Separazione con figlio disabile

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Autore: Mariano Acquaviva

03 agosto 2019

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Genitori separati e figli con disabilità: cosa prevede la legge? A chi vengono affidati i figli disabili? Cosa succede in caso di figli maggiorenni disabili?

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La separazione segna la fine dell’unione matrimoniale così come si era configurata inizialmente, dopo il fatidico “sì”. Con la separazione, infatti, vengono meno molti degli obblighi che nascono dal matrimonio, prima fra tutti quello alla coabitazione e alla fedeltà. La separazione dei coniugi, però, deve necessariamente tenere conto dei figli: se due persone decidono di lasciarsi sono libere di farlo, ma non possono disinteressarsi della prole. Per tale ragione, la legge prevede una serie di norme a tutela dei figli. Come sappiamo, questi vanno mantenuti fino al raggiungimento dell’indipendenza economica e devono essere affidati ad uno o a entrambi i genitori. Ma cosa succede nel caso di

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separazione con figlio disabile? Possono seguirsi sempre le stesse regole, oppure c’è bisogno di una tutela particolare? In caso di disabilità, infatti, è evidente che non si può far finta di nulla, magari abbandonando la prole una volta raggiunta la maggiore età. Vediamo allora quali particolari tutele occorre adottare nell’ipotesi di separazione con figli disabili.

Separazione: quali obblighi verso i figli?

Affrontiamo il nostro problema, e cioè la

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tutela dei figli disabili in caso di separazione personale, partendo da una prospettiva generale: dopo la separazione, quali sono gli obblighi dei genitori nei confronti dei figli? Rispondere a questa domanda non è difficile: secondo la legge, i doveri che i genitori hanno nei riguardi della prole non vengono meno a seguito della separazione.

In pratica, due persone adulte sono libere di porre fine alla loro unione, ma tale decisione non può incidere sull’educazione, il mantenimento e, più in generale, il benessere dei figli. Pertanto, così come i genitori erano obbligati ad educare, mantenere e assistere la prole in costanza di matrimonio, così continueranno ad esserlo anche dopo.

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Ovviamente, è facile capire che due persone che si separano difficilmente riusciranno a preservare quella serenità familiare che c’era prima della separazione; allo stesso modo, si pone il problema dell’affidamento dei figli, visto che i coniugi non vivranno più sotto lo stesso tetto. Vediamo cosa dice la legge per poi passare ad analizzare meglio il tema dei figli disabili.

L’affidamento dei figli dopo la separazione

Secondo il Codice civile [1], a seguito della separazione, il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.

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In teoria, quindi, con la separazione non dovrebbe cambiare (quasi) nulla per la prole. Il problema maggiore riguarda l’affidamento: la norma continua dicendo che il giudice valuta prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori, oppure stabilisce a quale di essi i figli sono affidati. Il giudice determina altresì i tempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore, fissando la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento, alla cura, all’istruzione e all’educazione dei figli.

In pratica, la legge dice che il giudice deve dare preferenza all’affido condiviso, cioè alla possibilità che la prole minore d’età venga affidata ad entrambi i genitori, evitando così che la separazione possa essere eccessivamente traumatica. Quando ciò non è possibile, l’affidamento dovrà avvenire a favore di uno solo dei genitori, con possibilità per l’altro di poter fare visita ai figli nei modi e nei tempi stabiliti.

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Quanto appena detto è valido anche in caso di separazione con figli disabili? In altre parole, per la prole affetta da disabilità la legge prevede disposizioni speciali? Prosegui nella lettura se intendi conoscere la risposta a questa domanda.

L’affidamento dei figli disabili

Va subito detta una cosa: la legge non prevede alcuna disposizione specifica in materia di separazione e figli disabili; ciò vuol dire che si applicheranno le ordinarie norme. Questo non significa, però, che i figli disabili siano svantaggiati o trattati in maniera discriminatoria: ed infatti, quando due coniugi si separano e hanno un figlio disabile, il giudice dovrà tenere in debito conto tale circostanza, assumendo tutti i provvedimenti necessari per la

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tutela del minore.

Quanto appena detto si traduce nell’ovvia circostanza per cui il giudice dovrà fare di tutto affinché la separazione non pregiudichi il figlio disabile, il quale potrà essere affidato con prevalenza al coniuge che rimarrà nella casa familiare, di modo che lo stesso non debba affrontare il trauma del trasloco e del cambiamento abitativo.

In presenza di un figlio disabile, il giudice tenderà ad adottare provvedimenti che non stravolgano la sua vita: di conseguenza, se uno dei genitori, dopo la separazione, vorrà allontanarsi per vivere altrove, difficilmente il giudice sceglierà per l’affido a favore di quest’ultimo.

Figlio disabile maggiorenne: cosa succede con la separazione?

Tutto sommato, quanto detto sinora in merito alla separazione con figlio disabile non si discosta da quanto accade ordinariamente in ogni separazione: l’affidamento condiviso viene derogato quando si voglia tutelare la prole da spostamenti o cambiamenti traumatici della propria vita. Ed infatti, la casa familiare viene di solito assegnata al genitore che sarà anche il collocatario con preferenza.

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Cosa succede quando il figlio disabile diviene maggiorenne, oppure già lo era al momento della separazione? La legge, infatti, ha previsto l’istituto dell’affidamento solamente per i minorenni, essendo i maggiorenni liberi di scegliere con quale genitore vivere.

Il figlio affetto da una grave disabilità potrebbe non essere in grado, nemmeno se maggiorenne, di compiere una scelta del genere. Cosa fare in questi casi? Un’interessante sentenza di merito [2] dice che un figlio affetto da disabilità grave, per quanto non più minore, è equiparabile a un bambino: per tale ragione, i genitori hanno l’obbligo di assisterlo e curarlo proprio come se si trattasse di un minorenne, con obbligo del genitore non affidatario di prestargli tutta l’assistenza necessaria, sia morale che economica.

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Separazione, figlio disabile e mantenimento

Finora ci siamo occupati in maniera specifica dell’affidamento del figlio disabile in caso di separazione personale dei coniugi. Come tutti sanno, l’altro aspetto fondamentale, strettamente legato alla fine dell’unione, è quello economico. Ebbene, su questo punto c’è davvero poco da dire: così come il figlio maggiorenne ha diritto al mantenimento fino a che non diventi economicamente autosufficiente, alla stessa maniera il figlio con disabilità avrà diritto al mantenimento alle stesse condizioni.

La differenza principale tra figlio disabile e figlio non disabile sta nell’eventuale “colpevolezza” nell’essere privo di impiego: ed infatti, se alla prole maggiorenne può essere revocato l’assegno di mantenimento nel momento in cui sia dimostrata la colpa nell’essere priva di impiego, ai figli disabili difficilmente si potrà negare il mantenimento per via dello scarso impegno nel trovare lavoro. Ovviamente, tutto dipende dal tipo e dal grado di disabilità.

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