imposte dirette e indirette.

Imposte e tasse: sono la stessa cosa?

Spesso i due termini vengono usati come sinonimi ma, a ben guardare, non lo sono affatto. Tasse e imposte si riferiscono a due cose diverse, anche se per te contribuente hanno lo stesso effetto: pagare.

Una tassa è quello che devi versare allo Stato per avere in cambio una prestazione. Si tratta di un prezzo fisso, ad esempio, per avere la televisione in casa (il famigerato

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canone Rai), per poter guidare la macchina (la tassa sulla patente e il bollo auto), per farti portare via i rifiuti (la Tari), ecc. Quindi, si può dire che non tutti i cittadini pagano le tasse, ma solo chi usufruisce di certi servizi erogati dallo Stato.

Un’imposta, invece, è un prelievo coatto che lo Stato fa dal tuo reddito per poter finanziare i servizi pubblici offerti a tutti. Devono pagarla sia i privati cittadini sia le società, cioè le aziende o qualsiasi tipo di attività produttiva. Si parla, quindi, di Irpef, di Iva, di Ires, di Imu, ecc.

Quindi, per riassumere in parole estremamente semplici: per pagare una tassa metti tu le mani nelle tue tasche, mentre per

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pagare un’imposta è lo Stato a mettere le mani nelle tue tasche.

A loro volta, le imposte si dividono in imposte dirette e indirette. Vediamo la differenza.

Imposte dirette: che cosa sono?

Si considerano imposte dirette quelle che interessano il reddito che un contribuente produce in un determinato momento (ad esempio in un anno solare): significa che le imposte dirette che paghi possono essere sicuramente diverse da quelle che versa il tuo vicino se non fa il tuo stesso lavoro e non guadagna quello che guadagni tu.

Sono, ad esempio, imposte dirette:

Imposte indirette: che cosa sono?

Le

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imposte indirette, invece, non interessano ciò che guadagni ma quello che spendi. Scattano, quindi, nel momento in cui acquisti un prodotto o un servizio.

Il caso più emblematico, cioè l’imposta indiretta che paghi ogni giorno anche per un caffè (e spesso senza pensarci) è l’Iva, cioè l’imposta sul valore aggiunto. Ma sono indirette anche le imposte:

In più, ci sono le accise sulla benzina: al momento di fare il pieno, paghi il costo del carburante, le accise e l’Iva al 22%; significa che in ogni litro di «verde» ci sono due imposte indirette.

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Imposte: soggettività attiva e passiva

L’abbiamo citata nell’introduzione a questo articolo: quando si paga di imposte, c’è da capire anche la differenza tra soggettività tributaria attiva e passiva per vedere se interessano in qualche modo le imposte che paghi.

La soggettività attiva riguarda chi impone e riscuote l’imposta. Lo Stato, per capirci, ma anche gli enti regionali o locali.

Quella passiva, invece, è quella che fa riferimento a chi paga, cioè al contribuente, cioè a te. In senso lato, però. Significa che questa soggettività interessa le persone fisiche, quelle giuridiche e le organizzazioni o associazioni che hanno, comunque, una soggettività tributaria, come può essere un consorzio.

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Come si traduce questo in ciò che ci occupa, cioè nella differenza tra imposte dirette o indirette? Si traduce in questo modo:

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