Spesometro: cos’è e chi lo deve fare?

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Autore: Redazione

07 febbraio 2018

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Adempimenti, proroghe, semplificazioni e nuove scadenze. Vediamo come funziona lo spesometro 2018

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Lo spesometro è un adempimento fiscale in vigore dal 2010 [1] a cui sono soggetti le imprese, i professionisti e tutti coloro che risultano titolari di partita Iva (salvo alcune eccezioni). Esso prevede la comunicazione obbligatoria all’Agenzia delle Entrate di tutte le operazioni rilevanti ai fini Iva che eccedono le seguenti soglie:

La sua introduzione ha destato le proteste da parte di commercialisti, operatori e contribuenti. Il governo, pertanto, è dovuto correre ai ripari per apportare dei correttivi che semplificassero la macchinosità del nuovo strumento.

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Cos’è lo spesometro?

Più tecnicamente per spesometro si intende la comunicazione riguardante i dati delle fatture emesse e ricevute che tutti i soggetti titolari di partita Iva, imprese e lavoratori autonomi devono inviare all’Agenzia delle Entrate. Quest’obbligo, inizialmente riguardante solo le operazioni con importo maggiore alla soglia sopra indicata, nel 2012 è stato esteso a tutte le operazioni con emissione di fattura. Con la legge di bilancio 2018 lo spesometro è stato nuovamente rivisto e, a partire da quest’anno, impone l’obbligo dell’invio trimestrale di tutte le fatture in forma analitica, indicando i dati dei soggetti indicati in fattura, la data e il numero di emissione, la base imponibile, l’aliquota IVA applicata e il tipo di operazione rilevante ai fini Iva.

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Spesometro: le scadenze

Lo Spesometro 2017 ha seguito una cadenza differente rispetto a quella degli anni precedenti. Per il 2017 è stato fissato un invio semestrale, con primo invio entro il 25 luglio ed un secondo invio entro il 28 febbraio 2018. Da quest’anno, invece, le comunicazioni saranno trimestrali. Ma tra le varie misure introdotte dalla legge di bilancio 2018 per sgravare le imprese e i professionisti dagli adempimenti fiscali sono state semplificate e ridotte le informazioni richieste oltre ad essere stata prorogata la scadenza fino al 6 aprile 2018 per l’invio delle fatture relative al secondo semestre 2017. Alla stessa data è fissata la scadenza per le eventuali integrazioni e per la trasmissione telematica opzionale dei dati delle fatture emesse e ricevute.

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L’Agenzia delle Entrate, in una nota, ha previsto meno adempimenti per le fatture di piccolo importo: i dati riepilogativi delle fatture di importo inferiore a 300 euro (sia emesse che ricevute) potranno essere registrati cumulativamente anziché in singoli documenti. La semplificazione dell’adempimento fiscale esclude l’obbligatorietà della compilazione dei dati anagrafici di dettaglio delle controparti e introduce la facoltà di scelta in ordine alla cadenza trimestrale o semestrale dell’invio dei dati delle fatture emesse e ricevute.

Spesometro: software gratuiti

L’Agenzia delle Entrate, inoltre, per agevolare professionisti, contribuenti e intermediari ha messo a disposizione sul proprio sito internet due software gratuiti che possono essere liberamente scaricati da chi ne abbia interesse: uno per il controllo dei file delle comunicazioni e l’altro per la compilazione.

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