Quanto costa decreto ingiuntivo

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Autore: Mariano Acquaviva

13 maggio 2019

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Decreto ingiuntivo: cos’è e come funziona? Qual è il contributo unificato nel procedimento per decreto ingiuntivo? Cosa succede in caso di opposizione?

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Uno dei modi più semplici per recuperare uno somma di denaro che ti è dovuta è quello di agire con decreto ingiuntivo: il decreto ingiuntivo, infatti, è il metodo più veloce che la legge fornisce al creditore per far valere le sue ragioni. Mettiamo il caso che tu abbia fatto un prestito ad un tuo conoscente e che questi non abbia mantenuto fede alla parola data di restituirteli; nonostante numerose lettere e diffide, il debitore persiste nel suo inadempimento. Ecco, in un caso del genere, se hai una prova scritta del credito, puoi andare dal giudice e chiedere l’emissione del decreto ingiuntivo. Ma

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quanto costa un decreto ingiuntivo?

È proprio questo l’argomento che vorrei affrontare con te. Probabilmente la domanda ti sembrerà paradossale, perché il decreto ingiuntivo serve a recuperare i soldi, non a spenderli. In realtà, la giustizia italiana non è gratuita e, pertanto, ogni volta che bussi alle sue porte devi anticipare delle spese. Prosegui nella lettura se vuoi sapere quanto costa un decreto ingiuntivo.

Decreto ingiuntivo: cos’è?

Cos’è un decreto ingiuntivo?

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Come funziona e, soprattutto, come lo si ottiene? Rispondiamo subito a queste domande prima di vedere quanto costa un decreto ingiuntivo.

Come avrai già capito, il decreto ingiuntivo è uno strumento messo a disposizione dalla legge per tutti coloro che sono creditori di una somma liquida di danaro o di una determinata quantità di cose fungibili, ovvero di chi ha diritto alla consegna di una cosa mobile determinata [1].

In pratica, si ricorre al decreto ingiuntivo quando il credito è certo, liquido ed esigibile, oltre che fondato su prova scritta (una scrittura privata, una fattura, ecc.): la pretesa creditoria deve aver ad oggetto il pagamento di una somma di danaro o la consegna una determinata quantità di cose che siano facilmente identificabili e quantificate, pronte per essere date al creditore. Non si potrebbe chiedere un decreto ingiuntivo, ad esempio, per ottenere il

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risarcimento di un danno, in quanto questo andrebbe prima quantificato.

Decreto ingiuntivo: come funziona?

Il creditore che si trovi nelle condizioni sopra evidenziate può chiedere al giudice competente l’emissione di un decreto ingiuntivo, cioè di un provvedimento assunto senza contraddittorio tra le parti (utilizzando un’espressione latina, si dice inaudita altera parte) con il quale viene riconosciuto il diritto ad ottenere quanto spetta.

Una volta emesso il decreto ingiuntivo, il creditore è onerato, a pena di decadenza del decreto stesso, a notificare il provvedimento entro sessanta giorni. Dal momento in cui ha ricevuto tale notifica, il debitore ha quaranta giorni

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di tempo per adempiere spontaneamente, cioè per pagare quanto riportato nel decreto, oppure per presentare opposizione.

Di conseguenza, gli scenari che possono prospettarsi sono i seguenti:

Spese di giustizia: cosa sono?

Sebbene il

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procedimento per decreto ingiuntivo si caratterizzi per la sua particolare celerità (visto che non c’è contraddittorio tra le parti), ciò non significa che esso sia esente da costi: come per ogni altro tipo di procedimento, anche quello per decreto ingiuntivo prevede delle spese di giustizia.

Le spese di giustizia (o spese processuali) sono quelle che il cittadino deve pagare ogni volta che si rivolge al giudice. Diverse sono le spese legali, le quali rappresentano l’onorario dell’avvocato.

Ebbene, anche nel caso del decreto ingiuntivo occorre pagare dei costi. Vediamo quali sono.

Quanto costa un decreto ingiuntivo?

Il procedimento per decreto ingiuntivo costa la metà di quanto costerebbe un

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procedimento ordinario di pari valore. Mi spiego meglio. Le spese di giustizia di cui ti ho parlato devono essere corrisposte allo Stato sotto forma di contributo unificato: si tratta di un particolare tributo introdotto dalla legge [2] che ha sostituito le imposte di bollo sugli atti, la tassa d’iscrizione a ruolo, i diritti di cancelleria e quelli di chiamata in causa dell’Ufficiale Giudiziario. Esso è previsto quando si instaura una causa civile e amministrativa, mentre per quelle previdenziali e di lavoro solo se ricorrono determinati presupposti.

Ebbene, il contributo unificato deve essere pagato in proporzione al valore della causa, valore che si determina effettuando una stima economica dell’oggetto della controversia: ad esempio, se si agisce in tribunale per chiedere il risarcimento di un danno pari a ventimila euro, il contributo unificato dovrà essere pagato in riferimento a tale cifra; se si agisce, invece, per ottenere un fondo illegittimamente occupato da altri, il valore corrisponderà a quello del fondo, ecc.

