Prescrizione contributi Inps gestione separata
Lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata: limiti prescrizione contributi e cartelle esattoriali.
Sei iscritto alla gestione separata Inps; tuttavia, da alcuni anni, non stai più versando i relativi contributi. Ti chiedi cosa rischieresti se l’Inps dovesse accorgersi che non sei in regola. Cosa potrebbe fare nei tuoi riguardi per riscuotere gli arretrati? C’è un termine massimo entro cui l’Istituto di Previdenza Nazionale può pretendere il pagamento degli oneri previdenziali? Le risposte ai tuoi problemi sono tutte contenute nella disciplina sulla prescrizione contributi Inps gestione separata.
Una recente pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione [1]
Indice
Cos’è la prescrizione?
Immagina di ricevere un
Quando si prescrivono i contributi Inps gestione separata?
I contributi previdenziali, compresi quelli dovuti alla
Secondo la Cassazione [3], il termine di prescrizione dei contributi dovuti all’Inps Gestione separata si inizia a contare dal momento in cui i contributi medesimi dovevo essere versati all’Istituto di previdenza e non già dal giorno di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Cosa succede se non pago i contributi Inps?
Come detto, se l’Inps si accorge che non hai versato i contributi, può chiederti solo gli ultimi cinque anni. Lo fa con un avviso bonario oppure con una ingiunzione di pagamento (quest’ultima funziona come titolo esecutivo, al pari di una cartella esattoriale).
Ogni volta che ti viene inviata una raccomandata da parte dell’Inps o una Pec (posta elettronica certificata), i termini di prescrizione si interrompono e tornano a decorrere da capo. Il che significa che, se per i contributi di oltre cinque anni fa, hai ricevuto in passato una diffida, la prescrizione potrebbe non essersi compiuta atteso che i cinque anni decorrono dal giorno dopo il ricevimento della lettera.
Facciamo un esempio. Immagina di non aver corrisposto i contributi previdenza del 2007 ma di aver ricevuto una prima diffida nel 2011 e una seconda nel 2015. In entrambi i casi le lettere sono arrivate prima del compimento dei cinque anni, impedendo così il compimento della prescrizione. Pertanto i contributi in questione andranno prescritti solo dopo cinque anni dal 2015 ossia nel 2020.
In buona sostanza, per effetto della prescrizione sei tenuto a pagare solo le ultime cinque annualità di contributi previdenziali a patto che, per quelle precedenti, non sei stato diffidato con raccomandata a/r o pec.
La prescrizione della cartella esattoriale
Qualora non dovessi pagare neanche a seguito dell’ingiunzione ricevuta dall’Inps, subirai la notifica di una
Anche la cartella di pagamento cade in prescrizione dopo cinque anni. La giurisprudenza [1] [2] ha chiarito che il decorso dei 60 giorni utili al pagamento della cartella non modifica il termine di prescrizione della stessa (nonostante la tesi contraria sostenuta dall’Esattore secondo cui le cartelle non impugnate sarebbero simili a sentenze e, come queste ultime, si prescriverebbero in 10 anni).
Dunque, se non paghi la cartella esattoriale e nei successivi 5 anni non ricevi alcuna diffida o pignoramento, il tuo debito cade in prescrizione.
Come far valere la prescrizione dei contributi Inps gestione separata
La prescrizione non necessita di una pronuncia apposita del giudice: essa si compie in automatico, allo scadere dei cinque anni. Chiaramente l’intervento del tribunale si rende necessario se l’Inps, nonostante la prescrizione, dovesse ugualmente pretendere il pagamento di tali somme non dovute. In tal caso dovrai fare ricorso.
Se hai ricevuto una cartella esattoriale, devi fare ricorso al Tribunale ordinario, sezione lavoro, entro 40 giorni, tramite un avvocato.
Se invece hai ricevuto un avviso bonario Inps gestione separata puoi presentare tu stesso un ricorso in autotutela tramite una procedura online. A tal fine dovrai:
- munirti del Pin INPS;
- accedere al sito www.inps.it > accedi ai servizi > servizi per il cittadino;
- inserire codice fiscale e Pin cliccare su «accedi»;
- cliccare sul link «servizi per il cittadino» che appare a sinistra ;
- a questo punto si aprirà un elenco di possibili servizi da utilizzare. Scorrerlo in ordine alfabetico fino a giungere alla voce «ricorsi online» e cliccare su nuovo;
- a questo punto si aprirà una schermata con i dati anagrafici (è di estrema importanza la verifica dei contatti, soprattutto numero cellulare e posta elettronica certificata) e i comandi per allegare il documento contenente il ricorso debitamente firmato e compilato.
Omessa dichiarazione contributi Inps
Come abbiamo detto, i contributi Inps si prescrivono in