Cambiano i codici urgenza del pronto soccorso

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Autore: Paolo Remer

03 luglio 2019

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

Numeri al posto degli attuali colori per stabilire le priorità di intervento: saranno 5 per dividere i casi più o meno urgenti. Previsti anche i tempi di attesa massimi.

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Rivoluzione per il pronto soccorso: il triage, cioè il sistema che stabilisce le priorità di intervento medico, passa dai colori ai numeri. Ci sarà una “pagella delle urgenze” attribuite in prima battuta e che decideranno se il paziente debba essere ricoverato subito oppure attendere. Il ministero della Salute ha già preparato le nuove linee guida e le ha inviate alle Regioni che ora dovranno attuarle. Cambiano, dunque, totalmente i codici urgenza del pronto soccorso e la novità riguarda anche il fatto che verranno introdotti i tempi massimi di attesa per ogni fascia.

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I numeri che sostituiranno gli attuali colori saranno 5: il numero 1 è previsto per i casi di emergenza e consente l’accesso immediato del paziente, senza alcuna attesa. Il numero 2 è attribuito alle urgenze, quando c’è un serio rischio di compromissione delle funzioni vitali: l’ingresso dovrà avvenire entro 15 minuti. Il numero 3 sarà per le urgenze dette “differibili” (nessun rischio di vita, condizioni gravi ma stabili, senza peggioramento e per le quali occorrono cure complesse) ed il numero 4 per le urgenze minori (quelle sono gravi e stabili come il codice 3 ma che richiedono cure semplici): tempi di attesa massimi di 60 minuti per il codice 3 e di 120 minuti per il codice 4. I casi di non urgenza, saranno classificati con il codice 5 e comunque anche per essi viene previsto un

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tempo massimo di accesso che non dovrà superare i 240 minuti: quindi non più di 4 ore.

L’attuazione delle linee – stabilisce il ministero della Salute – dovrà avvenire entro 18 mesi, ma ora tocca alle Regioni decidere se accettare in toto il nuovo sistema oppure proporre modifiche. La proposta statale è pronta per essere attuata ma occorre il loro assenso. Alla Conferenza Stato-Regioni di ieri il consenso di massima c’è stato, ma alcune Regioni hanno chiesto di poter mantenere gli attuali codici almeno durante la fase di transizione, sostenendo che il passaggio immediato al nuovo metodo di triage sarebbe complicato da gestire.

Intanto, i diritti di chi va al pronto soccorso

verranno ampliati, perché i codici numerici previsti saranno cinque al posto dei quattro colori attuali (rosso, giallo, verde e bianco); in sostanza, si è deciso di “spaccare” il codice verde – che è statisticamente il più utilizzato, quello attribuito alla maggior parte dei pazienti – nei nuovi codici 3 e 4, dando priorità ai casi più impegnativi e così riducendo i rischi di peggioramento del quadro clinico o di sottovalutazione della gravità delle condizioni dei pazienti che arrivano in pronto soccorso.

Inoltre, l’introduzione dei tempi massimi per l’accesso sarà una certezza in più per gli utenti, che non saranno più costretti ad attese indeterminate e a volte interminabili, specialmente nei momenti di sovrafflusso; però questi tempi riguardano l’accesso alle aree di trattamento dello stesso pronto soccorso e dunque non la vera e propria presa in carico nei reparti ospedalieri per le cure necessarie. Anche per queste prestazioni mediche, comunque, le linee guida ministeriali raccomandano – cioè non impongono – un “tempo ottimale” di 6 ore e comunque non superiore alle 8 ore dal momento dell’arrivo in pronto soccorso.

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