Scuola dell'obbligo in Italia
Il sistema scolastico italiano e la scuola dell’obbligo. L’obbligo formativo e i compiti dei dirigenti scolastici. Le sanzioni penali in caso di abbandono della scuola dell’obbligo.
Tuo figlio non vuole più andare a scuola. A che età può smettere di farlo? Cosa sono le attività formative? Quali compiti spettano ai dirigenti scolastici per assicurare l’osservanza dell’obbligo scolastico? Quando gli studenti sentono nominare la parola scuola, in particolare quelli meno volenterosi, vorrebbero fuggire. Se poi, a questa viene associato il termine obbligo, il risultato diventa per loro, deleterio. Il solo pensiero di rimanere seduti al banco per 5/6 ore al giorno ad ascoltare una lezione poco interessante o quello delle interrogazioni e delle verifiche scritte, terrorizza la maggior parte dei ragazzi. Senza dimenticare che gli stessi hanno difficoltà ad adattarsi alle regole e alle richieste dell’istituzione scolastica, a relazionarsi con i coetanei e gli insegnanti ed anche le bocciature e le ripetenze incidono negativamente sul loro rapporto con la scuola. E ciò è tanto vero che negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo aumento della dispersione scolastica, cioè del numero dei giovani che abbandonano gli studi prima del conseguimento del diploma o di una qualifica similare. Questo porta inevitabilmente a domandarsi come funziona la
Indice
Sistema scolastico in Italia
Il nostro sistema scolastico prevede:
- un ciclo di 5 anni per la scuola primaria o elementare, che va dai 6 agli 11 anni;
- un ciclo di altri 3 anni per la scuola secondaria di primo grado o scuola media inferiore, per i ragazzi dagli 11 ai 14 anni;
- un ciclo per la scuola secondaria di secondo grado o scuola superiore, che va dai 14 ai 19 anni.
Alla fine delle scuole elementari gli studenti devono superare un
Adempimento dell’obbligo scolastico
Per adempiere all’obbligo scolastico previsto dal legislatore italiano, non basta frequentare la scuola ma bisogna prendere un titolo di studio di scuola secondaria superiore o una qualifica professionale della durata di
Scuola dell’obbligo
La scuola dell’obbligo in Italia ha un proprio regolamento che stabilisce l’età minima e massima, i doveri e gli obblighi degli studenti per la formazione e quindi, l’istruzione minima obbligatoria.
Più precisamente è obbligatoria l’istruzione impartita per almeno 10 anni [1] con riferimento alla fascia di età compresa tra i 6 e i 16 anni [2]. Lo studente inoltre, deve conseguire un titolo di studio di scuola secondaria superiore o, a sua scelta, una qualifica professionale che duri almeno 3 anni
L’istruzione obbligatoria in Italia è completamente gratuita e lo studente può adempiere all’obbligo previsto dalla legge, frequentando:
- una scuola statale o paritaria;
- o anche una struttura accreditata dalla Regione di appartenenza per la formazione professionale;
- oppure in alcuni specifici casi, con l’istruzione dei genitori altrimenti detta istruzione parentale. In questo caso gli studenti devono sostenere annualmente l’esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva in qualità di candidati esterni presso una scuola statale o paritaria, fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione.
Obbligo scolastico e obbligo formativo
Dall’obbligo scolastico va tenuto distinto quello
A tal fine ogni ragazzo può scegliere di:
- proseguire gli studi nella stessa scuola frequentata;
- frequentare il sistema di formazione professionale, la cui competenza spetta alla Regione o alla Provincia;
- iniziare un percorso di apprendistato [4]. In quest’ultimo caso il giovane dovrà sottoscrivere un contratto di lavoro a contenuto formativo, il cui fine ultimo sarà quello di consentirne l’inserimento nel mondo del lavoro. Potrà pertanto, acquisire un mestiere e/o qualifica professionale specifica;
- frequentare un corso di istruzione per adulti presso un centro provinciale ad hoc.
Compiti dei dirigenti scolastici
I dirigenti scolastici hanno degli specifici
In particolare quelli delle scuole primarie e secondarie di primo grado al termine delle iscrizioni devono:
- verificare che tra gli alunni che frequentano le ultime classi della propria scuola, tutti abbiano presentato la domanda di iscrizione per l’anno scolastico successivo;
- se qualche alunno risulta non iscritto, contattare i genitori per verificare se hanno presentato la domanda di iscrizione presso una scuola paritaria o non paritaria o presso un centro di formazione oppure se intendono proseguire gli studi con l’istruzione parentale.
Queste informazioni vanno inserite nell’Anagrafe nazionale degli alunni
Inoltre, i dirigenti scolastici devono verificare che gli studenti iscritti presso i loro istituti frequentino regolarmente le lezioni. La verifica va fatta interrogando in Sidi l’Anagrafe nazionale degli studenti, inserendo il codice fiscale dell’alunno che interessa.
Il Sidi (Sistema informativo dell’istruzione) è un servizio istituito dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur), che può essere utilizzato dal personale amministrativo del Miur e delle scuole. Si tratta di un’area riservata in cui sono disponibili le applicazioni e le relative comunicazioni per le segreterie scolastiche e gli uffici dell’Amministrazione centrale e periferica che hanno il compito di acquisire, verificare e gestire i dati che il sistema informativo raccoglie ed elabora.
L’Anagrafe nazionale degli studenti contiene i dati di tutti gli alunni che frequentano le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I e II grado, statali e paritarie.
Nel caso in cui la ricerca in Sidi produca effetti negativi, il dirigente ha l’obbligo di segnalare la cosa:
- al Comune presso il quale risulta residente l’alunno, se si tratta di un ragazzo che frequenta una classe della scuola primaria o secondaria di primo grado. La notifica degli esiti degli accertamenti del Comune sarà acquisita dalla scuola ed inserita in Sidi;
- ai centri per l’impiego nel caso di un alunno di scuola media o di quello di classe terza non iscritto ad alcuna scuola superiore di secondo grado.
La
Obiettivi della scuola dell’obbligo
L’obiettivo che si tende a realizzare attraverso la scuola dell’obbligo, è quello di far acquisire a tutti gli studenti le conoscenze necessarie per potere in futuro, concretamente esercitare i propri diritti di cittadino italiano.
Pertanto, ne sono responsabili:
- i genitori o comunque coloro che esercitano la responsabilità genitoriale (tutore o affidatario) sui ragazzi, ai quali spetta di scegliere tra i diversi percorsi offerti dal nostro sistema scolastico;
- le istituzioni scolastiche, che devono adottare le strategie più efficaci per garantire l’apprendimento e la formazione di tutti gli alunni;
- l’amministrazione scolastica, il cui compito è quello di definire i criteri e gli indirizzi necessari per l’adempimento dell’obbligo scolastico;
- le Regioni e gli Enti locali, i quali da un lato devono garantire le condizioni per rendere effettivo il diritto allo studio di ciascun alunno e dall’altro devono assicurare le dotazioni e i supporti necessari allo svolgimento dell’attività didattica.
Sanzioni alle famiglie per il reato di abbandono della scuola
In caso di
Tale norma riguarda però, solo gli alunni della scuola primaria. Infatti, con l’entrata in vigore di una legge del 2010 [6] sono state abrogate alcune disposizioni prima vigenti, che punivano i genitori i quali violavano l’obbligo scolastico con riferimento agli alunni della scuola superiore di primo grado.
Pertanto, attualmente non sono punibili i genitori che non si curano di fare frequentare le scuole superiori ai propri figli, neppure di quelle medie. Il reato di abbandono della scuola è previsto solo per le elementari e non anche per le altre classi.