Contestazione fattura Wind

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Autore: Redazione

12 luglio 2019

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Procedura da seguire per contestare le fatture telefoniche emesse dalla Wind: dal reclamo alla conciliazione.

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Hai sottoscritto un contratto con la Wind per l’attivazione di una linea telefonica fissa o mobile? Magari ti è stata anche proposta un’offerta imperdibile a un prezzo irrisorio. Dopo qualche mese, tuttavia, ti è stata recapitata una bolletta troppo alta rispetto a quanto ti era stato promesso. Hai controllato e hai notato subito che sono riportate voci di spesa non documentate, importi per servizi mai richiesti oppure consumi che tu non ritieni di aver fatto. Come comportarsi in questi casi? Innanzitutto, devi armarti di tanta pazienza e devi contattare immediatamente il gestore telefonico, nel tuo caso

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Wind, per contestare l’addebito e chiedere spiegazioni in merito. Gli importi non dovuti, neanche se di poco conto, non devono essere mai sottovalutati!

Qualora dovessi ricevere risposte insoddisfacenti, allora dovrai necessariamente inviare un reclamo con una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno (oppure tramite posta elettronica certificata). Se il problema persiste, devi rivolgerti a un organismo di conciliazione, Co.re.com. o Camera di Commercio, per un tentativo di bonario componimento. Se la conciliazione dovesse riuscire, l’accordo stretto tra le parti è vincolante come se si trattasse di una sentenza. Se, invece, non dovesse andare a buon fine, sappi che potrai sempre contestare la bolletta davanti al giudice e far valere le tue ragioni. Sempre che ne valga la pena. Gli importi richiesti, nella maggior parte dei casi, non giustificano affatto un contenzioso in tribunale.

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Mettiti comodo perché in questo articolo ti spiegherò dettagliatamente la procedura di contestazione di una fattura Wind.

Errata fatturazione o fatturazioni non dovute: i casi più frequenti

I casi più comuni di errata fatturazione o fatturazioni non dovute sono i seguenti:

Pertanto, in tali casi dovrai fare mente locale e verificare se gli addebiti corrispondano a un reale utilizzo della

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linea telefonica oppure si riferiscono a fatturazioni non dovute. Se hai dubbi puoi sempre richiedere al gestore una rendicontazione dettagliata delle bollette telefoniche e dei servizi attivi sulla tua linea.

Se riscontri anomalie, potrai procedere alla contestazione delle fatturazioni non dovute.

Come contestare la bolletta telefonica: il reclamo

Se la bolletta telefonica contiene un importo errato, è diritto del consumatore agire mediante la procedura “amichevole” di contestazione.

Il primo strumento da utilizzare è sicuramente quello del reclamo. Attenzione però. Non parliamo di sfogare la propria insoddisfazione sui social network. Più semplicemente, si tratta di mettere nero su bianco il disservizio in cui si è incorsi, e quindi spiegare dettagliatamente e in termini chiari il problema (ad esempio l’addebito di un servizio non richiesto, oppure una fattura con un importo eccessivamente alto ecc.). È possibile fare anche un reclamo telefonico chiamando il

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servizio clienti e parlando direttamente con un operatore del call center. Ma, nella maggior parte dei casi, credimi, è più utile redigere un reclamo scritto ed inviarlo all’ufficio preposto del gestore telefonico.

Il reclamo, quindi, rappresenta una contestazione ufficiale in cui devi esporre chiaramente i problemi riscontrati e le ragioni per cui ritieni che la bolletta non sia dovuta oppure sia di importo esorbitante. Esporre il problema con chiarezza permetterà alla Wind di fornirti una risposta nel minor tempo possibile.

Il reclamo può essere inviato attraverso differenti modalità:

Nel reclamo dovranno essere riportati i seguenti dati:

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Senza questi dati, l’istanza di reclamo potrebbe essere rigettata. Ogni reclamo, una volta pervenuto, riceve un codice identificativo per identificare la singola pratica.

Solitamente la Wind risponde nel minor tempo possibile a qualsiasi reclamo, soprattutto a quelli che vengono inoltrati via telefono. I reclami scritti, invece, verranno presi in considerazione e risolti entro 45 giorni dalla data di ricezione della raccomandata.
È importante conservare l’avviso di ricevimento della raccomandata inviata.

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Tentativo di conciliazione

Se il reclamo non va a buon fine, perché la compagnia non fornisce alcun riscontro o se esso si rivela insoddisfacente, allora bisogna tentare la strada della conciliazione. Si tratta di un procedimento che deve concludersi entro 30 giorni ed è completamente gratuito.

