Mantenimento diretto e indiretto: cosa significa?
Quali sono i doveri dei genitori nei confronti dei figli? In cosa consiste il diritto al mantenimento? Cosa succede a seguito della separazione dei genitori?
Secondo la legge, la prole ha diritto ad essere istruita, educata e mantenuta a prescindere dal rapporto che si è instaurato tra i genitori: in altre parole, anche se due persone non si sono sposate e hanno dato alla luce dei figli, questi vantano gli stessi diritti della prole di una coppia unita in matrimonio. Lo stesso accade nel caso in cui i genitori dovessero separarsi: i figli nati dall’unione conserverebbero il diritto ad essere mantenuti, anche se i genitori non erano sposati. Insomma: matrimonio, convivenza o semplice coppia di fatto, se si mettono al mondo dei figli poi bisogna mantenerli. In genere si fa una distinzione tra
Chi è il genitore che è tenuto al mantenimento diretto e chi, al contrario, a quello indiretto? In cosa consiste? Se anche tu ti trovi in una situazione del genere, nel senso che hai lasciato il tuo partner e ora occorre prendersi cura della prole, allora prosegui nella lettura: ti spiegherò la differenza tra mantenimento diretto e mantenimento indiretto.
Indice
Diritto al mantenimento: cos’è?
Prima di spiegare la differenza tra mantenimento diretto e indiretto
Il mantenimento è un diritto che spetta alla prole per il solo fatto di essere venuta al mondo: è la legge [1] a stabilire che il figlio deve essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori.
Questo diritto sopravvive alla fine della relazione sentimentale tra i genitori, nel senso che i figli continuano a conservare il diritto al mantenimento anche successivamente alla loro separazione e per un periodo di tempo indeterminato, almeno fino al raggiungimento dell’indipendenza economica.
Il mantenimento a favore del figlio, dunque, è dovuto per il semplice fatto della nascita di quest’ultimo: ciò significa che, a differenza del mantenimento dovuto all’
Non si ha più diritto all’assegno di mantenimento solo quando la prole è divenuta economicamente autosufficiente: ciò significa che il raggiungimento della maggiore età non esonera il genitore non affidatario dal continuare a pagare il mantenimento, né il compimento degli studi universitari.
Tuttavia, se il figlio è colpevolmente privo di lavoro, nel senso che la sua precaria condizione economica deriva da una propria responsabilità, allora il genitore potrà rifiutare il mantenimento e chiederne la revoca al giudice, salvo l’obbligo di continuare a versare gli
Mantenimento dei figli: come funziona?
Il mantenimento si sostanzia nel dovere dei genitori a non far mancare alla prole i mezzi necessari per condurre una vita dignitosa, in riferimento non solo al basilare sostentamento (che corrisponde agli alimenti), bensì a tutto ciò che occorre per poter sviluppare la propria personalità, coltivare i propri interessi e, più in generale, ad essere pronti ad affrontare autonomamente la propria vita.
Al mantenimento si provvede generalmente in due modi:
- assicurando direttamente alla prole ciò di cui ha bisogno (una casa in cui vivere, i beni comuni per svolgere le attività quotidiane, come il computer o il telefonino, i mezzi per potersi muovere da soli, come il motorino, ecc.);
- fornendo alla stessa il denaro necessario per poter far fronte alle proprie esigenze. Si pensi al figlio studente universitario fuori sede il quale, pur non vivendo più con i genitori, ha comunque bisogno di loro per affrontare le spese.
Mantenimento diretto e indiretto: cos’è?
Siamo, dunque, pronti a capire la
In altre parole, mentre il mantenimento diretto è lasciato all’iniziativa dei genitori, al mantenimento indiretto provvede la prole, ma con i mezzi dei genitori: classico esempio di mantenimento indiretto è l’assegno periodico che un genitore versa al figlio.
Detto ancora diversamente, mentre nel mantenimento diretto vi è un soddisfacimento immediato, da parte del genitore, dei bisogni e delle necessità del minore, quello indiretto consiste essenzialmente nella corresponsione di un assegno periodico destinato a coprire le esigenze ordinarie della prole.
Mantenimento diretto e indiretto dopo la separazione
Le nozioni di mantenimento diretto e indiretto rilevano soprattutto a seguito della separazione dei genitori: a seguito di questo evento, infatti, è possibile che uno dei genitori sia costretto, per via delle modalità d’affidamento della prole, a poter provvedere al solo mantenimento indiretto mediante assegno.
L’assegno di mantenimento è il
La forma di mantenimento è legata al il tipo di affidamento che il giudice decide:
- se viene scelto l’affido condiviso (sempre da preferire, quando possibile), il genitore collocatario provvede direttamente alle spese necessarie per la prole, mentre l’altro è tenuto al mantenimento indiretto. Solamente un affido condiviso di tipo paritario (rarissimo nella pratica) consente a entrambi i genitori di provvedere direttamente alle esigenze della prole senza dover fare l’assegno mensile;
- se viene concesso l’affido esclusivo, allora il genitore non affidatario dovrà versare all’altro un assegno a titolo di mantenimento per le spese ordinarie per il figlio, al di là dell’equa divisione delle spese straordinarie.