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Le spese di giustizia (sotto forma di contributo unificato) sono dovute in base al valore della causa, suddiviso nei seguenti scaglioni:

Valore della Causa

Contributo

Valore fino a € 1.100,00

€ 43,00

Valore superiore a € 1.100,00 e fino a € 5.200,00

€ 98,00

Valore superiore a € 5.200,00 e fino a € 26.000,00

€ 237,00

Valore superiore a € 26.000,00 e fino a € 52.000,00

€ 518,00

Valore superiore a € 52.000,00 e fino a € 260.000,00

€ 759,00

Valore superiore a € 260.000,00 e fino a € 520.000,00

€ 1.214,00

Valore superiore a € 520.000,00

€ 1.686,00

Quanto devo pagare per un decreto ingiuntivo?

I valori riportati nella tabella di cui al paragrafo precedente devono essere dimezzati: ed infatti, nel procedimento per decreto ingiuntivo, si applica una

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riduzione pari al 50 %.

Pertanto, per sapere quanto costa un decreto ingiuntivo non devi fare altro che controllare la seguente tabella:

Valore della Causa

Contributo

Valore fino a € 1.100,00

€ 21,50

Valore superiore a € 1.100,00 e fino a € 5.200,00

€ 49,00

Valore superiore a € 5.200,00 e fino a € 26.000,00

€ 118,50

Valore superiore a € 26.000,00 e fino a € 52.000,00

€ 259,00

Valore superiore a € 52.000,00 e fino a € 260.000,00

€ 379,50

Valore superiore a € 260.000,00 e fino a € 520.000,00

€ 607,00

Valore superiore a € 520.000,00

€ 843,00

Decreto ingiuntivo: si paga l’avvocato?

Poiché per ottenere un decreto ingiuntivo dovrai rivolgerti ad un avvocato, è chiaro che anche la parcella di quest’ultimo andrà pagata. Devi sapere, però, che quando il giudice emette il decreto ingiuntivo, non soltanto condanna il debitore al pagamento del debito, ma anche al

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rimborso delle spese di giustizia (quindi del contributo unificato che hai anticipato) e a quello dell’onorario del tuo avvocato.

Possiamo quindi dire che le spese che anticipi per ottenere il decreto ingiuntivo verranno “caricate” sul debitore, al quale verrà richiesto non solo di onorare il suo debito, ma anche di pagare ogni altra spesa che hai dovuto sostenere.

Decreto ingiuntivo: cosa succede se c’è opposizione?

In realtà, ottenere quanto spetta con il decreto ingiuntivo non è una cosa così semplice: il debitore, una volta che si è visto notificare il decreto ingiuntivo emesso dal giudice, può tranquillamente fare opposizione, ritenendo infondato il credito. In un caso del genere, prende il via un vero e proprio processo ordinario a tutti gli effetti: in altre parole, per poter ottenere ciò che ti spetta dovrai affrontare un intero procedimento, con i tempi che puoi immaginare.

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Nel procedimento che si instaurerà a seguito dell’opposizione del debitore dovrai essere tu, creditore, cioè il presunto creditore, a dimostrare la fondatezza delle tue ragioni con ulteriori elementi: insomma, da un procedimento sommario si passa ad uno a cognizione piena.

Decreto ingiuntivo: costa di più se c’è opposizione?

Abbiamo visto quanto costa un decreto ingiuntivo; abbiamo anche detto che a tale provvedimento del giudice è possibile opporsi entro quaranta giorni dalla notifica, dando così origine ad un processo ordinario a tutti gli effetti. Ebbene, probabilmente ti starai chiedendo se, in questo caso, poiché si instaura un nuovo procedimento, occorre pagare ulteriori spese di giustizia.

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Secondo la legge, il contributo unificato inizialmente pagato dal creditore, cioè da colui che ha chiesto il decreto ingiuntivo, deve essere integrato dalla controparte, cioè da colui che propone l’opposizione. In altre parole, al 50 % pagato inizialmente dal creditore si aggiunge l’ulteriore 50 % pagato dall’opponente, andando così a completare l’importo globale dovuto a titolo di spese processuali.

Farò un esempio per essere più chiaro. Mettiamo che Tizio sia creditore di Caio dell’importo di diecimila euro; al momento del ricorso per ottenere l’emissione del decreto ingiuntivo, Tizio paga un contributo unificato pari a 118,50 euro (la metà del corrispondente importo

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previsto per una causa ordinaria di questo valore).

Se Caio decide di fare opposizione, dovrà pagare il restante 50 %, cioè la cifra di 118,50 euro che, sommato allo stesso importo inizialmente pagato dal ricorrente, dà il totale di 237 euro, esattamente come se si trattasse di una causa ordinaria.

Decreto ingiuntivo: quando non si paga?

Ci sono alcuni casi in cui il decreto ingiuntivo non costa nulla, nel senso che non devi pagare il contributo unificato. Sono ipotesi tassativamente previste dalla legge, tra le quali rientrano i casi in cui il creditore possa beneficiare del gratuito patrocinio e il recupero crediti da lavoro dipendente.

In quest’ultima circostanza, il lavoratore dipendente a cui non è stato pagato lo stipendio può ottenere gratuitamente dal giudice un decreto ingiuntivo da notificare al proprio datore per ottenere ciò che gli è dovuto.

Perché il lavoratore vada esente dal contributo unificato, però, deve sottoscrivere un’autocertificazione in cui attesta, sotto la propria responsabilità civile e penale, di avere un reddito complessivo (sommato a quello del coniuge) inferiore a 34.481,46 euro. In questo caso non si paga più il contributo unificato, ma resta comunque a carico della parte pagare il proprio avvocato.

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