Cane malato: l’allevatore deve risarcire il padrone

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Autore: Redazione

28 agosto 2013

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Responsabile l’allevatore se il cane venduto è affetto da malattia patologica e non può partecipare alle gare cinofile per le quali era stato acquistato.

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L’allevatore deve risarcire il padrone se gli ha venduto un cane malato non idoneo a partecipare a gare cinofile per le quali era stato promesso. È quanto stabilito dal giudice di pace di Macerata. La recente sentenza [1] ha condannato un allevatore a risarcire un padrone che, dopo la consegna, aveva scoperto che il doberman vendutogli era affetto da rogna rossa e non poteva partecipare alle gare per le quali era stato acquistato.

Tutti i cani devono essere sani, a prescindere dalle gare

Per il giudice, l’allevatore di cani, in quanto venditore, risponde per legge dei

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vizi di conformità degli animali venduti. Tra i vizi di conformità è previsto il caso in cui il bene venduto non sia idoneo all’uso particolare voluto dall’acquirente e comunicato al venditore [2] (per esempio, nel caso di specie, le gare cinofile).

Inoltre, qualora il vizio si manifesti entro sei mesi dalla consegna del bene, l’acquirente è peraltro esonerato dal provare che esso fosse già presente prima della vendita [3].

Nel caso in esame, il venditore, nonostante fosse consapevole che l’acquisto era finalizzato alla partecipazione a gare cinofile, aveva venduto un cane malato e la patologia era stata scoperta dall’acquirente poco dopo la consegna. Di conseguenza, l’allevatore è stato condannato a risarcire all’acquirente i danni comprensivi di spese mediche e deprezzamento dell’animale.

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