Per avviare la conciliazione dovrai presentare domanda al Corecom della tua regione, un organismo presso il quale è possibile svolgere un tentativo di conciliazione con l’ausilio di un conciliatore. Oltre ai Corecom, le conciliazioni possono essere avviate anche presso le Camere di commercio e presso gli organismi di conciliazione iscritti nel registro dei mediatori o degli organismi di conciliazione paritetica, ai cui tavoli siedono operatori e associazioni di consumatori, tra le quali anche Altroconsumo.

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Dopo aver presentato la richiesta di conciliazione, l’ente si occuperà (in forma gratuita) di organizzare uno o più incontri di conciliazione tra te, un mediatore e un rappresentante della compagnia telefonica, al fine di trovare un accordo pacifico per risolvere il problema.

Se la controversia dovesse avere esito positivo, verrà redatto un verbale di conciliazione, il quale avrà la stessa efficacia di una sentenza emessa dal giudice. Qualora, invece, la controversia non dovesse trovare soluzione in sede conciliativa, sarai libero di rivolgerti al giudice instaurando una causa vera e propria alla compagnia telefonica.

La procedura di conciliazione deve essere comunque conclusa entro un mese, altrimenti verrà ritenuta fallita

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Sappi che non potrai agire in sede giurisdizionale fino a quando non sia stato esperito un tentativo obbligatorio di conciliazione. Questo vuol dire che se prima le parti non si incontrano davanti al Corecom e lì tentano di raggiungere un accordo bonario, nessuna delle due può andare davanti al giudice (e se lo fa, il giudice dovrà rigettare la domanda).

Il tentativo obbligatorio di conciliazione non è tale solo nel caso di recupero di crediti per le bollette emesse in assenza di contestazioni da parte dell’utente. Dunque, la compagnia del telefono può agire contro il moroso con un decreto ingiuntivo solo in presenza di crediti insoluti non contestati. Altrimenti, in caso di contestazione sarà necessario incontrarsi prima davanti al Corecom.

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Disdetta per inadempimento

Devi sapere che l’abbonamento telefonico può essere disdetto ogni volta che il servizio offerto non sia all’altezza di quello promesso e quindi qualora non vengano rispettate le condizioni contrattuali.

Si pensi, ad esempio, all’ipotesi in cui la connessione internet sia inferiore a quella prevista dall’accordo oppure all’applicazione di una tariffa telefonica differente da quella originariamente pattuita (applicazione dello scatto alla risposta, inizialmente non previsto).

In questi casi, hai tutto il diritto a disdire l’abbonamento inviando a Wind una comunicazione in cui manifesti chiaramente la tua volontà di recedere dal contratto a causa del mancato servizio (o del disservizio), indicando eventualmente anche l’ammontare dei danni subiti (che qualora riuscissi a provarli, ti potrebbero essere risarciti).

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Così facendo, inoltre, sarai tenuto a pagare solamente per il servizio di cui hai potuto effettivamente godere, senza pagare un sovraprezzo per la disattivazione.

Per fare la disdetta dovrai compilare ed inviare un modulo (che puoi scaricare anche sul sito internet della Wind), unitamente a una copia della carta di identità in corso di validità, ai seguenti indirizzi:

Attenzione: la disdetta produrrà effetti entro 30 giorni dal ricevimento della stessa da parte della compagnia telefonica.

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Qual è il termine di prescrizione per le bollette?

Le bollette del telefono scadono dopo 5 anni. Se però l’utente fa causa alla compagnia, e perde, il termine è di 10 anni dalla pubblicazione della sentenza. Il termine di prescrizione si calcola dalla data di scadenza della bolletta. La data di scadenza è riportata sulla bolletta stessa, di solito sull’intestazione.

Non c’è un obbligo per l’utente di conservare le bollette del telefono una volta pagate. Tuttavia, la conservazione è necessaria per dimostrare l’adempimento qualora la compagnia telefonica pretenda nuovamente il pagamento.

È comunque possibile buttare vie le bollette dopo 5 anni perché, anche se la società del telefono dovesse chiedere nuovamente il pagamento, basterebbe far rilevare l’avvenuta prescrizione. Se infatti si è verificata la prescrizione, non è necessaria la prova del versamento dell’importo perché già l’eccezione di prescrizione libera l’utente da ogni obbligo.

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