Inversione di marcia con incidente

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Autore: Redazione

09 giugno 2019

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Il conducente di un’auto deve mettersi nelle condizioni di poter prevedere le altrui imprudenze e violazioni del Codice della strada. Altrimenti c’è il concorso di colpa.

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Nel momento in cui ci si accinge a fare inversione di marcia non ci si deve limitare a controllare che non sopraggiungano auto dal senso opposto. Bisogna anche prevedere che queste possano, in violazione dei limiti di velocità, comparire sul più bello. E pertanto bisogna procedere con estrema cautela, verificando che vi sia tutto lo spazio e il tempo per rimettersi in marcia senza costituire un pericolo. Diversamente, in caso di inversione di marcia con incidente, il rischio è quello di dover non solo risarcire il danno ma anche di rispondere del reato di lesioni. È questo l’insegnamento che si trae da una recente sentenza della Cassazione penale

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[1].

La pronuncia in commento stabilisce un principio che spesso si dimentica quando si è alla guida della propria auto: l’eccessiva velocità da parte dell’altro conducente è un fatto prevedibile. Cosa significa nella pratica? Forse un esempio renderà più chiara la questione e consentirà agli automobilisti non solo di capire cosa dice la legge in caso di inversione di marcia con incidente stradale, ma anche di salvare la propria e l’altrui vita.

Immagina di dover fare una inversione a U. Hai scelto un rettilineo e, a vista, non c’è nessun’auto che proviene nelle vicinanze. Intravedi una moto, ma è lontana e ritieni di avere tutto lo spazio e il tempo sufficiente per terminare la manovra. In realtà il centauro sta andando al doppio della velocità consentita e, in pochi secondi, ti arriva addosso. Cade e, ovviamente, si ferisce gravemente. Vieni tratto a giudizio per le lesioni colpose gravi provocate alla vittima. Provi a difenderti appigliandoti al fatto che il povero motociclista stava violando il Codice della strada e non sei tu a dover rispondere delle altrui imprudenze. Invece, alla fine del processo penale, vieni condannato.

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Una sentenza del genere è giusta o può essere appellata? La risposta giusta è, per la Cassazione, la prima. Perché mai?

Tra gli obblighi che incombono sui conducenti – sebbene si tratti di una regola non scritta esplicitamente nel Codice della strada – vi è anche quello di dover prevedere le altrui infrazioni, ovviamente nei limiti del possibile. Il che significa che chi si mette alla guida deve, a tutela della propria e altrui incolumità, fare di tutto per evitare gli incidenti stradali, anche prefigurandosi la possibilità che qualcuno vada più veloce dei limiti consentiti, transiti in una strada vietata, passi col semaforo rosso, non dia la precedenza a uno stop o a un incrocio, non metta le frecce in occasione di una svolta, eccetera.

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Ad esempio, se all’intersezione tra due strade hai la precedenza, ma ciò nonostante vedi un’altra auto che non accenna a rallentare, per quanto tenuta a fermarsi, hai l’obbligo di lasciarla passare; nel caso in cui dovessi fare l’incidente ti verrebbe assegnato un concorso di colpa. Non importa infatti che hai rispettato le regole del Codice e non lo ha fatto invece l’altro conducente: rileva piuttosto la circostanza che potevi prevedere l’incidente e non lo hai voluto evitare (con colpa o dolo).

Insomma, bisogna mettersi nelle condizioni di poter evitare l’impatto con chi sta trasgredendo le regole o con chi le potrebbe trasgredire. Il che non significa prevedere il futuro, ma avere

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prudenza: quella prudenza necessaria a far in modo di controllare sempre la propria auto ed evitare che essa diventi un ostacolo inevitabile per gli altri utenti della strada.

Se stai per fare una inversione di marcia, quindi, non ti basterà semplicemente verificare che la segnaletica verticale ed orizzontale ti consentano tale manovra. Dovrai anche assicurarti di avere lo spazio e il tempo sufficiente a completare l’operazione senza costituire pericolo per la circolazione. È quindi necessario verificare che non stia provenendo alcun altro mezzo.

Se però all’orizzonte non intravedi nessuno, allora puoi effettuare l’inversione di marcia. In tale ipotesi – ma solo in tale ipotesi – nel caso di

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incidente stradale, non potresti mai subire una condanna. Questo perché ti sei messo nelle condizioni di prevedere le altrui imprudenze.

In termini più tecnici possiamo dire che la responsabilità da incidente stradale è esclusa solo se c’è una causa sopravvenuta inevitabile e imprevedibile. Può ritenersi sopravvenuta solo quella causa che, nel connotarsi per assoluta anomalia ed eccezionalità, risulti imprevedibile anche in astratto, tanto da sottrarsi al governo da parte dell’agente.

Poiché la velocità inadeguata (ma anche il mancato uso corretto del casco) costituisce un comportamento tipico, sebbene adottato in violazione delle norme del Codice della strada, essa risulta sempre prevedibile da colui che debba effettuare una manovra di inversione di marcia, al fine di evitare che si vengano a creare situazioni pericolose

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